Il collocamento mirato non è una condanna per le aziende, né un’utopia

«A proposito di un articolo apparso sulle pagine del quotidiano “La Stampa” – scrive Emanuela Buffa – vorrei contestare il fatto che l’obbligatorietà di collocamento per le persone con disabilità, cui sono soggette tutte le aziende che superano i quindici lavoratori, sia incompatibile con la stessa “ratio” della Legge che propugna il cosiddetto “collocamento mirato”. Oggi, infatti, le aziende hanno la possibilità di scegliere, di formare la persona con disabilità attraverso lunghi periodi di tirocinio e anche, se necessario, di essere seguite da personale specializzato»

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Fonte Superando.it

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