Il coraggio di cambiare se serve a curare

Free The Minddi Giovanni Rossi

Sul sito del Consiglio d’Europa, http://www.coe.int/en/web/cpt/-/cpt-publishes-new-report-on-italy, è liberamente leggibile e scaricabile il report relativo alla visita che la delegazione del “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pratiche degradanti, inumane e punitive” ha fatto in Italia nel 2016.

Oggetto della visita sono state carceri e strutture di psichiatria “giudiziaria” e civile

Tra le strutture di psichiatria giudiziaria visitate “brilla negativamente” quella di Castiglione delle Stiviere.Per anni la struttura di Castiglione si è vantata di essere la migliore. Primato conquistato senza gara dato che era l’unico ospedale psichiatrico giudiziario, dotato di personale sanitario.

Da quando le Regioni hanno aperto le Rems, per il trattamento delle persone prosciolte per malattia mentale e soggette a misura di sicurezza, l’ex OPG di Castiglione delle Stiviere, oggi rems, è ultimo in classifica.

Chi avesse la pazienza di leggersi il report, che purtroppo è in inglese o francese, noterà con quanta pignoleria il Comitato si soffermi sulle singole questioni, reparto per reparto.

Si rileva che molti pazienti internati a Castiglione lamentino l’uso della contenzione meccanica come strumento informale di punizione. E si sottolinea che i pazienti devono essere trattati con rispetto ed ogni forma di maltrattamento, anche verbale o fisica, è del tutto inaccettabile e deve essere punita.

Si osserva che per buona parte della giornata i pazienti non possono accedere alla propria camera e si raccomanda che tale divieto sia tolto. Il Comitato ritiene il libero accesso ad ogni ora del giorno e della notte alla propria camera qualifichi il processo riabilitativo.

Altra forma di contenzione spaziale che preoccupa è la presenza di una o più stanze di isolamento in ogni reparto.

Sulla base di quanto riscontrato il Comitato fa due osservazioni più generali.

Nota che a Castiglione il trattamento dei pazienti appare basato sulla sedazione farmacologica e non su di un modello riabilitativo. Tant’è che raccomanda alle Autorità Italiane di operare affinchè il management di Castiglione adotti una filosofia della cura più appropriata.

In secondo luogo fa notare che il superamento del modello OPG si basa su di una relazione di prossimità della persona con un network di strutture socio sanitarie collocate nel territorio di origine. Pertanto esprime preoccupazione circa il fatto che la concentrazione di tante strutture, per tutta la Lombardia, impedisca la effettiva riconversione dal modello custodialistico a quello riabilitativo.Per questo sollecita le Autorità Italiane, che sono le destinatarie del report, a dare risposta a questo interrogativo.

Ed effettivamente il 5 giugno 2017 il Governo Italiano attraverso il Ministero degli Esteri e quello di Giustizia, ha risposto alle osservazioni della Commissione.

Innanzi tutto chiarendo che, dopo la soppressione degli OPG, è improprio parlare di strutture di psichiatria giudiziaria. Le rems, infatti, sono strutture riabilitative inserite a tutti gli effetti nel circuito dei dipartimenti di salute mentale. Esse appartengono al circuito sanitario, e non più a quello carcerario.

Ne consegue l’impegno ad azioni positive sul piano formativo ed organizzativo al fine di abolire qualsiasi forma di contenzione. Che non appartengono al modello riabilitativo che rispetta sempre la dignità della persona.

Per quanto riguarda Castiglione viene condivisa la preoccupazione della Commissione circa l’incompatibilità tra la dimensione della mega-rems ed il modello riabilitativo. Il messaggio è per la Regione Lombardia, responsabile in merito alla ristrutturazione di Castiglione.

Dubito, purtroppo, che le preoccupazioni del Comitato Europeo per la prevenzione della tortura e delle pratiche degradanti, inumane e punitive, anche se condivise dal Governo Italiano, porteranno a modificare il progetto delle mega-rems castiglionesi. Ci vorrebbe un coraggio politico ed una consapevolezza professionale che proprio non vedo.

Eppure non ci sarebbe niente di strano se si facesse come fecero tante amministrazioni provinciali e gruppi di operatori quando decisero di cambiare. Smisero di gestire i manicomi ed aprirono i centri di salute mentale. E’ esattamente quello che accadde con gli ospedali psichiatrici di Mantova e Castiglione (civile).

Prendo atto, tuttavia, che una prima seppur timida ammissione dei propri limiti ci viene proposta. Leggo sulla Gazzetta che la responsabile di Castiglione ammette che alcuni episodi di “contenzione impropria” ci sono stati. Se è così evidentemente siamo di fronte a dei maltrattamenti per i quali è giusto domandare quali provvedimenti siano stati presi nei confronti dei responsabili e quali risarcimenti siano stati proposti alle vittime. Ed è opportuno informarne il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private delle libertà personale, che ha giurisdizione anche sulle rems.

Dal Blog di Giovanni Rossi:

http://rossi-mantova.blogautore.repubblica.it/2017/09/12/il-coraggio-di-cambiare-se-serve-a-curare/

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Michela

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