Granato, abolita la chiamata diretta. Precariato si risolve assumendo su tutti i posti vacanti e disponibili [INTERVISTA]

Senatrice Granato,  il disegno di Legge che porta il suo nome, annunciato ad agosto dello scorso anno, abolisce alcune parti della Legge 107 in particolare la chiamata diretta e gli ambiti disciplinari, ripristinando la titolarità di scuola, aspetti già  sospesi per via contrattuale fin dallo scorso anno, come mai solo ora é  stata completata la fase redigente e il testo approda al dibattito parlamentare?

Purtroppo il disegno di legge sulla abolizione della chiamata diretta  e degli ambiti territoriali approda solo ora in aula perché ci sono stati una serie di rilievi da parte della ragioneria generale dello Stato che hanno comportato più fasi emendative. Rilievi sinceramente non tutti condivisibili e puntualmente smentiti anche dal legislativo del MIUR, che hanno ostacolato l’iter del disegno di legge.

Il D.L. prevede altri istituti che possano limitare i poteri del DS?

Sicuramente il ritorno alla titolarità su scuola restituirà libertà di insegnamento a tutti coloro che dal 2015 ad oggi l’avevano perduta o perché immessi in ruolo dall’entrata in vigore della Buona Scuola o perché perdenti posto, essendo soggetti a contratti triennali e a ruotare su ambito territoriale senza certezza della sede di lavoro. La legge 107 infatti prevedeva che il dirigente potesse scegliere i docenti da reclutare base Al loro curriculum proponendo loro dei contratti triennali. Con questo disegno di legge si cancella un dispositivo pericoloso che conferiva ai dirigenti scolastici di fatto la possibilità di ingerirsi nella libertà di insegnamento di ciascun docente tutelata dalla costituzione.

Quali sono state le reazioni dei Sindacati e delle associazioni dei DS  nelle audizioni della Settima commissione sul suo disegno di legge?

In genere le reazioni dei sindacati confederali e dei sindacati di base sono state più che positive mentre quelle delle sigle dei dirigenti scolastici sono state assolutamente negative. Ci hanno chiesto addirittura il ritiro del disegno di legge durante le audizioni in commissione.

Per quanto riguarda l’organico dell’autonomia il DL interviene sulla gestione dei  DS che ora hanno la piena autonomia di assegnare i docenti sulle due tipologie di posto, posto curriculari e posto di potenziamento?

Per il momento questo disegno di legge non interviene sulla facoltà che il dirigente scolastico ha di assegnare i docenti a posto comune o di potenziamento, ma sicuramente ne circoscrive gli arbitri. Ma ancora il dirigente scolastico deve attenersi al deliberato degli organi collegiali per assegnare i docenti alle classi, se non lo fa il suo atto può essere impugnato di fronte al giudice del lavoro

Molti docenti ancora affermano che l’impianto della legge è restato in sostanza inalterato, lei cosa risponde?

In realtà l’impianto della legge è stato in buona parte smantellato, ma ancora resta da rivedere la parte relativa alle prerogative degli organi collegiali che sicuramente devono recuperare spazio nelle scelte inerenti alla didattica e all’offerta formativa rispetto al dirigente scolastico che ancora determina le linee di indirizzo della scuola. C’è molto da lavorare e lo faremo con delle consultazioni dal basso, perché la scuola è una istituzione democratica ed è giusto che venga riformata con il contributo di tutte le parti coinvolte dal comune cittadino all’operatore e all’esperto del settore.

Quali altri provvedimenti  per demolire altri aspetti della riforma della scuola lasciata in eredità dal precedente governo pensa di dover presentare?

Ho già presentato altri disegni di legge alcuni dei quali sono stati assorbiti anche da provvedimenti del ministero, per esempio sull’alternanza scuola lavoro, sulla drastica riduzione e sul diverso impiego delle ore ad essa destinate, o sull’inclusione. Ho poi presentato un disegno di legge che ritengo fondamentale per prevenire fenomeni di mobbing all’interno delle scuole e casi di burnout nei docenti sui reclami stragiudiziali avverso i provvedimenti dei dirigenti scolastici. Farò di tutto perché venga incardinato in commissione al più presto. Di provvedimenti se ne dovrebbe presentare uno unico che risolva tutte le criticità della legge 107 in modo definitivo, però per fare questo è meglio avviare prima una consultazione seria.

Tra breve  ci saranno le immissioni in ruolo per il 2019/20 e a quanto pare, ancora una volta esse  saranno inferiori alle reali necessità di stabilizzazione del precariato e alla copertura dei posti vacanti. Secondo lei quali sarebbero i provvedimenti legislativi per affrontare il problema del precariato docente?

Secondo me l’unico modo sensato per risolvere i problemi del precariato è quello di assegnare ai ruoli effettivamente tutti i posti vacanti e disponibili, cosa che purtroppo non sempre si fa, convertire l’organico di fatto in organico di diritto quando questo superi ovviamente una certa percentuale dei posti disponibili su quel tipo di insegnamento, mi riferisco ovviamente al sostegno. Le soluzioni per il precariato non devono essere scisse dal servizio che la scuola deve offrire ai cittadini e al territorio. Andrebbe sicuramente ridotto il numero degli alunni per classe almeno in modo progressivo, a partire dalle prime classi della primaria. Questo sarebbe un ottimo dispositivo per consentire ai docenti della scuola primaria di individuare eventuali alunni BES e di poter intervenire sulle criticità nel momento in cui vengono rilevate in modo efficace. È impensabile che in una prima classe di 27 o 28 elementi nella  primaria un bambino BES riesca ad avere le stesse opportunità di apprendimento degli altri. Qui almeno prioritariamente dovrebbe intervenire il legislatore.

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