La burocrazia continua ad arrivare prima dei diritti

«Pensare che una problematica così delicata come il processo di inclusione scolastica – scrive Gianluca Rapisarda, riflettendo su due Note Ministeriali riguardanti il numero di alunni in classe – possa essere in balia e alla mercé della superficialità degli Uffici del Ministero e dei loro refusi, è inaccettabile in un Paese come il nostro, che si pregia di avere nel settore la legislazione più avanzata al mondo. Come dire che in Italia, ancora sin troppo spesso, viene prima la burocrazia ministeriale, con le sue non sporadiche clamorose “sviste”, e poi i diritti fondamentali dei cittadini»

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