Infortuni nelle scuole, Snals-Confsal chiede misure urgenti

L’edilizia scolastica presenta una situazione allarmante con quasi tutti gli edifici scolastici privi di certificati di agibilità. Non solo. Il 43% delle scuole è situata in zone ad elevato rischio sismico o di grave dissesto idro-geologico. Nell’ultimo anno è stata registrata una media di un crollo o distacco di intonaco ogni settimana.

Con l’intesa sottoscritta recentemente tra MIUR e Sindacati c’è stata un primo significativo impegno a circoscrivere la responsabilità dei dirigenti scolastici per i danni derivanti da rischi strutturali attraverso la copartecipazione, sostenuta da adeguati stanziamenti, degli enti locali alla predisposizione e all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi.

La questione sicurezza interessa anche i rischi connessi agli infortuni scolastici che laddove interessano gli alunni impegnati in attività laboratoriali e in esercitazioni tecnico-pratiche o in quelle a queste connesse si configurano come infortuni sul lavoro.

È quindi necessario un urgente piano di investimenti attraverso il reperimento di risorse per migliorare gli ambienti di apprendimento, per mettere i laboratori delle scuole in sicurezza e successivamente per dotarli di attrezzature adeguate agli attuali standard di sicurezza.

Abbiamo quindi proposto al MIUR nella persona del Vice Ministro una serie di interventi urgenti da inserire nella prossima manovra di stabilità:

1. 1. Esonerare gli istituti scolastici dal versamento dell’IVA nell’acquisto di beni strumentali. Un’azienda privata che investe nell’acquisto di nuove macchine, non solo compensa l’IVA ma ammortizza anche il costo.

2. 2. Predisporre un piano di sostituzione delle macchine e delle attrezzature presenti nei laboratori che coinvolga l’INAIL, l’ente che si occupa degli infortuni sul lavoro e che presenta notevoli utili quando molti ragazzi rischiano la vita su macchine utensili obsolete e fuori norma.

3. 3. Predisporre un piano di investimenti per il rinnovo dei laboratori e per l’acquisto di nuove tecnologie, attingendo dai fondi paritetici interprofessionali, estendendo alla formazione iniziale lo 0,30% del monte salari che ogni mese i datori di lavoro versano all’INPS. Si calcola che nelle casse di tali fondi oggi ci sia un miliardo di euro che in parte potrebbe essere destinato a tale scopo.

4. 4. Inserire nel Quadro Strategico Nazionale del PON FESR la possibilità per le scuole di proporre interventi funzionali di rilievo sugli ambienti di apprendimento connessi a finalità tese a prevenire, contenere e limitare i rischi strutturali. Nella precedente edizione del PON FESR era già stata messa in atto tale possibilità che tra l’altro consente una veloce esecuzione delle opere edilizie di media portata.

Abbiamo anche segnalato la necessità, nell’ambito delle norme attuative del contratto integrativo nazionale sulla ripartizione delle risorse per la formazione, di prevedere l’assegnazione di somme adeguate finalizzate alla formazione dei preposti alla sicurezza.

Lo Snals-Confsal ritiene che sia riduttivo inquadrare la questione della sicurezza solo dal punto di vista delle responsabilità dirigenziali.

Occorre anche una mobilitazione di tutto il personale della scuola e della comunità educante nel suo complesso affinché la sicurezza delle scuole e degli alunni diventi il primo obiettivo di tutta la società civile.

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Fonte Orizzonte Scuola

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