Formazione e aggiornamento professionale protagonisti dell’autunno

I corsi estivi organizzati da Ferpi si sono conclusi con il seminario sulle Relazioni istituzionali, tenutosi lo scorso 19 luglio, il cui obiettivo principale è stato imparare le tecniche, spesso trascurate, necessarie a realizzarle e gestirle con competenza. A settembre, l’offerta formativa riprenderà: i corsi, in fase di preparazione, riguardano diverse tematiche attuali e dal forte impatto manageriale.

La partecipazione ai programmi europei dei liberi professionisti: nuove opportunità da cogliere” curato da Alessandra Fornaci e Raffaele Paciello si incentra sulle nuove opportunità, per i liberi professionisti, di partecipare ai programmi europei. A seguito della Legge di Stabilità del 2016, è stato reso necessaria l’istituzione dello sportello informativo online, il quale ha esteso gli incentivi a favore delle PMI anche ai liberi professionisti; costoro potranno, quindi, avere accesso non solo ai programmi operativi nazionali (PON) e regionali (POR), ma anche ai fondi sociali europei (FSE) e ai fondi europei per lo sviluppo regionale (FESR), al fine di aumentare la competitività e l’occupazione. I fondi stanziati per il periodo settennato 2014-2020, sono accessibili solo attraverso bandi regionali e ammontano a 24 miliardi di euro: un aiuto importante, dunque, sia per i professionisti appena entrati nell’attività sia per quelli operativi da tempo.

Fabiana Callai coordinerà un seminario sulla “Direttiva sulla privacy: impatti nella comunicazione per imprese e PA“. Dal 25 maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sulla privacy; i principali impatti riguardano la conformazione, al nuovo protocollo, dell’organizzazione interna delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. All’interno dell’organizzazione, infatti, ci sono i cosiddetti “incaricati del trattamento” soggetti che compiono operazioni di trattamento. Questi, nel regolamento UE, non sono nominati espressamente, ma vi sono soggetti autorizzati al trattamento, che devono ricevere istruzioni e formazione da parte del titolare del trattamento. Una figura a se stante è quella del DPO (data protection offer): il DPO è obbligatorio per gli enti pubblici ed è una figura a metà tra il consulente e il revisore, ma non dovrebbe ricoprire ruoli gestionali. In base al nuovo regolamento è uno specialista legale, che si pronuncia sull’applicazione del regolamento e vigila sull’applicazione della disciplina.

La Giornata formativa sui “Nuovi linguaggi della Comunicazione politica” è a cura di Antonio Iannamorelli e Simonetta Pattuglia. Dare una definizione univoca di comunicazione politica, ormai è pressoché impossibile: il sociologo Dominique Wolton la definisce come “lo spazio dove tre attori, i quali hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori“. Questi tre attori sono gli uomini politici, i giornalisti e l’opinione pubblica (attraverso i sondaggi); oggi aggiungeremmo anche le imprese che debbono “parlare con la politica”. Qual è il risultato? Secondo il modello pubblicistico-dialogico, ne emerge una comunicazione politica mediatizzata: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi ai flussi già esistenti tra politici, organizzazioni e opinione pubblica; i giornalisti e i sempre più numerosi content creator contribuiscono solo a creare lo spazio pubblico di diffusione della comunicazione. Secondo, invece, il modello mediatico, i media costituiscono l’attore principale: rappresentano lo spazio in cui pubblici ed elettori si confrontano.

Altro corso in fase di preparazione riguarda “La Comunicazione delle Organizzazioni non governative” ed è a cura di Letizia Di Tommaso e Marzia Masiello, in collaborazione con il Forum del Terzo settore. Non c’è ombra di dubbio che la comunicazione delle ONG debba avere tre caratteristiche principali: responsabile, comprensibile e condivisa. Responsabile affinché metta al centro la dignità della persona: ci si ricollega facilmente, quindi, all’onestà e alla correttezza, elementi principali per il consolidamento della reputazione di un’organizzazione e del rapporto di fiducia tra questa e i cittadini. Comprensibile come intellegibile, che sappia cioè spiegare al meglio le proprie ragioni e punti di vista. Bisogna trasformare frasi come “la gente non ci capisce” in “forse non ci siamo spiegati bene”; ma la semplicità è un punto di arrivo che si raggiunge solo con la dovuta preparazione. Infine, condivisa nel senso di “fare insieme”: una comunicazione frutto di percorsi, esperienze,prassi, proficue contaminazioni, perché la comunicazione non è un lavoro per solitari o da svolgere autoreferenzialmente. Ancora di più, la condivisione va sviluppata tra le stesse organizzazioni e promossa tra queste e le Istituzioni, il mondo dei media, le imprese e le altre organizzazioni.

Giulia Pigliucci e Letizia Di Tommaso in collaborazione con ASSIF-Associazione Fundraisers cureranno il Seminario “Comunicazione e Fundraising“, due termini strettamente collegati tra loro: uno degli errori maggiori delle Onlus è stato storicamente quello di pensare di ricevere donazioni solamente perché “fanno del bene”. Ciò non esiste più. Diventa fondamentale instaurare un rapporto tra il donatore e la Onlus. Si può dire che il fundraising, oggi, abbia la necessità di essere emozionale e per essere tale deve investire in creatività: diversi “modi comunicativi” – ad esempio, ma non solo, lo storytelling – diventano fondamentali. Utilizzare immagini forti per la comunicazione delle Onlus, non è immorale: rappresenta tutto ciò che non vorremmo più vedere e quindi ciò contro cui ci battiamo. L’immoralità consiste nel lasciare che si vedano ancora determinate situazioni nel mondo. Importanti, in questo senso, diventano quindi la progettazione e l’organizzazione di eventi e manifestazioni di successo e l’elaborazione di strumenti di trasparenza al fine di migliorare la percezione dell’impatto sociale dell’organizzazione. L’improvvisazione non basta e non paga più.

Per informazioni più dettagliate: [email protected]

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Fonte Ferpi

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