La Lis che non c’è, dalla scuola al tempo libero: la denuncia di una mamma adottiva

“Ho fatto causa all’azienda sanitaria, perché a mia figlia veniva negata l’accessibilità alla scuola e ai servizi. Ho vinto la causa, ma il problema non è stato risolto. Con l’inizio della scuola elementare ed la sentenza vinta, speravo che il Miur garantisse la piena inclusione scolastica di mia figlia, invece è iniziata un’altra guerra, perché per il ministero è come se la Lis non esistesse, soprattutto quando l’alunno non è sordo. Così, anche dalla prima alla terza elementare ho continuato a pagarmi un interprete Lis, Finalmente, in quarta elementare, sono riuscita ad ottenere per Lisa 20 ore di assistente alla comunicazione in Lis, ma ho dovuto pagare io le altre ore di interprete, per arrivare a 28 ore settimanali di frequenza. In quinta elementare sono stati inseriti sia assistente alla comunicazione in Lis che tirocinanti. Peccato che non siano adeguatamente valorizzati e integrati nel loro ruolo e facciano fatica, quindi, a garantire la piena inclusione a Lisa”

https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/la_lis_che_non_c_e_dalla_scuola_al_tempo_libero_la_denuncia_di_una_mamma_adottiva


Sua figlia non è sorda: può sentire, può vedere, ma non riesce a parlare. “Abbiamo imparato la Lis, lei ma anche noi, per permetterle di comunicare. Ma né a scuola, né fuori da scuola, questo diritto le viene riconosciuto. Nel nostro territorio ci sono tanti giovani, laureati in Lis: perché …

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