Di Meglio (Gilda): 200 mila precari ma assumono su metà posti. Sei mesi di esonero per i commissari dei concorsi. INTERVISTA

Rino Di Meglio, segretario nazionale della Gilda degli insegnanti, si astiene dal proporre un giudizio verso la nuova ministra dell’Istruzione. “Non posso – aggiunge – che fare una’apertura di credito verso di lei”

Rino Di Meglio, intanto come valuta le motivazioni delle dimissioni del ministro Fioramonti. Doveva farlo?

Ognuno risponde per se stesso. Il ministro uscente, Fioramonti, le aveva preannunciate. Dal mio punto di vista mi è sembrato strano che avesse firmato un accordo con noi e poi abbia dato le dimissioni. Dal suo punto di vista ha rassegnato le dimissioni perché non hanno dato 3 miliardi per il nostro comparto. Conte ha detto che ha fatto due comparti, non è così ha fatto due ministeri il comparto è unico. Continueremo con la manfrina. Io rappresento tutti ma i contratti sono diversi anche se in comune abbiamo la conoscenza ma i contratti diversi.

Qual è il suo giudizio sull’avvicendamento?

Avrei preferito veder finito il lavoro che era stato iniziato. Prima c’era stato l’accordo firmato il 24 aprile scorso con un ministro, poi un altro accordo con altro ministro, ora si riprende con un nuovo ministro…”.

Tutto questo pregiudica secondo lei l’attuazione del decreto scuola

Mi auguro di no”.

Vogliamo ricordare i punti dell’accordo-decreto?

Concorso straordinario, il rinnovo del contratto con le famose tre cifre, i concorsi ordinari e la posizione degli Ata facenti funzione Dsga. Per ora siamo fermi al decreto, che peraltro è uscito diverso da come era stato concordato con i sindacati. Non ci sono stati state le corsie per le abilitazioni, né le risorse e gli stanziamenti sono quelli promessi”.

Quali sono i temi più urgenti che la Gilda intende proporre alla nuova ministra?

A parte i temi citati, il più urgente riguarda il precariato. Abbiamo duecentomila precari, impressionante. C’è qualcosa di patologico nel sistema. Del resto se ogni anno si riesce ad assumere meno della metà dei posti disponibili è evidente che il meccanismo non funziona. Non funziona il meccanismo del reclutamento e neppure quello dei concorsi. Bisogna incidere profondamente su queste problematiche a cominciare dai concorsi, che non vanno avanti per ragioni prettamente burocratiche Non è possibile che passino dei tempi biblici tra la verifica della carenza dei posti e l’indizione del concorso. Una volta indetto, poi, occorre che si proceda in tempi brevi. E qui c’è un grosso problema che è quello delle commissioni degli esami. Se non metti bravi insegnanti come valutatori il sistema non funziona. E tu non puoi avere buoni commissari pagandoli con una cifra ridicola, un euro a compito o poco più, e farli pure lavorare contemporaneamente a scuola. Chi è insegnante sa che con tutti gli impegni connessi alla funzione docente, e con le esigenze di famiglia non si può svolgere in contemporanea anche la funzione di commissario al concorso. Servono almeno sei mesi di stacco. È evidente che non è una cosa seria ma se non dev’essere una cosa seria facciamo allora un’estrazione a sorte, che facciamo prima. Poi c’è l’aspetto territoriale. Da un lato abbiamo posti liberi al Nord e dall’altro abbiamo insegnanti liberi al Sud, ma non si riesce a far incrociare domanda e offerta”.

Come se ne esce?

Se tu li assumi che sono già vecchi è difficile che si spostino. Gli insegnanti non sono diventati più pigri, ma se all’assunzione sono arrivati in tarda età, questo diventa un problema. Anche chi sta nelle Gae non è più un ragazzino”.

Il Miur lo sa che questo è un problema?

Ogni volta che vado dai nuovi ministri, ognuno di loro mi dà sempre ragione, ma poi non cambia nulla”.

Dica qualcosa di positivo

Una cosa positiva è che stanno arrivando impiegati in più negli uffici regionali. Avevo fatto presente che per fare i concorsi ci vogliono anche gli impiegati. Avevano promesso l’assunzione di 500 funzionari, poi c’è stato il concorso solo per 253 e ora qualcuno sta arrivando.

Positivo con affanno

Sì. Purtroppo la caratteristica è l’affanno su tutto”.

Magari cambia di nuovo l’esame di Stato.

Se succedesse, diventerebbe una barzelletta”.

Che idea si è fatta della neoministra Lucia Azzolina?

Come Gilda abbiamo la consuetudine, ad ogni rinnovo della legislatura, di incontrare in Parlamento gli insegnanti eletti come deputati e senatori. Ricordo che Azzolina fu la prima ad arrivare al nostro incontro per parlare dei problemi della scuola. Mi astengo dal proporre un giudizio, per ora, per motivi professionali non posso che fare una’apertura di credito verso la nuova ministra. In passato non ho condiviso gli attacchi alla Fedeli. Spero che faccia bene. Se vogliamo bene alla scuola non possiamo che augurarci che faccia bene. C’è sempre spazio per ragionare su tutto e per discutere, altrimenti diventano pregiudizi e non giudizi”

Intanto la scuola va avanti. Finisce un anno, il 7 gennaio alunni e insegnanti si troveranno nel 2020. Sullo sfondo, gli esiti di ricerche nazionali e internazionali non del tutto positivi, ma i sondaggi accreditati vedono la scuola tra le prime quattro agenzie e istituzioni di cui gli italiani hanno maggior fiducia

La scuola italiana funziona perché ogni giorno i docenti, quasi tutti, vanno in classe e fanno il loro dovere e spesso più del loro dovere. Questo fa sì che abbiamo un’istruzione di buon livello.

Il problema di abbassamento della qualità dell’insegnamento è dovuto soprattutto alla macchina burocratica. Oggi c’è il decreto per il concorso ordinario e straordinario, ma è molto difficile che il 1 settembre prossimo i colleghi vincitori siano in cattedra. La qualità dell’insegnamento dipende anche dalla stabilità. Oggi ci ritroviamo con 175000 precari annuali su 900.000 lavoratori, esclusi i supplenti temporanei. Una cifra enorme. Far funzionare bene la macchina del reclutamento è decisivo, poiché vuol dire far funzionare bene la qualità della scuola. Peraltro non ci si può disperdere aumentando continuamente le cose da insegnare a scuola. Ognuno che arriva aggiunge qualcosa da fare e naturalmente senza aggiungere quattrini. Ed civica, Cittadinanza e Costituzione e altro. Non è che non siano cose buone ma in questo modo si produce dispersione di insegnamento. Non c’è solo la dispersione degli studenti. C’è anche la dispersione dell’insegnamento. Poi c’è il problema delle famiglie. Mi ha impressionato molto il dato sull’assenteismo dei ragazzi. Come si fa a fare bene la scuola se i ragazzi sono assenti? E qui vedo una responsabilità delle famiglie.

Torniamo al rinnovo del contratto. Docenti e Personale Ata attendo gli aumenti di stipendio. Che succede ora?

Non ho la più pallida idea. Per rinnovare il contratto, la prima cosa che si fa è lo stanziamento dei fondi, poi si deve esprimere la volontà politica, cioè dire che magari i soldi non ci sono ora, ma assicurare al contempo che nel triennio ci saranno. Nel passato si faceva così, quando c’era la cosiddetta volontà politica. Ad oggi questa volontà politica c’era stata, ma poi con la legge di Bilancio non si è realizzata. Fioramonti s’era reso disponibile a mettere nel contratto il bonus merito e la carta docente”.

Invece?

Ora abbiamo un nuovo ministro, vedremo. Per ora in contrattazione ci è finito solo il bonus merito. E su questo punto abbiamo sollevato qualche riserva perché i soldi come bonus erano solo per i docenti, come contrattazione d’istituto andranno a tutto il personale. È importante vedere ora cosa penserà di fare la nuova ministra”.

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