Il concorso straordinario affida ad un test a crocette la vita di un insegnante. Lettera

Lettera

Ho acquistato i famigerati corsi e testi per affrontare il concorso straordinario, parlano di leggi, di strutture comunicative, di psicologi e migliaia di altre questioni piu o meno legate alla didattica. Come sono arrivato a 50 anni a non avere ancora l’abilitazione non è importante, ho avuto le mie problematiche familiari/lavorative che mi hanno impedito di conseguirla. Io ho provato a fare i test a risposta multipla ed ho visto che potrei farcela, come potrei non farcela a superarli (riguardo alle domande di carattere generale). Relegare ad un semplice test a crocette la vita di un insegnante di una certa età è a dir poco una cosa riprovevole, che invalida la passione, l’impegno, oserei dire quasi “L’Amore” messo nell’insegnamento.

Diventare un ESODATO (troppo giovane per la pensione e troppo vecchio per qualsiasi altro lavoro) è un’aberrazione del nostro sistema, spero che ci ripensi Ministro, spero che attui un percorso abilitante (come nel recente passato) e dia la possibilità a chi ha famiglia ed una certa età di non essere valutato in base ad freddo e fallace test, indicativo solo di una FRAZIONE delle capacità effettive che un individuo ha di trasmettere conoscenza agli altri, io pretendo di essere valutato per ciò che sono, per le mie capacità e successi, e non per quanto sia scaltro a compilare modulistica.
Cordiali Saluti, da me e da tutte le altre famiglie che questa procedura selettiva a crocette porterà sul lastrico, lasci che non passi 4 ore al giorno a studiare stupidi cavilli, e possa altresì fare come ho sempre fatto, cioè preparare lezioni per i miei studenti.

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Fonte Orizzonte Scuola

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