Docenti abilitati in Romania perchè corsi in Italia bloccati. Lettera

Le alternative sono state le abilitazione nei paesi comunitari. Da un ricerca fatta sul sito ufficiale del MIUR AREA DECRETI, vedendo delle note ufficiali di Deficit sui percorsi abilitanti Spagnoli, che fino al 2015 erano l-alternativa al numero chiuso del TFA italiano, nella stessa sezione vi erano dei Riconoscimenti dei percorsi pedagogici abilitanti Rumeni di nostri connazionali che avevano concluso il percorso Universitario in Italia e la certificazione delle competenze allo svolgimento della professione docente in Romania – decreti ancora in essere, anche se il miur ha dichiarato di aver commesso Errore in Buona Fede.

Il 2 aprile 2019con avviso 5636 a firma della dott. Palermo,e’stato divulgato attraverso il portale del MIUR un Rigetto collettivo delle Istanze di Riconoscimento dei Titoli Rumeni, indicando nello stesso una valutazione basata su dei chiarimenti chiesti al Ministero Rumeno, senza entrare nel Merito del Caso come di sua competenza.

Cio che afferma lo stesso avviso, non corrisponde esattamente ai documenti in nostro possesso, infatti per poter partecipare ai percorsi pedagogici lo step principale, rispettando la metodologia d’iscrizione del paese ospitante, e’stata la richiesta di equivalenza dei titoli accademici Italiani presso gli uffici ministeriali Romeni (CNRED) che rilasciano una certificazione di equivalenza senza misure compensative dei Titoli Italiani a titoli Rumeni , con lo stesso diritto dei cittani Rumeni.

In altre parole e’una formazione che si compone di due segmenti: una formazione accademica (laurea) ed una formazione psicopedagogica (TFA) conseguita in due diversi paesi UE.

A conclusione del Percorso Pedagogico la richiesta che noi facciamo al Ministero della Romania e’espressamente per la Certificazione delle competenze, acquisite con il persorso,allo SVOLGIMENTO DELLA PROFESSIONE DI DOCENTE, che lo stesso Ministero Certica conferendo il Diritto all’ insegnamento e la possibilita di partercipare ai concorsi pubblici in Romania per posti didattici.

Denunciamo quanto sta accadendo a noi docenti precari italiani abilitati in Romania, un Paese dell’Unione Europea, un paese sovrano come l’Italia, dove la cultura e la formazione dei docenti è un fiore all’occhiello. Noi insegnanti precari italiani – reduci da anni e anni di insegnamento nelle Terze Fasce di Istituto e in vana attesa dal 2014 della indizione di un Tirocinio Formativo attivo o di un PAS abilitanti – abbiamo legittimamente virato sul percorso di abilitazione all’estero, nella nostra UE, in ossequio al principio della libera circolazione dei saperi e delle professioni. Ci siamo formati all’estero, seguito corsi in loco, sostenuto esami di lingua romena e superato esami di pedagogia, psicologia, metodologia didattica, docimologia. E oggi il MIUR che fa? Ci blocca, ci ignora, ci sta depennando come se fossimo degli illegali.

Non accettiamo tutto questo!!!!!!!!!

(In rappresentanza dei Docenti italiani qualificati in Romania).

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