Diplomati magistrale: concorso straordinario, ruoli e supplenze. Un pasticcio. Lettera

Chi ha seguito le dolorose e annose vicende dei docenti di Scuola Primaria e dell’Infanzia, in particolare dei diplomati magistrali ante a.s. 2001-2002, ormai non si stupisce più di nulla.
Potremmo scrivere un libro intitolato: “Il grande papocchio”.
Sarebbe perfino comico, se non fosse che dietro il non-sense di una cieca burocrazia c’è la sofferenza di docenti, bambini e delle rispettive famiglie, che vivono nell’instabilitá, nel dubbio, nel precariato, nella mancanza di programmazione a lunga scadenza, scelta di testi e metodi, progetti, pianificazione didattica, del tanto proclamato curricolo verticale e orizzontale…
Che tipo di lavoro puoi impostare se hai davanti una continuità di cinque mesi anziché di cinque anni?

Ha ancora valore per il MIUR la continuità didattica e la stabilità?
A dire dalle scelte degli ultimi anni NO.
Anche la possibilità di essere assunti in posti lontani dalla propria residenza, o di essere radiati definitivamente dalla graduatoria per il ruolo, non va a favore della stabilità della classe, lo sappiamo bene.
Ho promesso però di spiegarvi l’ultimo pasticciaccio.
Nel 2018 è stato indetto un concorso straordinario per i docenti che avessero svolto almeno due anni pieni nella scuola statale del primo ciclo. Questo doveva favorire principalmente la stabilizzazione dei docenti assunti in ruolo con riserva, già dal 2015 o dopo, che a breve perderanno il posto per le annose e complicate vicende giudiziarie che li riguardano. Essendo questi docenti formalmente in ruolo, non possono essere iscritti in altre graduatorie quindi… Dopo il licenziamento non avrebbero potuto nemmeno fare supplenze!
*Stiamo parlando di 1.500 docenti solo per la primaria in Piemonte. Pensate quale enorme problema italiano sia questo. Un problema che riguarda tutti, perché i bambini sono il futuro di tutti.
Un pasticciaccio, capite.
Uno dei tanti.
Cosi i docenti con anni di esperienza e posto a rischio si rimettono (in maggioranza con tanto impegno e volontà) sui libri e sul web a studiare; affrontano con molta ansia il concorso e fremono per il terrore di finire, quando sarà il loro turno, lontano da casa, o di dover rinunciare per sempre alla stabilizzazione perché non potrebbero lasciare figli piccoli, genitori anziani, case da pagare… Questo è un altro grosso problema.
Il concorso è stato fatto. Le graduatorie di merito stanno per essere stilate e, nel mare di notizie che circolano sorge un altro dei paradossi MIUR.
Ve lo spiego in pratica: il docente che ha prestato servizio in ruolo  con riserva prendendo, per esempio, una prima elementare nel 2015, quando sarà in posizione utile per essere chiamato in ruolo, mettiamo che sia questo agosto, non potrà mantenere il posto sulla sua classe. Potrà finire in tutto il Piemonte (e questo è un altro grosso problema), ma non nella classe dove ha lavorato gli ultimi anni, perché quel posto risulta già occupato (da lui stesso).
Quel posto non potrà essere assegnato nemmeno ad un altro docente in ruolo dopo di questo in graduatoria, perché verrà (se la legge non cambierà) assegnato ad un supplente e solo l’anno successivo (2020-21) potrebbe essere messo a ruolo.
La nostra classe di esempio, seguita dalla prima alla terza da una maestra, dovrebbe finire il ciclo primario con due differenti insegnanti per le stesse discipline. E consideriamo che ci sono classi che hanno entrambe i docenti in questa condizione di ruolo con riserva, che sarebbero quindi gettate nell’instabilitá totale.
Non parlo solo da insegnante, ma come mamma, pure da casalinga di Voghera, mi pare una follia. Migliaia di classi scoperte con le loro maestre trasferite chissà dove, invece che a continuare il lavoro intrapreso.
Basterebbe un piccolo decreto per autorizzare i docenti in ruolo con riserva a rimanere sul proprio posto, sciogliendo la riserva e preservando la continuità didattica e la serenità dei bambini.
È tanto semplice ed è una soluzione che va a favore di tutti: docenti di ruolo, precari, bambini e famiglie…
Eppure il MIUR e la politica non ci sentono e non danno risposte.
Se fossi malpensante direi che fanno brutti giochetti sulla pelle dei bambini per prolungare il precariato, perché un precario costa meno e ha meno diritti.
Ma non lo sono e non lo dico.
Ci auguriamo che MIUR e ministri recepiscano in fretta la necessità di un intervento correttivo  che scongiuri questa assurdità.
Aiutateci a chiederglielo a gran voce. Voi non lo sapete, ma anche la maestra di ruolo di vostro figlio o nipote potrebbe avere una riserva sul contratto; rischiate quindi di trovarvi a settembre con una supplente.
Protesta con noi.
I bambini meritano una scuola di qualità contraddistinta anche da professionalità, continuità e stabilità dei docenti.
Portavoce del pensiero di migliaia di docenti e cittadini.

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