Disabilità: dalla scuola al lavoro è necessaria una “logica a staffetta”

«Il Progetto di Vita dei giovani con disabilità – scrive Marino Bottà – dovrebbe essere realizzato attraverso una “logica a staffetta”, dove il “testimone” viene passato nelle mani di un soggetto sociale in grado di proseguire il percorso esistenziale e formativo. È per questo che la scuola dovrebbe disporre di un servizio dotato di competenze professionali adatte a valutare i bisogni, le attitudini, le competenze, le abilità, le potenzialità dello studente, accompagnandolo alla fruizione dei servizi  territoriali e sostenendolo durante il percorso di inclusione socio-lavorativa»

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Fonte Superando.it

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