Gli ex co.co.co si appellano al Papa per avere pieni diritti come ATA. Lettera

Evidentemente troppo pochi per avere l’attenzione dei politici e della Sua.

Per anni Co.Co.Co. della scuola, ma di fatto cittadini e lavoratori con diritti parziali, stipendi ridicoli e vite ordinarie. Assunti con procedura selettiva (quasi coercitiva) per titoli e colloqui, finalizzata all’immissione in ruolo, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili a quelli degli assistenti amministrativi e tecnici, sono divenuti part-time per sole 18 ore secondo quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio 2018 con uno stipendio di 677,55 euro mensili (meno del reddito di cittadinanza) rispetto ai precedenti 1.100 circa.

Questi poveri diavoli sono un numero esiguo su tutto il territorio nazionale – pari a 780 unità lavorative di cui 144 lavoratori nella sola provincia di Siracusa,gli ex collaboratori coordinati e continuativi sono dimenticati o al massimo ricordati con qualche interpellanza parlamentare che li ha dapprima resi speranzosi poi mortificati. Infatti la legge di bilancio per il 2019 stabilisce che le somme accantonate e non utilizzate del Miur serviranno al completamento dell’orario lavorativo, quindi da 18 a 36 ore, per una platea di soli 226 lavoratori sui 780 totali a partire da settembre 2019, creando, di fatto, cittadini di serie A e Z.

Qualche interpellanza parlamentare c’è stata ma è rimasta sulla carta: niente di fatto per i lavoratori che da 20 anni prestano servizio nelle scuole anzi le scelte politiche rischiano di creare ancor più una guerra tra poveri.

“Bisogna debellare questo annoso problema che attanaglia il completamento orario di tutti gli ex Co Co Co. – aggiunge Italia – Forse ci si dimentica che dietro ad ognuno di loro non c’è solo un nome, un cognome e un numero di posizione nella graduatoria, ma ci sono storie straordinariamente cariche di umanità, come quella di un collega quasi 60enne che, dopo aver seguito amorevolmente il proprio figlio fino al quarto anno di studi nella facoltà di giurisprudenza, affrontando come ogni padre le spese universitarie e non solo, all’improvviso, e proprio negli ultimi 100 metri dal traguardo, si è visto costretto a lasciargli la mano, non potendolo più accompagnare fino al raggiungimento dell’obiettivo finale tanto ambito.”

Qualche interpellanza parlamentare c’è stata ma è rimasta sulla carta: niente di fatto per i lavoratori che da 20 anni prestano servizio nelle scuole anzi le scelte politiche rischiano di creare ancor più una guerra tra poveri.

Ci sono le storie di chi ha meditato gesti estremi per l’improvvisa impossibilità di onorare le primarie esigenze per il sostentamento della propria famiglia o di tanti di loro che a febbraio, dopo un diabolico conguaglio fiscale, hanno dovuto restituire gli 80 €.

Questi lavoratori stanno pagando un prezzo troppo alto per colpe non loro e, ogni volta che ci siamo rivolti alle Istituzioni e a riferire al Ministero di Viale Trastevere manifestando lo stato di sofferenza, abbiamo avuto l’impressione che i nostri rappresentanti al governo siano abituati solo a ragionare, per ovvie ragioni anche elettorali, con i grandi numeri (basta leggere i proclami dei concorsi dei Dirigenti Scolastici, dei DSGA, dei contingenti del personale docente da stabilizzare) mentre “la questione dei 780 ex co.co.co. non importa quasi nulla, perché espressione di un numero irrisorio di lavoratori tale da non fare richiamo in termini di interesse e di propaganda elettorale a livello nazionale”.

La buona politica è quella che valuta quotidianamente e mantiene alto il livello di attenzione verso le necessità, le priorità e gli imprevisti che subentrano, guardando sempre nella direzione del cittadino. La buona politica, che inspira ed espira democrazia vera, non divide mai i cittadini, i lavoratori tra privilegiati e non, ma opera per ridurre, fino a cercare di eliminare, le disuguaglianze. Dopo oltre venti anni e una decine di riforme, tutti i lavoratori del mondo della scuola sono stati destinatari di significativi cambiamenti, tra bonus card, funzioni strumentali, Pon, Piani assunzionali straordinari: tutti hanno beneficiato dei cambiamenti che spesso, anche se non con effetti immediati, si sono rivelati forieri di risvolti positivi in senso professionale ed economico. Invece per questi lavoratori non si può dire la stessa cosa: tutto è rimasto immutato, anzi direi peggiorato. Negli ultimi anni ogni governo ha fatto e rifatto dei capolavori con dovizia di dettagli per lasciare un segno indelebile nell’ordinamento e nella storia della Pubblica Istruzione ma non mettendo tutti nelle stesse condizioni di lavoro e dignità”.

L’attuale finanziaria ha stanziato risorse per ampliare gli organici dei docenti finalizzati all’erogazione del tempo pieno nella scuola primaria, 2.000 cattedre in totale per tutta l’Italia, e alla Sicilia ne sono state assegnate ben 261. Purtroppo ne sono avanzate un centinaio. Avanzate, perché non richieste da nessuno, e a dire dei Dirigenti scolastici, a causa della carenza dei servizi scolastici non erogati dai comuni in modo adeguato, prima tra tutte, la refezione. Non si potrebbero impiegare quelle risorse per ampliare ulteriormente la rosa di assistenti da portare a 36 ore? Questa proposta non sarebbe risolutiva per tutti e 550 gli ex co.co.co. residui, ma potrebbe più che raddoppiare il numero degli assistenti che andrebbe al completamento del proprio orario di lavoro settimanale. il precedente governo ha lasciato in dote 250 milioni nelle casse del Miur inutilizzati che potrebbero essere in parte utilizzati per mettere fine a tale palese ingiustizia”. FULL TIME PER TUTTI E NON SOLO PER 226 UNITA’!!! URGENTE! Da Settembre 2019.

SANTITA’ SI OCCUPI ANCHE DI NOI E’ UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA SOCIALE ALTRIMENTI IL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE VERRA’ VIOLATO CON BUONA PACE DI TUTTI.

Mi auguro che questa mia possa aver toccato e sensibilizzato le corde del suo cuore e si possa attivare concretamente anche per noi cosi come sta facendo per gli immigrati.

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