Diploma magistrale, Simona una docente: non ci hanno permesso di partecipare al concorso 2016 e adesso ci cacciano dalle GaE

Non si lascia sconfortare e guarda avanti, ma dando un’occhiata ai suoi titoli, alla mole di studio e di impegno che negli anni ha profuso allo scopo di diventare una brava e valida docente, fa riflettere molto.

La carriera della maestra Simona Piras da docente nella scuola primaria è iniziata subito dopo il diploma con brevi e sporadiche supplenze mentre studiava all’Università. Alla laurea in Scienze Pedagogiche ha voluto aggiungere vari diplomi e master universitari legati al mondo scolastico. Citiamo la Specializzazione sul sostegno didattico, un Corso di perfezionamento su “Tecniche comportamentali per bambini autistici e DEG”. Un Master sulla “Psico-pedagogia dei disturbi specifici dell’apprendimento”, un altro Master sulla “Ludo-glotto-didattica: L2 italiano per stranieri”.

E’ attualmente iscritta ad un Master a Bologna sul tema: “Organizzazione delle strutture scolastiche in contesti multiculturali”. Nel 2005 si trasferisce in Emilia Romagna, nella provincia di MOdena, là dove è storicamente più alta non solo la possibilità di lavorare a scuola, ma anche la probabilità di entrare in ruolo.

Così, nel 2007 vive le prime prime supplenze annuali nella scuola statale, “ma grazie alla Riforma Gelmini”, si rammarica oggi, “proprio in quell’anno, con il rinnovo delle graduatorie, noi DM siamo stati relegati in terza fascia d’istituto in quanto considerati improvvisamente non abilitati”.

La maestra Simona tiene a precisare che “il 23 luglio 1998 sulla Gazzetta Ufficiale fu pubblicato il Decreto in cui il Presidente Scalfaro ribadiva il valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare del Diploma Magistrale per i corsi iniziati ante 1997/1998. Con la Gelmini tutto questo venne ingiustamente annullato”.

Simona, arriviamo alla decisione di ricorrere e alle motivazioni che la spingono a fare questo passo che si sta come ritorcendo contro.
“Ho fatto ricorso il 9 Maggio 2014, impugnando il bando di riaperture delle GaE avvalendomi del Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo del 2014 in cui si sancisce che il Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 ha valore abilitante. Le motivazioni mi sembrano chiare: per ben 7 anni noi diplomati magistrali siamo stati inseriti in una graduatoria che ci ha danneggiati e che non ci ha permesso a parità di abilitazione con i colleghi delle primarie graduatorie di merito e dei colleghi di Scienze della formazione primaria di accedere alle GaE e quindi avere la possibilità di usufruire anche noi del doppio canale nelle assunzioni”.

Grazie al ricorso, è passata finalmente di ruolo
“Nell’anno scolastico 2015/2016 sono stata una delle prime a Modena. Sono passata di ruolo dopo che il Consiglio di Stato mi ha inserita con l’ordinanza 503/2015 dove il CdS stesso recita (cito testualmente)che sussiste l’evidente pregiudizio, consistente nel mancato inserimento nella graduatoria per il periodo in corso e che, ad una sommaria delibazione, propria della fase cautelare, i motivi di appello non paiono infondati, con riguardo in particolare alla legittimità del decreto ministeriale nella parte in cui penalizza i diplomi conseguiti fino all’anno 2001-2002, in coerenza con i precedenti della Sezione e delle Sezioni consultive di questo Consesso…”.

Con quel che segue… Ma lei era oppure no consapevole del rischio connesso al provvedimento pur favorevole?
“In realtà il Consiglio di Stato ha dato ragione a noi primi ricorrenti DM. Il problema dell’Assemblea Plenaria è sorto molto dopo, quando qualcuno capendo l’affare ha provato ad impugnare l’inserimento in GaE pare al di fuori dei tempi massimi. Oggi il rischio di essere fuori dalle Gae e perdere il ruolo sarà valutato dal Tar. Per questo sarebbe stato fondamentale che la politica si fosse assunta l’onere per tempo per non disperdere le valide professionalità che per anni hanno concorso in termini fattivi al progresso della scuola formando intere generazioni e ciò non senza sacrifici personali”.

Il rischio e la beffa…
“Certo. Più che il rischio tengo a sottolineare proprio il danno che è stato fatto a me e a molti miei colleghi, in quanto essendo di ruolo, seppur con riserva, non ci è stato permesso dal sistema informatico del Miur, Istanze on line, di poter accedere alla piattaforma e partecipare al Concorso del 2016. Insomma il Miur sapeva della situazione precaria, ci ha inserito di ruolo fino a sentenza di merito, cosa costava dare la possibilità di partecipare al concorso a chi era nella mia situazione? Cosa avremmo dovuto fare? Un altro ricorso?. Eppure…”
“Eppure, nonostante tutto, sono fiduciosa. Ho fiducia nella giustizia ma credo sia arrivato il momento che la politica adotti i giusti interventi risolutivi per il bene di tutti”.

Con quali prospettive si accinge a rientrare in classe dopo le vacanze natalizie, rovinate a lei come a tante migliaia di insegnanti?
“Oltre a continuare a svolgere con serietà e continua preparazione il lavoro che amo, ovvero insegnare? Sicuramente ci si sta mobilitando. Si continuerà fuori dalle aule di tribunale, intanto nelle piazze l’8 gennaio, con il sostegno di altri lavoratori della scuola, sciopereremo. Si prevedono iniziative e manifestazioni in contemporanea in diverse città da Roma, davanti alla sede del Miur e presso le sedi dei vari Uffici scolastici regionali. A Bologna è stato richiesto un colloquio con il Direttore Generale dell’Usr, si è autorizzati al presidio dell’Ufficio Scolastico Regionale con il sostegno dell’Associazione Sindacale Politeia e Cub.
Si sciopererà non contro la sentenza della Plenaria ma per il mancato risolutivo interessamento della politica, in quanto è evidente la necessità di raggiungere delle conclusioni valide in tempi brevi”.

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