Greco (IdM): No a regionalizzazione e salari differenziati Nord Sud

E’ quello del consigliere regionale della Calabria, Orlandino Greco che ricopre anche il ruolo di segretario federale di Italia del Meridione.

E’ quanto si legge sul sito Lacnews24.it dove è riportata una nota stampa dello stesso Consigliere dove viene evidenziato un aspetto comune fra la riforma della Buona Scuola di Renzi e quella della regionalizzazione del Governo gialloverde: la tempistica.

Nella nota, Greco scrive: “Le peggiori riforme della scuola vengono approvate in estate, quando la luce dei riflettori è puntata su altro. Così fu per la contestata legge 107/2015 del governo Renzi, così è per la proposta di legge sulla regionalizzazione del ministro Bussetti. Il disegno di legge prevede l’autonomia delle regioni in merito alle procedure concorsuali, alle risorse economiche da destinare all’edilizia scolastica e agli stipendi dei docenti che, de facto, diventerebbero impiegati regionali. Una rivoluzione in materia di istruzione che sembra avere tutti i connotati per apparire incostituzionale. ‘La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi’.

Il consigliere regionale Greco rimarca che spetta allo Statola predisposizione dei mezzi di istruzione e la creazione delle norme generali in materia. Se dovesse essere approvata appare reale il rischio di una differenziazione concreta delle risorse tra nord e sud Italia. I bilanci economici non fanno presupporre prospettive diverse. Ne è testimonianza la scelta di Bussetti di non includere nel nuovo esame di stato 2019 l’alternanza scuola – lavoro che, secondo quanto dichiarato dal ministro in un’intervista, sarebbe impari per gli studenti meridionali“.

E’ lunga la serie di motivazioni con cui il Consigliere si schiera contro alla proposta di regionalizzazione e non risparmia i suoi dubbi sui risvolti relativi all’offerta formativa e trattamento economico dei docenti attraverso concorsi regionali ad hoc, soprattutto nel momento in cui si torna a parlare di gabbie salariali da agganciare al costo della vita. “Un modo come un altro -scrive Greco nella notaper abbassare gli stipendi al sud e aumentarli al nord“.

Elenca pure quali sarebbero gli ambiti in cui ricadrebbero le competenze delle Regioni: Offerta formativa, alternanza scuola-lavoro, assegnazione di contributi alle scuole paritarie, quelli per il diritto allo studio, personale amministrativo Ata.

La sua attenzione è rivolta a “Una delle questioni più spinose, riguarda la differenziazione degli stipendi che si verrebbe a creare con il provvedimento. Stipendi differenziati per regione e per risorse da destinare alla scuola. Tutto ciò metterebbe a rischio l’unità del sistema scolastico nazionale e creerebbe una scuola differenziata, soprattutto in base alla ricchezza di un territorio. La parità di retribuzione è uno dei pilasti del sistema scolastico nazionale, così come l’uniformità delle proposte e offerte educative“.

Dopo aver tirato in ballo anche la possibile messa in discussione della partecipazione democratica degli studenti e delle loro famiglie, il Consigliere annuncia: “L’Italia del Meridione sarà al fianco di docenti e studenti che si schiereranno contro una riforma palesemente nordista, che punta a spaccare il Paese e a creare inaccettabili forme di disuguaglianza“.

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Fonte Orizzonte Scuola

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