I docenti italiani hanno perso 1000 euro all’anno in 10 anni

Secondo i dati del ministero dell’Economia, la spesa per il personale docente (ma non solo) è diminuita di 4 miliardi (2017 su 2008).

Il governo M5S-Lega, nella Legge di bilancio 2019, ha previsto aumenti stipendiali di 14 euro mensili, pari alla vacanza contrattuale.

La forbice tra gli stipendi italiani ed europei è già notevole ad inizio carriera, differenza che cresce riguardo ai docenti della scuola primaria, la cui retribuzione è inferiore di 2.770,95 euro all’anno rispetto a quella dei colleghi europei.

A fine carriera il primato è detenuto dai docenti della scuola primaria che percepiscono 9.539,98 euro in meno rispetto ai colleghi europei. Seguono i docenti della scuola secondaria di II grado con un meno 9.235,05 euro all’anno; i docenti della secondaria di primo grado con un meno 8.679,12 euro e quelli dell’infanzia con un meno 5.179,11.

Se vogliamo paragonare l’Italia alla Germania, un insegnante di scuola primaria in Germania guadagna mediamente 49.185 euro a inizio carriera e 65.500 alla fine. Per i professori di primo grado (medie) lo stipendio è 55.292 all’inizio e 72.600 prima di andare in pensione. Mentre negli istituti superiori i docenti guadagnano 55.563 freschi di laurea e 80.375 a fine carriera. In altre parole, nell’infanzia c’è una differenza con l’Italia di 24.378 euro, nella primaria di 26.547, nelle medie inferiori di 28.550, nelle superiori di 28.820 euro.

Rispetto agli insegnanti italiani i tedeschi lavorano di più a scuola: in Italia un docente resta in classe dalle 18 alle 22 ore a seconda della scuola, in Germania i docenti di scuola primaria lavorano 27 ore settimanali con picchi di 28,5 in Renania.

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Fonte Orizzonte Scuola

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