Il regalo del nonno: un racconto per aiutare i bambini a superare il trauma del COVID-19

Il COVID-19 ha sconvolto le nostre vite e quelle dei bambini. A partire da uno spunto di Michela Pezzali, che ci ha proposto una storia per aiutare i bambini ad elaborare la perdita di un familiare caro, abbiamo ampliato il tema con una riflessione a cura della psicologa clinica dott. ssa Ester Varchetta. Buona lettura!

Il regalo del nonno

Testo di: Michela Pezzali

Gino, come tutti i bambini, ama giocare, è curioso, vivace ma anche un po’ dispettoso. I suoi genitori lavorano fino a tardo pomeriggio. Gino, dopo la scuola è sempre dai nonni. La nonna ama cucinare e fare torte, il nonno… beh! Il nonno è super!!

Lui è un ex esploratore e per questo si interessa a tante cose. Gino e il nonno vanno spesso allo zoo, il nonno racconta sempre storie interessanti sull’Africa e i leoni. Sono interessanti anche i racconti sull’India e i suoi elefanti. Ma i viaggi del nonno raccontano anche di storie di uomini, uomini normali. Quando fanno delle passeggiate nella città, il nonno racconta di com’erano le strade ai suoi tempi, come viveva la sua famiglia e la gente in generale. Con il nonno è sempre tutto interessante.

Un giorno però i nonni si ammalano del COVID-19, Gino non può più vederli, sono in ospedale. Inizia un periodo molto triste, sono tutti preoccupati. La nonna guarisce e torna a casa. Il nonno è ancora malato però, non sta affatto bene. Un giorno però diventa più triste degli altri, il nonno è andato in cielo, la morte lo ha portato via.

Il dolore e il vuoto che ha provocato prendono il sopravvento nella quotidianità, la mancanza del nonno è enorme. Gino non si dà pace. Vorrebbe dirgli tante cose. Manca il suo odore, era l’odore dei suoi viaggi. Manca la sua voce, rassicurante. Mancano i loro momenti insieme.

La nonna allora suggerisce a Gino di scrivere delle letterine al nonno dove raccontare tutto quello che sente di dirgli. Gino però non riesce a scrivere nulla, è troppo triste. Non vuole scrivere cose tristi. La nonna dice che allora potrebbe scrivere al nonno qualcosa di bello, di interessante. Gino non riesce comunque a scrivere nulla.

Una sera, mentre guarda una macchinetta giocattolo, un regalo del nonno, Gino si rende conto che, se potesse girare il mondo in quella macchinetta, avrebbe molte cose da raccontare nelle sue letterine. Ma non è possibile entrare nella macchinetta, è troppo piccola.

La nonna allora gli ricorda che la fantasia può fare cose straordinarie, può anche entrare in una macchinetta. La nonna ha ragione, con la fantasia Gino entra nella macchinetta ed inizia addirittura a volare. La fantasia è meravigliosa, con l’immaginazione puoi raggiungere tutto e tutti. Nella prima letterina Gino adotta un elefantino, gira tutta l’India con il suo nuovo amico.

Quanti incontri differenti, quanti amici nuovi. La prima letterina per il nonno è ricca di avventure entusiasmanti. La nonna legge la letterina la sera, ad alta voce. Ogni giorno Gino e la sua macchinina fanno dei viaggi stupendi, descrive nelle letterine i viaggi meravigliosi che ha fatto il nonno ma vissuti da lui, in prima persona. Sono viaggi diversi, ma interessanti.

La nonna legge le letterine tutte le sere, è un momento magico. I viaggi sono dentro la fantasia, sono dei momenti spensierati in cui sia la nonna che Gino si sentono vicini al nonno, attraverso ciò che lui più amava e che ha trasmesso alle persone importanti della sua vita. Il regalo non è solo la macchinetta, il regalo del nonno è molto più grande e più prezioso.

La nonna e Gino hanno trovato un modo per sentirsi sempre vicini al nonno. Il super nonno.

il regalo del nonno

Una storia per affrontare le emozioni più cupe

A cura della dott. ssa Ester Varchetta, psicologa clinica

Il COVID-19 è arrivato all’improvviso e si è preso molto spazio nelle nostre vite, richiedendo a tutti di modificare le abitudini e affrontando quotidianamente il tema della vita e della morte. Temi che, solitamente, anche i bambini sentono e affrontano nell’arco della loro infanzia, iniziando a chiedere a mamma e papà inaspettatamente: “cosa succede quando si muore? Perché si muore?” e ancora: “Mamma,
non voglio che tu muoia”, magari tra pianti e singhiozzi. I bambini sanno già che si muore e che ci si può ammalare, temi che il COVID-19 ci ricorda ogni giorno.

Quali opportunità può dare ai bambini questa nuova sfida? Come possiamo aiutarli a crescere? La risposta è nella resilienza: la capacità di fronteggiare le sfide e difficoltà della vita. Come accade a Gino, il protagonista di questa storia così toccante nella sua semplicità e
quotidianità che, con l’aiuto della nonna, affronta la sofferenza e il dolore causata dalla perdita del nonno, “sfruttando” a proprio favore un suo regalo. Ma per fare ciò, per favorire una risposta all’evento avverso, è necessario un passaggio fondamentale: accogliere ed accettare il dolore. Passaggio che nella storia avviene con l’aiuto della nonna, un adulto, che coglie l’occasione di aiutare e insegnare al nipote come “stare” nelle
emozioni, anche nella sofferenza. Perché la vita è proprio così. Viviamo momenti felici e momenti tristi.

Evitare di affrontare le emozioni può essere più dannoso del COVID stesso, che ha tolto ai bambini una socialità spensierata, richiedendo più consapevolezza e responsabilità nel rispettare le regole per il benessere comune. Un valore inestimabile… collaborare per il benessere comune. Questo è quanto potremmo insegnare ai nostri figli, fronteggiare le difficoltà insieme, collaborando per uno scopo comune affrontando e “stando” nelle emozioni… anche quelle più difficili.

Per approfondire

Come capire i bambini, su: spaziotartaruga.it

La psicologa

Ester Varchetta, è Psicologa Clinica, specializzata in Psicodiagnostica clinica (età evolutiva, adulti e famiglie), Counseling
Analitico Transazionale, Psicodramma e Metodi Attivi-Creativi, Mediazione Familiare. È Formatrice in ambito aziendale ed educativo.Da anni lavora per supportare adulti, ragazzi, bambini e famiglie nel superare difficoltà e momenti di disagio, attraverso la consapevolezza di sé e la riscoperta delle proprie risorse personali. Per poter rispondere alle esigenze del territorio, nel 2018 ho aperto lo Studio a Romano di Lombardia. Il progetto La Tartaruga – SPAZIO CRESCITA PERSONALE (www.spaziotartaruga.it) è nato con l’obiettivo di promuovere la salute e il benessere psico- sociale attraverso interventi dedicati ai bambini, ragazzi, adolescenti, adulti, coppie e famiglie.

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Fonte portalebambini.it

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