Docenti Abilitati ai sindacati: il 6 maggio pensate anche alle nostre assunzioni

“In occasione dell’imminente partecipazione dei sindacatati al tavolo contrattuale del Governo previsto il 6 maggio 2019, per cercare di arrivare ad un accordo risolutivo sul problema del precariato storico, il direttivo dell’associazione Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati (CNDA) e quello del Coordinamento Nazionale TFA (CNT) chiedono risposte sulla condizione in cui si trovano circa 36.000 docenti precari ABILITATI di seconda fascia che hanno partecipato al concorso 2018.

Leggiamo nel comunicato di accordo con il governo che ora l’imperativo categorico sottoscritto nell’accordo tra le sigle sindacali e il Ministro dell’Istruzione sembra essere esclusivamente quello di risolvere il problema dei colleghi di terza fascia.

Nonostante chiediamo da mesi di essere ascoltatati da chi dovrebbe tutelare indistintamente tutta la categoria del comparto scuola, abbiamo ricevuto come unica risposta in merito che c’erano problemi contingenti da risolvere quali impedire la regionalizzazione dell’istruzione. Abbiamo constatato che anche per questa priorità avete sospeso lo sciopero indetto per il 17 maggio nonostante regioni quali il Friuli Venezia Giulia già nel mese di gennaio abbiano firmato un’intesa con il MIUR.

Teniamo a sottoporre ancora una volta alla vostra attenzione le scelte politiche di Governo che hanno minato il Concorso del 2018 riservato agli abilitati, mettendo a rischio un diritto sacrosanto di cui vi fate paladini, che è appunto il diritto alla STABILIZZAZIONE di TUTTI i precari e in primis dei docenti di seconda fascia. Inoltre notiamo come le vostre posizioni riguardo il reclutamento dei docenti di terza fascia con trentasei mesi di servizio siano lesive nei confronti della seconda fascia, compromettendo irrimediabilmente per molti di noi l’accesso alla stabilizzazione.

DIRITTI NEGATI

• La Legge di Bilancio 145/2018 approvata a dicembre durante l’espletamento della procedura concorsuale, non rispettando le norme giuridiche in materia di diritto del lavoro secondo cui non possono sussistere disparità di trattamento tra i candidati partecipanti alla medesima procedura, ha legiferato che i docenti FIT, circa 6.000 , entrati a fare l’anno di prova a settembre 2018 restano ancorati al Dlgs 59/17, con contratto a tempo determinato, mentre i docenti che entreranno in servizio nel 2019, circa il 90%, pur appartenendo allo stesso concorso seguiranno regole diverse. Infatti, a causa delle lungaggini del Miur e degli USR, questi insegnanti (sono circa 35.000) che hanno avuto graduatorie pubblicate dopo il 31/8/2018, dovranno entrare (ammesso che occupino un posto utile in graduatoria) secondo le nuove regole: immissione in ruolo a tempo indeterminato, blocco di 5 anni su cdc e sede.
• Nessun diritto alla mobilità, a differenza di chi sarà reclutato da GAE o da GM 2016, per i FIT inquadrati a tempo determinato e per i colleghi che saranno neoimmessi nel 2019.
• Viene negato il diritto all’assegnazione provvisoria.
• Altro punto debole di questo concorso è che le norme contenute nella L. 145 non sono state recepite dagli USR regionali, i colleghi con graduatoria dopo il 31/8/2018 vengono convocati per la scelta della provincia con la proposta di svolgere il terzo anno FIT! Ma il FIT è stato abrogato! Ad esso è stato sostituito il FIP. Su questo punto nonostante un incontro al MIUR tra la presidente dell’associazione CNDA Margherita Stimolo e l’avv. del MIUR non c’è stato alcun intervento né del ministero né delle forze di Governo più volte sollecitate.

CHIEDIAMO
• la rettifica del D.M 63 Crediamo che alcuni punti di questo decreto non siano errori ma una consapevole volontà di compiere un’ ulteriore selezione “darwiniana”, svecchiare la classe docente e svilire il titolo abilitante. Senza il possesso del titolo abilitante il MIUR non ha consentito per vent’anni di partecipare a nessun concorso pubblico. La vera bomba sociale scoppierà a settembre quando un’alta percentuale di colleghi sarà costretta a rinunciare, essendo lontani da casa e non potendo rimanere per cinque anni relegati nella sede scelta. In seguito alla mancata rettifica del sopracitato D.M. i docenti convocati per la scelta della provincia hanno potuto scegliere esclusivamente su contingente 2018. Tutti i docenti con graduatorie pubblicate dopo il 31/8/2018 entrando in ruolo il medesimo giorno, il 1/9/2019 hanno diritto ad effettuare la scelta su tutti i posti disponibili relativi al contingente 2018 e 2019. Se avessero scelto o scegliessero esclusivamente sul contingente 2018 avrebbero dovuto essere immessi in ruolo in modo retroattivo a partire da settembre 2018.
Una soluzione ragionevole a questo problema sarebbe la mobilità e/o l’assegnazione provvisoria.
• gestire il problema delle quote di accesso in ruolo da Concorso 2018. Il Concorso riservato 2018 ha già accumulato un ritardo di un anno rispetto alle previsioni di immissione al terzo anno FIT previste per settembre 2018. Il contingente 2018/19 che ci riservava il 100% di quota di ingresso e’ stato perso perché quasi tutte le GMR non erano pronte. Le graduatorie pubblicate entro il 31/12/2018, destinatarie di accantonamento dei posti, erano un numero esiguo. A rendere per la seconda fascia più difficoltoso il tutto, è stato permesso ai docenti di ruolo di partecipare al nostro concorso. Questa scelta ha stravolto la logica e la finalità della fase transitoria sottraendo ai partecipanti enormi chance in favore di altre categorie.
• Chiediamo dunque di stabilire una percentuale fissa annua di assunzione dalle graduatorie del concorso 2018 e l’impegno da parte del MIUR a concludere tutte le procedure del concorso riservato entro il 31/8/2019. Queste richieste vengono fatte anche alla luce delle seguenti novità:

1) l’aggiornamento delle GAE permetterà ai docenti inseriti in queste graduatorie (anche con riserva) e che hanno partecipato al concorso 2018 di poter accedere al ruolo tramite due canali di reclutamento, cosa impedita a noi di seconda fascia.
2) La reiscrizione in GAE di migliaia di docenti precedentemente depennati a seguito del mancato aggiornamento nei tempi previsti.
3) La proroga della durata delle GM 2016 con relativo scorrimento degli idonei.
4) Le percentuali destinate alla mobilità sono passate dal 40% al 50% mentre quelle destinate alle immissioni in ruolo sono diminuite dal 60 al 50%.

• CHIEDIAMO INOLTRE

➔ di ripristinare la percentuale persa relativa al 2018.
➔ Un provvedimento che aumenti le percentuali riservate al contingente delle GMR,
vista la riduzione decrescente biennale delle percentuali di ingresso avremo il paradosso che potrebbero entrare di ruolo prima di noi gli insegnanti con 36 mesi di servizio e i docenti di terza fascia.

Problemi legati alla costituzione di una graduatoria unica chiamata “graduatoria per titoli” e problemi di tutela concorso abilitati 2018.

CONTESTIAMO

 la proposta di una graduatoria unica denominata “graduatoria per titoli”, appoggiata da alcuni sindacati di categoria che annuncia per suddetta graduatoria:

➔ L’inserimento dei vincitori di concorso,
➔ Degli abilitati ,
➔ Dei terza fascia
➔ Di coloro che hanno 36 mesi di servizio.

 che i docenti di terza fascia o con trentasei mesi di servizio e in posto utile in graduatoria entrino a fare l’anno di prova e facciano in contemporanea un percorso formativo, in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.

 la creazione di un corso abilitante, seguito direttamente nella scuola presso cui il precario lavora quell’anno, che avrebbe valore concorsuale, in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.

 la creazione di un TRIPLO canale con percentuali di ingresso per accedere al ruolo dalle diverse graduatorie che ci creerebbe non pochi problemi quali la possibilità di essere scavalcati e svaluterebbe le nostre abilitazioni.
 la proposta di una percentuale di ingresso del 50% per i docenti di terza fascia in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.”

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