I nuovi linguaggi della comunicazione politica

Si terrà a Roma nei giorni 14 e 15 dicembre il Corso di formazione dal titolo “Nuovi linguaggi della comunicazione politica” a cura di Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo di Reti,  e Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing, Comunicazione e Media, Direttore del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media.

Interverranno ospiti e professionisti, tra cui esponenti del mondo della politica attuale, italiana e estera, del marketing politico-istituzionale e della comunicazione.

Partendo dal presupposto che dare una definizione univoca di “comunicazione politica”, oggi, è pressoché impossibile. Essa nasce dall’incontro di varie discipline: la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia, la semiotica, la massmediologia, che insieme alla comunicazione e al sapere tradizionalmente collegato alle scienze della politica, configurano un’area tematica – e conseguenti professionalità – eclettica e dalle molte interpretazioni possibili. Dal lato propriamente pratico, la comunicazione non è da considerare solo quella verbale, ma anche non verbale e para-verbale, come il modo di porsi dinanzi ai cittadini, le strette di mano dopo un comizio, l’impostazione dei manifesti elettorali, come ha spiegato anche Gianpietro Mazzoleni, Docente di Scienze Sociali e Politiche, parlando di “nodo decisivo dell’impatto che la comunicazione ha sulla partecipazione politica, sul voto e sull’opinione pubblica“. L’ulteriore salto verso la comunicazione digitale fa il resto.

È lo spazio dove tre attori, che hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori” ha affermato il sociologo Dominique Wolton. Questi tre attori sono gli uomini politici, i giornalisti e l’opinione pubblica (attraverso i sondaggi); oggi aggiungeremmo anche le imprese mediatiche che necessariamente devono “parlare” con la politica e i newmedia mobile e social che ne divengono strumento innovativo. In Italia, a partire dalla fine del XX secolo, la materia della comunicazione politica è stata interessata dalla cosiddetta par condicio, ovvero una parità per i diversi soggetti politici di accedere ai mezzi di comunicazione di massa. Quali sono oggi gli attori principali? Quali dialogano con quelli tradizionali? Quali i nuovi strumenti? Quanto l’impresa può prestare alla politica del suo marketing e comunicazione? Secondo il modello pubblicistico-dialogico, la comunicazione politica che emerge è fortemente mediatizzata: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi ai flussi già esistenti tra gli altri due attori. I giornalisti e i sempre più numerosi content creator contribuiscono a co-crearla; i cittadini e gli utenti hanno pertanto un ruolo sempre maggiore. Secondo il modello mediatico, invece, i media costituiscono l’attore principale: rappresentano lo spazio in cui pubblici ed elettori si confrontano, pertanto il più importante nella comunicazione. Esso consente l’incontro tra politici e cittadini, anche se questi ultimi possono far sentire la propria voce attraverso vari strumenti: lettere, manifestazioni di protesta, social network, leggi di iniziativa popolare, sondaggi e soprattutto attraverso la scelta del voto.

Questo è il perimetro tematico delle due giornate in cui oltre alla parte seminariale è previsto, nella serata del 14 dicembre, un P.R. dinner dedicato al networking professionale.

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Fonte Ferpi

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