Docente palermitana sospesa, ricorre al Giudice del Lavoro. Pistorino: dal MIUR silenzio assordante [INTERVISTA]

La professoressa Rosa Maria Dell’Aria, dell’Istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, era poi stata sospesa dallo stipendio e dal servizio per alcuni giorni. Dopo il coro di indignazioni proveniente dalla società civile, dagli studenti e dagli insegnanti, con richieste di revoca del provvedimento e addirittura di dimissioni del dirigente dell’Usp Marco Anello, la professoressa è stata incontrata dai ministri Salvini e Bussetti in un’occasione istituzionale, presso la Prefettura di Palermo, segno che il provvedimento avrebbe potuto essere rivisto e ridimensionato.

Pochi giorni dopo i legali della professoressa hanno incontrato i rappresentanti del Ministero a Roma. E mentre la gente comune magari immagina che il problema si sia risolto con una stretta di mano, la questione invece non si risolve e anzi si sta ingarbugliando per motivi che vanno al di là del caso in questione e che chiamano in causa il ministero per presunti ritardi nella nomina del nuovo dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – il cui posto è rimasto scoperto dopo il pensionamento di Maria Luisa Altomonte – competente in via gerarchica a occuparsi del provvedimento di Anello. Il quale non potrebbe a sua volta occuparsi di valutare ed eventualmente revocare un provvedimento che lui stesso ha emanato. Fatto sta che i legali della docente hanno dovuto ricorrere al giudice del lavoro avverso il provvedimento per evitare la decadenza dei termini per far ricorso. Intanto, “da parte del Miur c’è un silenzio assordante”, commenta Grazia Maria Pistorino, segretaria regionale della Flc Cgil della Sicilia, che fin da subito ha preso in carico la vicenda.

Che cosa è successo, professoressa Pistorino?

“Dopo tutta quella scena in Prefettura a Palermo, con i ministri Bussetti e Salvini, il giorno prima delle elezioni, non si è deciso nulla. Dal punto di vista mediatico sembrava una storia conclusa, invece la collega ha dovuto fare ricorso al giudice contro il provvedimento ricevuto”.

Per quale motivo?

“Come struttura regionale abbiamo un grosso problema, non è stato nominato il direttore. Hanno fatto il bando per avere i candidati. E’ una nomina per cui ci vuole il bando”.

E questo incide sulla situazione personale della professoressa?

“Non solo. Il procedimento, quando si sono incontrati, in realtà poteva essere revocato in via gerarchica dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Ma poiché la dirigente regionale Altomonte il 1 maggio è andata in pensione, pensionamento che era stato ampiamente annunciato, non capiamo perché il Miur stia lasciando una regione senza direttore. Ci sono tante cose importanti da fare. Abbiamo sottoscritto il contratto per le fasce di complessità dei dirigenti scolastici, vanno stabiliti dei criteri, si tratta di un’azione di una certa delicatezza. Abbiamo la convocazione per il 3 luglio per il contratto integrativo relativo alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni: si pensi che il contratto siciliano tre anni fa fu il primo per il quale si parlò di assegnazioni provvisorie su sostegno senza titolo, ci fu grande scalpore. Fu seguita dal contratto collettivo nazionale. Si tratta di scelte e di eventi che non sono marginali nel funzionamento di una struttura come l’Usr e in una regione come la Sicilia. Il Miur si disinteressa di una regione che ha una grandissima complessità”.

In pratica la questione della professoressa non si può risolvere perché non c’è chi lo possa affrontare?

“E’ rimasto il dottor Anello, che dovrebbe gestire questo provvedimento, ma non si può lasciare a un provveditore una scelta del genere. Anello come dirigente prima di irrogare la sanzione avrà fatto una sua valutazione, come fa a tornare egli stesso sulla propria decisione? Il sistema complessivo del Miur non può tollerare una vicenda di questo tipo senza assumersi una responsabilità di direzione. Tutta la vicenda ha un che di inquietante e denota una grande superficialità”.

Possibile che non si trovi un modo per uscire da questa vicenda?

“La sanzione disciplinare lascia varchi di discrezionalità grandi. Già nel caso che si possa dare al provveditore di Palermo l’incarico di occuparsi del ricorso, è impensabile che lui stesso possa decidere bocciando un proprio provvedimento. Se ha fatto un atto lo ha fatto con deduzioni e controdeduzioni. Insomma è eccessivo chiedere al dottor Anello una cosa del genere. Il ministro è venuto in Sicilia in un incontro istituzionale dal Prefetto dando rassicurazioni, e non produce alcun atto? Non si assume direttamente la responsabilità del gesto, dopo aver incontrato la professoressa Dell’Aria? In questa storia il ministro Bussetti non è passato per caso. Ha scelto lui di venire in Sicilia per incontrare la professoressa che intanto il 13 giugno ha dovuto depositare il ricorso al Tribunale di Palermo per non lasciare scadere i termini. E’ stata costretta ad agire in giudizio perché non ha ricevuto risposte”.

Insomma non avete mandato giù la questione

“Dopo tanti attestati di stima e dopo che Salvini dice addirittura che perdona la Dell’Aria, la realtà attuale è che abbiamo un ricorso in Tribunale e un’udienza fissata per il 4 marzo 2020. Dopo la fissazione dell’udienza, c’ è un termine, nei fatti, di circa 4 mesi per ottenere la decisione, si rischia di finire oltre la metà del 2020”.

Alle soglie della pensione, magari.

“Praticamente sì, visto che ci andrà l’anno dopo. Dopo la legge Brunetta il provvedimento disciplinare ha modalità precostituite e non è semplice la sua revoca. L’unica via possibile era che il provveditore Anello facesse un provvedimento che dicesse che è illegittimo. Ma chi si sente di firmare una carta di questo tipo? E’ indispensabile che ci si assuma delle responsabilità e non si può lasciare la Sicilia senza dirigente”.

Intanto qual è il clima?

“Ci sono qui a Palermo iniziative a sostegno della collega. Si chiedono le dimissioni di Anello per avere emesso il provvedimento che pare sia partito da Roma, ma questo non risolverebbe nulla. Né il ministro si può rivalere su di lui”.

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