Esami di Stato e le troppe sostituzioni: perché non rendere le domande facoltative? Lettera

Credo che l’Ufficio Scolastico di Palermo non sia l’unico ad avere il problema di sostituire i commissari d’esame , e che questo non sia il primo anno che ciò avviene.

La normativa infatti prevede che tutti i docenti di ruolo nella scuola superiore facciano obbligatoriamente domanda annuale per essere nominati commissari o presidenti. Mi chiedo se queste defezioni, oltre ad essere indice di overstress generale, non siano anche uno stimolo per trovare soluzioni alternative: mi chiedo per quale motivo non si renda facoltativa la domanda almeno per coloro che hanno superato una considerevole anzianità lavorativa (ipotesi: dai 20 anni in su), e invece di aprire le porte ai docenti a tempo determinato e ai part-time che abbiano particolare interesse personale o anche esigenza economica di cimentarsi negli esami .

Ignoro quali siano le ragioni ostative che precludono la possibilità di fare la domanda ai docenti supplenti e part time, e quale sia la ratio che obbliga tutti i docenti di ruolo di ogni età – anche quelli che vanno in pensione a settembre 2019 , come è successo a persona di mia conoscenza – a partecipare alle sessioni d’esame.

Se dobbiamo assicurare il buon andamento degli esami con delle comprovate professionalità, azzarderei l’ipotesi di ammettere alla domanda tutti coloro che abbiano un certo numero di anni di servizio all’attivo, indipendentemente dal rapporto di lavoro, e su base facoltativa per quelli che hanno maturato più di 20 anni di servizio; se il timore del Ministero fosse quello di rimanere sguarniti di commissari e presidenti, suggerirei di prevedere un benefit, ad esempio chi è stato impegnato come commissario nell’anno precedente non è obbligato a fare domanda l’anno successivo, oppure altre misure . Personalmente trovo che fare il commissario sia un grande arricchimento, ma mi rendo conto che dipende da molte variabili note, pertanto ritengo necessario trovare delle contromisure e soluzioni , pur a certe condizioni, alle defezioni del personale.

Una forma di flessibilità organizzativa, un atto di stima nei confronti del lavoro dei docenti, una contromisura allo stress lavoro-correlato che avrebbe come risultato docenti motivati e sereni nelle commissioni.

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Fonte Orizzonte Scuola

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