Impazzire si può ’17. Facciamo il punto

logo_cornice“Rivoglio il potere che sconfigge le ingiustizie presenti nella società tramite processi politici, sociali e psicologici, ma anche quello che valorizza le mie singole abilità e capacità, il potere di ritrovare la serenità che ho perduto. Il potere di credere in me stesso” (FedeShoe)

Impazzire si può ’17. Facciamo il punto

Trieste, Parco di San Giovanni, 23 e 24 giugno 2017

Le giornate triestine si propongono quale incontro di coordinamento allargato e informale sui temi del prossimo Impazzire si può (settembre? – 2018 per il quarantennale?)

Dai contatti con la rete di amici e nel corso degli incontri emerge con sempre maggior insistenza la fatica di vivere in una società sempre più a rischio di chiusura sociale, di ritiro progressivo dell’accoglienza e della cura dell’altro, della progressiva burocratizzazione dei servizi.

Ma anche della necessità di testimoniare valori diversi, fare breccia con proposte che valorizzino il percorso delle persone contro una cultura stigmatizzante, operare attivamente per una cultura trasversale e inclusiva, fare formazione comune sui bisogni delle persone allo scopo di ridurre la paura e l’ignoranza che spesso portano esclusione ed emarginazione, promuovere incontri a livello istituzionale e comunitario per una partecipazione attiva sulle politiche sociali e del lavoro aperta a tutti i cittadini.

Fondamentalmente è emersa la necessità di dialogare tra di noi, dialogare per contrastare la perdita di fiducia e la solitudine che si sviluppano sia nel micro sia nel macrosistema sociale, dialogare per scambiare esperienze di successo, di ripresa e di gioia.

Due giornate quindi dedicate al dialogo, al rafforzamento delle rete dei soggetti attivi nell’ambito della salute mentale attraverso l’incontro e lo scambio assembleare.

Venerdì 23 giugno

Direzione del Dipartimento di Salute Mentale, via Weiss, 5

Ore 9.00 – 16.00

Assemblea nr. 1

Come si fa a creare dialettica? Come si costruiscono le buone pratiche, come si mantiene un pensiero critico? Abbiamo ancora la capacità di pensare un futuro assieme?

Impazzire si Può nasce come un momento desiderato di incontro. Di incontro per produrre visioni, prospettive, eroiche imprese personali, per riconoscere l’altro, per riconoscere gli altri, per esserci.

Quest’anno l’appuntamento, più in sordina, vuole ripensare alle scommesse impellenti quotidiane e di un futuro di difficile lettura, incerto, spesso angosciante e tuttavia ricco di possibilità, di visioni gioiose, di rimonte sulle quali tutti noi scommettiamo.

Abbiamo cominciato sperando di poter vedere la costruzione di reti e di momenti aggregativi tra le persone che vivono l’esperienza e che hanno acquistato parole di significato, di peso e di poesia. E’ passato quasi un decennio e facciamo fatica a riconoscere come eravamo, come siamo cresciuti, quanto fitte sono diventate le reti.

Su questo vogliamo riflettere, ricominciando sempre da capo: i nodi, gli ostacoli, le durezze angosciose che continuano a rallentare lo sviluppo delle reti della salute mentale e la crescita, anche lenta, dei diritti. E della liberazione.

L’assemblea ruoterà sui temi che sono emersi nel corso dell’anno:

  • risorse e servizi: leggere insieme il rapporto SIEP
  • sulle questioni più compromettenti o invalidanti per chi vive l’esperienza: i 7 punti di Torino
  • più ambulatori e meno territorio; più farmaco e meno progetti; più case di cura e meno abitare insieme; più grupponi appartamento anonimi e meno casa propria (e svanisce il diritto al proprio nome sul campanello). Cosa sta accadendo nelle pratiche e nelle politiche regionali?
  • ritorniamo a parlare del TSO: dispositivo di garanzia o strumento contenitivo?
  • a più di un anno dalla legge che chiude gli Opg, è possibile fare un punto?

Introduce i temi dell’Assemblea: Carlo Minervini

Assemblea n. 2

Quando la mia salute diventa pubblica

Le pratiche di riduzione dello stigma e di ridefinizione dei pregiudizi: l’esperienza di Livorno e l’esperienza di Kristiansand;

Lo stigma e i pregiudizi dei familiari, degli operatori di salute mentale e degli stessi utenti: esperienze e pratiche di cambiamento;

La funzione degli utenti esperti nella gestione dei progetti anti stigma;

I progetti di salute pubblica come pratica di prevenzione del disagio e come strategia di superamento dello stigma: l’esperienza di auto aiuto Norvegia e l’esperienza dei gruppi di auto aiuto livornesi.

Introducono i temi dell’Assemblea: Paolo Pini e Eleonora Bemi

Ore 18.30

La festa del Falò di San Giovanni.

Tradizionale momento d’incontro che celebra l’integrazione del Parco con la città; rete di relazioni alla semplice luce del fuoco, della luna, del verde… e della voglia di condivisione. Mette all’opera la partecipazione dei laboratori del Centro Diurno Diffuso, con le loro ambientazioni, invenzioni e creazioni – fatte spesso di materiali riciclati – quali dipinti, che raccontano e rappresentano storie, simbologie, personaggi e stati d’animo; producono immagini, suoni, movimenti e danze per il rito del Falò.

  • laboratorio creativo per bambini e adulti ed esposizione artistica al “Posto delle Fragole”
  • “Ricordi Intessuti” Laboratorio creativo Il Cappello Pensatore
  • esposizione degli allievi del “Laboratorio di pittura del benessere”

Performances Danza

  • “I love Hip Hop & Dance Project”
  • GeA Danza e Rdeča Zvezda
  • “SHIN RYOKU” danza giapponese
  • Emporio Danza: esibizione a cura dei bimbi – di età prescolare – che hanno seguito i corsi di pre-ballo organizzati presso la Rems di Aurisina

h. 21.00 laboratorio e orchestra “Il Giardino Musicale” e, a seguire, VJ-set “Immagini”

h. 23.00 Corteo Del Falo’ … tutti intorno al fuoco con le percussioni magiche di MAMAYA!

Sabato 24 giugno

Direzione del Dipartimento di Salute Mentale, via Weiss, 5

Ore 9.30 – 13.00

Assemblea nr. 3

Un cantiere per la salute mentale.

Presentazione del disegno di legge volto all’attuazione e allo sviluppo dei principi della 180. L’assemblea di “impazzire” di quest’anno chiude un ciclo di lavoro e di discussione e apre il “cantiere per salute mentale”. Abbiamo voluto chiamare cantiere la partecipazione e la proposta di tutta quella comunità di persone che siamo e che in un modo o nell’altro si muove intorno alla ‘questione psichiatrica e della salute mentale”, nel contrasto alle persistenti istituzioni totali, sempre rinascenti, per ampliare i margini delle libertà e dei diritti, per promuovere protagonismo, emancipazione, possibilità. Il disegno di legge tenta di arginare il declino delle politiche e delle culture della salute mentale proponendo un ordinamento più certo volto all’attuazione e allo sviluppo dei principi della l. 13 maggio 1978, che il prossimo anno compie 40 anni, e indicare dispositivi, regole linee di indirizzo per l’integrazione degli interventi a livello nazionale e locale per la promozione della 3 salute mentale, della buona pratica e della cura in tutte le regioni. La proposta nasce dal forum salute mentale, dalle tante assemblee di “impazzire” che si sono succedute in questi anni, e da tutte quelle associazioni e movimenti che nella piazza, che il forum vuole essere, si incontrano e da questo luogo, la piazza, vuole chiamare alla discussione, al sostegno, alle iniziative che verranno quanti lavorano e condividono problemi, frustrazioni, successi, aspirazioni, desideri e sentono urgente la necessità di cambiamento. Operatori, persone che vivono l’esperienza, familiari, cittadini, amministratori, rappresentanti politici in tutte le assemblee elettive, con le più disparate provenienze culturali, etiche e tecniche che avvertono l’esigenza di un nuovo radicale impegno per le politiche della salute mentale, per i destini delle tante persone che attraversano (e hanno attraversato) l’esperienza del disturbo mentale e che vedono, fuori da ideologie e chiusure, l’orizzonte amplissimo delle possibilità di ripresa, di “guarigione” alla fine. L’obiettivo è quello di mettere insieme un cartello ampio come StopOpg, o essere in continuità con questa esperienza. Partimmo da Trieste per chiedere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per dire no ai “mini OPG”/manicomi regionali e per denunciare il declino delle politiche di salute mentale comunitaria e chiedere a gran voce il rafforzamento dei dipartimenti e l’apertura di centri h24. Questo è quanto con la legge vogliamo cominciare a disegnare.

Presentano il ddl Roberto Mezzina e Franco Rotelli

Articolo 32, Ass. Franco Basaglia, Ass. Nadirpro, Servizio Civile Nazionale, Ass. Arià, Ass. Zyp, Ass. Accademia Follia, Ass. Luna e l’altra,  Ass. Afasop, Ass. Kairos, Laburb mente locale, Ass. Avofasam, Ass. Mediterraneo; operatori e utenti di Kristiansand, Norvegia, HeadMadLab Trieste, Ass. 180Amici Puglia, Coop. La Collina, Coop. Duemilauno Agenzia Sociale, Coop. C.L.U. F. Basaglia, Coop. IG,

Coop. Agricola Monte San Pantaleone, Coop. Lister Sartoria Sociale, Radiofragola, ….

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