Gissi (CISL): ingiusta e sbagliata la sanzione all’insegnante di Palermo

Una decisione del tutto inopportuna che chiediamo sia immediatamente ritirata. Non è certo con il ricorso a misure di tipo censorio che si può aiutare a vedere anche i limiti e i rischi di superficialità di approcci e analisi che, se ritenuti discutibili, andrebbero appunto discussi e non fatti oggetto di provvedimento disciplinare.

Guai se passa anche solo l’idea che sia illegittimo esprimere preoccupazione per scelte politiche e provvedimenti di legge, oggetto ogni giorno di un serrato confronto di opinioni in cui non mancano certo manifestazioni, spesso anche molto autorevoli, di inquietudine per atteggiamenti riscontrabili in ambito interno e internazionale su temi che richiamano principi fondamentali di convivenza fra i popoli e le persone.
Compito della scuola non è certo quello di troncare e sopire le manifestazioni di pensiero degli alunni, casomai di aiutarli a esprimere in modo quanto più possibile corretto giudizi e opinioni, evitando approssimazioni, schematismi e banalizzazioni che sono oggi purtroppo pane quotidiano proprio nel dibattito politico.

Un dibattito che proprio per questo finisce per essere diseducativo, come lo è la pretesa di risolvere una situazione come questa infliggendo punizioni che di fatto intimano il silenzio, quando al contrario sarebbe indispensabile stimolare al massimo il confronto aperto e la discussione.

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Fonte Orizzonte Scuola

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