Disal : per l’esercizio di una responsabilità autentica e sostenibile

La responsabilità educativa, innanzitutto, che implica accettare la sfida di lasciarsi continuamente interpellare dai ragazzi, dagli adulti, dai problemi, dalla realtà e di imparare a porre domande giuste a quello che accade.

    La responsabilità di organizzare un sistema complesso come una scuola mirando a perseguire uno scopo che coordini insegnamenti, apprendimenti, risorse e risultati affinchè accada nel singolo alunno la possibilità e l’esperienza di imparare e crescere.

    La responsabilità, ancora, di offrire a studenti, personale e utenti la garanzia dell’esercizio di una molteplicità di diritti individuali e collettivi di cui la giurisprudenza ha costruito, in questi anni, una rete di norme puntali e perentorie.

    Fino alla responsabilità della prevenzione e protezione della salute e della sicurezza ‘dei lavoratori’ – ossia di chi una scuola la frequenta e la vive tutti i giorni, studenti, docenti, operatori  – che il dirigente scolastico deve attuare nelle dimensioni regolativa, organizzativa, gestionale e formativa. Una responsabilità certamente condivisa con addetti e preposti della scuola, ma che, tuttavia, chiama in causa, comunque e sempre, il dirigente scolastico e che richiede da parte sua l’attuazione di procedure, l’allocazione di risorse finanziarie, la definizione di deleghe e compiti di cui egli non ha quasi mai la possibilità né di un controllo nè di una verifica puntuale, diretta e personale. E mai come in questi anni, proprio dalla promulgazione del D. Lvo 81 nel 2008, che accentra questa responsabilità nell’unica figura di dirigente scolastico/datore di lavoro, si sono moltiplicate nelle scuole situazioni critiche, episodi e contrasti fino ad incidenti anche gravi che hanno visto coinvolti molti presidi mortificandone l’impegno ed il ruolo. Fatti che comportano denunce, incriminazioni e, talvolta, condanne anche pesanti – come le recenti cronache riportano – con inevitabile disagio, frustrazione e timori dei prèsidi.  Un prezzo troppo alto quello pagato dai dirigenti delle scuole statali anche per l’inerzia di molte amministrazioni locali inadempienti nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici di loro proprietà e per l’indolenza dei decisori politici dai quali ci si aspetta da anni una decisa presa in carico del problema attraverso opportune e possibili modifiche, in particolare, degli artt. 17 e 18 del D.Lvo 81/2008.

    DiSAL ha operato nella scorsa legislatura, in sede di Commissioni parlamentari, alla predisposizione di una norma per regolare la distinzione dei poteri e delle responsabilità dei dirigenti scolastici in materia di sicurezza e quelle degli enti locali proprietari dell’edificio scolastico, norma che, già approvata in quelle sedi, non approdò alla discussione nelle aule parlamentari per l’interruzione della precedente legislatura. Oggi esistono consapevolezze, disponibilità e competenze in molti parlamentari delle diverse aree politiche che, sollecitate anche dalle richieste in merito che proprio in queste settimane molti dirigenti hanno deciso di manifestare pubblicamente, rappresentano un importante punto di partenza per avviare un non procrastinabile intervento di ‘verità e manutenzione legislativa’ del D.L.vo 81/2008: un momento, questo, che potrebbe rivelarsi propizio per una coerente modifica del testo normativo in sede legislativa e che incontra l’esperto e decisivo concorso delle rappresentanze associative della dirigenza scolastica. Qualcosa di concreto può essere finalmente agito e DiSAL intende dare il proprio contributo.

 

La gestione della sicurezza è una responsabilità che deve diventare sostenibile da parte del dirigente scolastico: proprio per poter esercitare, invece, ed in modo pieno, tutte le altre più autentiche responsabilità che ne qualificano la funzione.

 

“Il mio pensiero oggi è, però, solo quello di un padre” ha scritto in un tweet il ministro Fioramonti all’annuncio del decesso del piccolo alunno della scuola primaria ‘Pirelli’ di Milano. Ed è spesso proprio per un’intima suggestione di paternità che chi esercita la funzione di dirigere una contesto educativo ha accettato di assumersene il rischio e tutte le conseguenti responsabilità: è bene allora creare adeguate condizioni affinchè la possa avverare, sgravandolo di oneri ed incombenze non proprie.

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Fonte Orizzonte Scuola

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