I limiti del virtuale e altro: ma che sia “colpa” delle persone con disabilità?

«L’esperienza di questi mesi – scrive Giorgio Genta – ha messo a nudo le potenzialità e i limiti dell’assistenza “da remoto”. Probabilmente sussistevano e sussistono validi motivi che hanno consigliato questa scelta, di per sé valida, ma inficiata da troppi errori e omissioni, sia nell’àmbito della scuola che in quello sanitario e assistenziale. Le persone con disabilità grave e i loro caregiver, poi, sono stati dimenticati e a questo punto è singolare che almeno fino ad ora qualche “negazionista della ragione” non abbia addirittura addossato loro la “colpa” della pandemia»…

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Fonte Superando.it

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