Docenti italiani lavorano più dei colleghi europei, ma stipendi più bassi. Maestri laureati più penalizzati

Stipendi medi della PA

Secondo quanto divulgato dalla RdS, nel 2017 a fronte di un dato pari a 34.491 per l’intera P.a, gli stipendi del personale della scuola si trovano nel fondo della classifica con una media di 28.440 euro

Quanto guadagnano i docenti in Europa?

I dati di Eurydice mostrano come l’orario di lavoro dei docenti italiani non è, come si racconta, nettamente inferiore a quello dei colleghi europei: le ore di lezione in Italia sono superiori alla media europea sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) che nella secondaria superiore (18 contro 16,3) e uguali nella secondaria inferiore (18 contro 18,1).

Per quanto riguarda gli stipendi, si vedrà come l’Italia abbia una retribuzione tra stipendio iniziale e quello di fine carriera non proprio marcatissima.

Il centro studi ANIEF è intervenuto qualche mese fa sulla questione stipendi evidenziando come In Irlanda e Danimarca, ad esempio, lo stipendio iniziale è il medesimo per tutti i cicli scolastici, salvo poi differenziarsi lievemente a fine carriera. In Portogallo, Slovenia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, i compensi dei docenti della scuola pubblica non si differenziano mai, né ad avvio carriera né al termine.

Ma anche laddove si attuano delle differenze tra chi insegna nel primo ciclo e chi nel secondo, va considerato che in Europa la remunerazione annua complessiva di un docente della primaria è decisamente superiore, in alcuni casi doppia, rispetto a quella dei nostri maestri laureati: il caso della Germania è emblematico, visto che appena assunto un docente delle elementari tedesche percepisce oltre 45 mila euro, contro i 24 dei nostri maestri; al termine della carriera il maestro tedesco supera i 60 mila euro, contro appena i 35 mila euro di chi svolge lo stesso lavoro nel Belpaese e a condizioni orarie e generali pressoché uguali.

Maestri laureati i più penalizzati

In particolare, la situazione dei maestri laureati della primaria risulta quello più emblematico. Infatti, vengono pagati meno dei laureati degli altri ordini di scuola, lavorando più ore.

Lavoro sommerso

A tutto ciò non bisogna dimenticare di aggiungere quello che è da considerarsi vero e proprio lavoro sommerso dei docenti che va dall’aggiornamento, alla correzione dei compiti, alla loro elaborazione, alla stesura di tutta la documentazione necessaria e molto altro.

L’insegnante, secondo uno studio effettuato qualche anno fa dalla  giunta provinciale dell’Alto Adige, lavora 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono  i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di più (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno.

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Fonte Orizzonte Scuola

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