Educazione civica, modiche al curricolo di istituto e al PTOF. Dalle tematiche agli obiettivi

Sintesi punti principali

Nella scuola primaria e secondaria l’insegnamento trasversale dell’educazione civica:

  • non può essere inferiore a 33 ore annuali (un’ora a settimana) da ricavare nell’ambito dell’attuale monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto monte ore è possibile avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo; quota non prevista, a livello nazionale, per la primaria e l’infanzia;
  • è impartito, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, in contitolarità, da docenti della classe; nella scuola secondaria di secondo grado da docenti abilitati nell’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili nell’organico dell’autonomia;
  • è valutato in decimi, in seguito alla proposta della nuova figura del coordinatore, che la formulerà acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti interessati dall’insegnamento.

Nella scuola dell’infanzia saranno avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile.

L’articolo 4 del testo di legge, inoltre, prevede che gli studenti devono avvicinarsi ai contenuti della Carta costituzionale già a partire dalla scuola dell’infanzia.

Modifiche al curricolo

Le novità introdotte potranno determinare una modifica del curricolo di istituto, come leggiamo anche nella bozza delle linee guida inviate al CSPI:

Nel corso dell’anno scolastico 2019/2020 le istituzioni scolastiche potranno rileggere e ricalibrare, se necessario, il curricolo già adottato nel modo più appropriato a perseguire le finalità del presente decreto.

La revisione del curricolo permetterà di ricomprendervi le tematiche che dovranno essere affrontate, tenendo a riferimento le diverse età degli alunni e i diversi gradi di istruzione:

  1. Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  2. Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
  3. educazione alla cittadinanza digitale;
  4. elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
  5. educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  6. educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  7. educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  8. formazione di base in materia di protezione civile.

Sulla base delle succitate tematiche, dovranno essere definiti gli obiettivi specifici di apprendimento.

Modifiche al PTOF

Alla luce di quanto detto, è chiaro che il PTOF va modificato, sebbene le linee guida presentano tale modifica come possibile.

Queste le eventuali principali modifiche da apportare all’interno del PTOF:

  • illustrare l’afferenza degli obiettivi specifici di apprendimento alle tematiche sopra riportate, ferma restando per il secondo ciclo di istruzione, la necessità di mantenere la specificità di ciascun percorso dell’istruzione liceale, tecnica e professionale, anche ai fini dello svolgimento dell’esame di Stato;
  • declinare,  nello specifico, il monte ore annuale previsto per l’educazione civica, pari a 33 ore, anche avvalendosi delle quote di autonomia (quindi indicare tematiche e relative discipline in cui le stesse rientrano);
  • definire le relative attività di potenziamento dell’offerta formativa e le attività progettuali;
  • descrivere il legame tra l’educazione civica e le educazioni non del tutto riconducibili a specifiche discipline (educazione stradale, alla salute e al benessere, al volontariato e alla cittadinanza attiva), ponendo particolare attenzione al tema dell’educazione alla cittadinanza digitale, riguardo alla quale le Linee guida recitano: Le abilità e conoscenze previste si distinguono tra generali (il confronto delle informazioni, le regole per una corretta comunicazione e interlocuzione, il rispetto dell’altro, …) e specifiche (l’identità digitale, il grande tema dei dati, …): si tratta di un terreno nuovo, che pure non poche istituzioni scolastiche hanno iniziato ad esplorare, pur nella consapevolezza delle differenze generazionali e della necessità di approcci differenziati nell’utilizzo, qualitativo e quantitativo, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella quotidianità scolastica.

Tempistica modifiche PTOF

Il PTOF, come’è noto, può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre, come detta l’articolo 1, comma 12, della legge 107/2015:

Le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa. Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche. Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre.

Si tratterebbe, per il 2019/20, di una corsa contro il tempo, posto che si riesca ancora a far applicare la riforma già da quest’anno. Il Ministro (ormai uscente) il 24 agosto aveva affermato di voler firmare un decreto ad hoc il martedì successivo, ma non si hanno notizie in merito.

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Fonte Orizzonte Scuola

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