Il problema dei diplomati magistrali non è risolto. Lettera

In realtà, Signor Ministro, il suddetto concorso straordinario non ha risolto affatto il contrasto giurisprudenziale sul valore del diploma di abilitazione magistrale conseguito entro l’a.s. 2001-2002, peraltro promesso dalla coalizione di Governo in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, sia per ciò che attiene alla sua idoneità a consentire l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, sia per quanto concerne la disparità di trattamento; una disparità nata a seguito del riconoscimento del valore abilitante del titolo in argomento per alcune migliaia di insegnanti (e, per conseguenza del detto riconoscimento, del diritto di quest’ultimi ad essere inseriti a pieno titolo nelle richiamate graduatorie) e del mancato riconoscimento della stessa valenza legale al medesimo titolo conseguito da altri aspiranti docenti. Alla luce del DM 374/2019, l’adozione e l’esecuzione di quanto disposto dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nei provvedimenti n. 11 del 20 dicembre 2017 e n. 5 del 27 febbraio 2019, a mio avviso, si pone in contrasto con uno dei principi più significativi del nostro “Stato di diritto”: il principio di uguaglianza sancito a chiare lettere nell’art. 3 della Costituzione repubblicana.

L’uguaglianza, Signor Ministro, è un obiettivo tendenziale che deve essere difeso e tutelato, soprattutto quando lo stesso è sottoposto ad un attacco incrociato (come lo è oggi con la nota vicenda “diploma magistrale”) sia nell’aspetto “formale” che “sostanziale”. Il MIUR, quindi, bene farebbe ad indicare una differenziazione normativa o una assimilazione costituzionalmente possibile, volta a giustificare una diversità di trattamento di situazioni analoghe. D’altronde, come Lei ben sa, Signor Ministro, tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e tutti devono essere, in egual misura, ad essa sottoposti e dalla stessa tutelati.

Pertanto, è compito dello Stato e delle sue Istituzioni agire concretamente per tutelare i valori Costituzionali e, quindi, i diritti di tutti i cittadini, che sembrano non essere assicurati né con il concorso straordinario indetto con il D.D.G. 1546/2018, né con l’adozione e l’esecuzione delle statuizioni contenute nei citati provvedimenti dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e richiamati nell’art. 1, comma 8, del DM 374/2019.

Nella certezza che Lei vorrà adottare i conseguenti provvedimenti legislativi riparatori della disuguaglianza di fatto venutasi a creare, La saluto cordialmente e le auguro buon lavoro.

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Fonte Orizzonte Scuola

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