Ginnastica. Società Italiana di Ed. Fisica: è vero, alcuni docenti la trasformano in ora di gioco ma invece di eliminarla, miglioriamo l’offerta formativa

La lettera è stata inviata per conoscenza anche alla nostra redazione, che ha portato all’attenzione dei lettori l’articolo di Giordano Tedoldi “Aboliamo l’ora di ginnastica”, tutti a casa

“Gentile Direttore, Le scrivo come Presidente SIEF Società Italiana di Educazione Fisica, ovviamente a proposito dell’articolo “Aboliamo l’ora di ginnastica, ai ragazzi non piace più”.

Contrariamente alla quasi totalità degli interventi seguiti a questo articolo, noi non ci sentiamo di biasimare più di tanto l’autore dell’articolo.
Già, perché effettivamente oggi in pochissime scuole viene fatta la ginnastica.

Nonostante la Circolare del 1983 (C.M. 20 dicembre 1983, n. 352, prot. n. 2633), che prevede l’attrezzatura obbligatoria in ogni palestra scolastica, la ginnastica oggi non la fa quasi più nessuno…anzi, gli attrezzi vengono tolti dalle scuole perché ritenuti pericolosi!

E allora, invece di questa Ginnastica bellissima, difficile, pericolosa, ma per ciò stesso formativa e veramente utile ai ragazzi per “affrontare il pericolo ed imparare a superarlo” (M. Pecchioli), vengono proposte varie attività, dai balli, ai giochi da tavolo (!!!), ai vari giochi sportivi, ai quali ultimi è giusto dare spazio, ma come complemento, non certo come esclusivo contenuto relativo all’”educazione fisica”.

Tanti, troppi insegnanti di “educazione fisica” nelle scuole (non tutti fortunatamente), INVECE DI INSEGNARE, danno un pallone in mano ai ragazzi per farli giocare, magari facendogli fare (spesso in assoluta autonomia) qualche esercizio a caso, senza curarsi se faccia davvero bene o se sia invece dannoso, senza curarsi delle diverse persone che hanno davanti e delle loro diverse caratteristiche, SENZA AVERE, nel loro impegno quotidiano, UN VERO OBIETTIVO…

Per tanto così, davvero le ore a scuola potrebbero essere sostituite da altre più utili (e meno dannose).

Per questo non ci sentiamo di biasimare più di tanto l’autore dell’articolo.

PERÒ…

Un conto è dovere MIGLIORARE un’offerta formativa, anche attraverso una strada che non può che essere lunghissima e difficile, un conto è buttare l’”educazione fisica”.
Ma lo sa cosa significa e cosa c’è dietro a questo termine?
“Educazione fisica” indica “l’applicazione pratica delle norme igieniche” (E. Baumann 1843 – 1917).

Indica una materia che, unica tra tutte quelle nella scuola, ha direttamente di mira il corpo, le sue esigenze, le sue problematiche ed i suoi bisogni.

Levare l’educazione fisica dalle scuole equivarrebbe a dire: “Stai mangiando male, è un disastro…allora d’ora in poi sai che si fa? Non ti do più niente”.

Perché l’educazione fisica è una componente fondamentale dell’educazione, non se ne può fare a meno. Lo capirono a fine Settecento gli Illuministi, e fino ad oggi abbiamo perlomeno dimostrato di intuire questo significato del termine.

Oggi, quello che dobbiamo fare è cercare di capire quali sono i bisogni dei ragazzi, quali le esigenze, quali le problematiche, quali le priorità… quindi il vero FABBISOGNO.

Come società scientifica della materia, abbiamo appurato che il primo bisogno è quello di imparare a muoversi, perché la strada (o i campi, i prati… e via dicendo), che anni fa era “maestra di ginnastica”, oggi non c’è più, ed ai nostri ragazzi (e bambini) bisogna insegnare proprio tutto (v. articolo di M. Bonarrigo apparso lunedì 1° maggio 2017 sul “Corriere della Sera” intitolato “Due ragazzi su tre non sanno fare una capriola”).

Il secondo bisogno, quello di imparare il rispetto per il proprio corpo, attraverso non solo l’acquisizione di corretti stili di vita (in termini di alimentazione, attività fisica, lotta al doping e via dicendo) ma anche e soprattutto attraverso un’azione mirata e consapevole di prevenzione rispetto a tutti quei guai (rigidità articolari, retrazioni muscolari, scoordinazione neuro-muscolare…) che non possono che avere ripercussioni sempre più importanti nella qualità della vita degli adulti (ed anziani) di domani, e che vengono sempre più accentuati da una postura sempre più scorretta, alla quale non viene data, almeno a livello di insegnamento, adeguata attenzione.

Mi sembra sufficiente.

Sufficiente per lottare perché l’educazione fisica venga potenziata in tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché vengano costruite palestre in numero sufficiente da non costringere ad “imbottigliare” tre classi in una palestra sola, perché queste palestre vengano attrezzate con tutti gli attrezzi ritenuti utili ed importanti per lo scopo che ci siamo prefissati, perché venga affrontato seriamente il problema del necessario aggiornamento degli Insegnanti di Educazione Fisica per quanto riguarda la proposta degli esercizi e migliorata la formazione dei ragazzi che si pongono, come obiettivo di vita e come lavoro, questo delicatissimo ed insostituibile compito.

Vista l’importanza dell’argomento, invitiamo tutti gli interessati al nostro prossimo Congresso Nazionale “L’Educazione Fisica tra passato e futuro. OMAGGIO ad Emilio BAUMANN nel centenario della sua morte (1843 – 1917)” , che si svolgerà a Treviglio (BG) il 9 e 10 novembre 2017.

La saluto cordialmente
Cristina Baroni
Presidente SIEF”

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