Disabili, ripartiti fondi per assistenza. Anief: bene, ma organico sostegno resta insufficiente

Le risorse assegnate sono fondamentali, ma purtroppo non apportano grandi migliorie alla situazione attuale, fatta di problematiche quotidiane quasi sempre esclusivamente sulle spalle di chi deve combattere per vedersi riconosciuti i propri diritti: va sottolineato, inoltre, che il finanziamento non ha nulla a che vedere con i docenti di sostegno ma solo con le professionalità che operano a supporto o nelle tante ore settimanali in cui gli alunni disabili rimangono soli, anche perché gli Usr continuano a mandare insegnanti specializzati per meno ore di quelle indicate dalle Asl.

I fondi arrivano in corrispondenza della giornata mondiale della disabilità che si celebra il 3 dicembre dal 1981; da allora, ogni anno tale data diviene anche un modo per sensibilizzare tutta la società rispetto alle difficoltà che i diversamente abili devono affrontare ogni giorno, dalle barriere reali, a quelle più propriamente concettuali, come i preconcetti appunto. In concomitanza con questa ricorrenza, è giunta la pubblicazione, per l’anno 2017, a favore delle regioni a statuto ordinario e degli enti territoriali che esercitano le funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali.

Purtroppo, la storia recente ci dice che la situazione dei disabili, delle loro famiglie e dei docenti specializzati non è delle migliori; infatti, nelle scuole gli studenti diversamente abili non si vedono affidate le ore di sostegno assegnate loro dalle Asl e che avrebbero dovuto ricevere, i loro familiari sono costretti a ricorrere per i loro diritti nelle aule di un tribunale e i docenti che si sono formati proprio per la loro assistenza sono in uno stato di precarietà che tocca la percentuale di uno su tre.

Di fatto, aumenta in maniera costante il numero di alunni con disabilità, ma davanti a questa emergenza fatta di allievi con limiti di apprendimento, la scuola resta impreparata, poiché i docenti di sostegno continuano a essere pochi e gestiti malamente. Ad analizzare la questione, pochi giorni fa, c‘è stato uno studio del Censis, all’interno del capitolo «Processi formativi» del 51° Rapporto nazionale sulla situazione sociale del Paese/2017: nel decennio 2007-2017 per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e del I ciclo (primaria e secondaria di I grado), gli alunni con disabilità riportano una variazione pari a +26,8%”, mentre “nella scuola secondaria di II grado l’incremento nello stesso decennio è stato di gran lunga superiore, attestandosi a quota +59,4% e arrivando a contare nell’a. s. 2017-2018 65.950 individui, con una incidenza media nazionale pari 2,5 ogni 100 alunni”. In entrambi i casi, la maggiore concentrazione ha riguardato il Sud Italia.

Il personale specializzato sembra abbia vissuto un incremento, stando “ai dati del Miur, i posti per docenti di sostegno assegnati hanno raggiunto quota 138.849, uno ogni 1,7 alunni con disabilità segnando un incremento rispetto all’anno precedente pari a +11,5% e del +57% rispetto a dieci anni prima”. Ma nella realtà degli istituti scolastici l’aumento di insegnanti di sostegno sembra tutt’altro che avvenuto: nelle nostre scuole c’è una perenne emergenza sostegno con presidi e loro staff costretti ogni giorno a inventarsi di tutto per affiancare gli alunni con disabilità rimasti privi del loro docente di sostegno. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: è accertato che annualmente, ormai da tempo, le iscrizioni di ragazzi disabili aumentano su tutto il territorio di 7-8mila, ma invece di adeguarsi a questo trend al Miur continuano ad essere fermi a norme sugli organici vecchie e legate a logiche del risparmio.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, “l’incremento dei fondi non cambierà di certo le cose: ci vorrebbe un cambiamento radicale. La situazione è talmente tanto complicata che bisognerebbe apportare modifiche corpose: nelle scuole disabili, familiari e docente di sostegno non fanno che lottare per i loro diritti. Noi siamo al loro fianco e ci battiamo per loro, da sempre”.

“Poi, non è certo semplice la situazione delle 40mila cattedre di sostegno rimaste in organico di fatto – continua il sindacalista autonomo -: una costrizione anacronistica, nata in via provvisoria vent’anni fa e confermata nel tempo sino a diventare cronica. Il fatto che si tratti di cattedre vacanti a tutti gli effetti, peraltro in aumento, non importa a nessuno: nei fatti, questi posti rimangono non disponibili sia per i trasferimenti sia per le immissioni in ruolo. Inoltre, poiché al Sud l’incremento di alunni disabili è maggiore, è chiaro che servirebbe un organico maggiorato, come chiede da tempo l’Anief, ma questo non avviene”.

Anief promuove da anni gratuitamente l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”: attraverso essa portiamo avanti appositi ricorsi presso il competente tribunale amministrativo. Le famiglie, i docenti e i cittadini che intendono ricorrere in tribunale per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono ancora scrivere all’indirizzo [email protected]”.

05 dicembre 2017

Ufficio Stampa Anief

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Fonte Sostegno – Handicap – Orizzonte Scuola

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