Destinazione all’estero docenti a.s 2019/20, Codisie: cronaca di un disastro annunciato

Nessuno si è preoccupato di trasferire o distaccare per il periodo delle nomine dal MAECI al MIUR il personale che aveva operato nell’ufficio V per anni, personale che aveva acquisito competenza ed esperienza. Pochi sono stati i colleghi trasferiti dal MAECI al MIUR con la conseguenza che a gestire il tutto sono stati, nella maggior parte dei casi, colleghi senza nessuna esperienza. La selezione del personale del 2012, la redazione delle graduatorie, le nomine sono state gestite dal MAECI, tutte queste attività oggi sono state svolte dal MIUR.

I risultati li abbiamo sotto gli occhi e mi pare inutile ripetere che è stato ed è un disastro. Vogliamo ancora ribadire che le OO.SS sono state complici di questo disastro con la firma dell’intesa del 20 aprile 2018 e la partecipazione attiva alla stesura del bando .

Il danno d’immagine per l’Italia all’estero, derivante dall’inefficienza del MIUR (che rasenta il menefreghismo), nella gestione delle operazioni di destinazione all’estero del personale avente diritto è irrecuperabile.
Oggi quasi nessuno degli aventi diritto ha effettivamente preso servizio all’estero, molti non sono stati ancora individuati e all’orizzonte si profilano altri aggiornamenti delle graduatorie.

I ritardi accumulati sono insoppotabili, specie se pensate che sempre con il d.lvo 64/17 sono state cancellate le graduatorie per le supplenze e quindi le cattedre sono e resteranno vacanti in attesa dell’avente diritto e gli studenti privati del giusto diritto allo studio. In Italia se fossimo stati genitori degli studenti che sono costretti a non fare scuola o non avere i corsi avremmo fatto una giusta guerra.

Nessuno è in grado di fare previsioni certe.

Una inefficienza burocratica sfiancante che sta mettendo a dura prova coloro i quali con sacrificio hanno svolto le prove e stanno in graduatoria. Sulle prove e sulla mancanza di trasparenza di esse, questa associazione si è già espressa.

Restano sul “campo di battaglia” i cocci di un sistema che si vuole demolire e tanti ricorsi (anche giusti) dai risultati improbabili.

Noi eravamo per un ricorso unico contro il bando, poiché per noi il bando andava fatto sulla base di quello che prevede il CCNL e non il 64/17, oggi lo dicono anche i giudici.

Codisie, in coerenza con il CCNL, ha sostenuto fin dall’inizio che il servizio all’estero è stato ed è mobilità professionale sempre e non solo nei giorni dispari, come invece pare sia per le OO.SS.

Dicevamo una gestione delle nomine disastrosa e poco trasparente, aggiungiamo anche fuori dalle regole: ci risulta infatti che su alcune cattedre di area linguistica tedesca, le cui graduatorie sono esaurite, stanno nominando dalle graduatorie di area inglese. Da nessuna parte è scritto che questa cosa si può fare.

Anzi noi siamo certi che non si può fare: per partecipare alle prove uno dei requisiti essenziali era il possesso della certificazione di competenza linguistica di livello B2 in una delle lingue previste dal bando.

Oggi questo caposaldo del bando viene ignorato e spazzato via dal MIUR che nomina sui posti di area tedesca dalle graduatorie di area inglese.

Non è più indispensabile il B2 in tedesco per essere nominati sui posti di tedesco, oggi basta l’inglese, e poi perché l’inglese e non il francese o lo spagnolo?

LE OO.SS stanno mute, complici e accovacciate.

Cosa c’è dietro tutto questo?

Noi sosteniamo che il disimpegno del MIUR sottende la volontà di smantellare il sistema, o meglio di cambiarlo in maniera definitiva.
La tendenza a trasformare posti dei docenti in posti di DS e di nominare DS in zone del mondo dove non ci sono scuole statali, corsi o lettorati gestiti dallo Stato non si arresta, lo vedremo nel prossimo contingente.

Recentemente il dirigente dell’ufficio V ha dichiarato che il modello da seguire è quello dei licei francesi, nel quale l’80% del personale è assunto a contratto locale.

I risultati di tale modello applicato alle ISIE potete immaginarli.
Sembra che l’obiettivo del MAECI e del MIUR non sia il rilancio e la valorizzazione del sistema delle ISIE.

Il MAECI che prende a modello il sistema francese senza considerare che i sue sistemi sono assolutamente diversi, la dice lunga sulla serietà delle sue intenzioni.

La Francia invia all’estero docenti statali solo nei licei.
I licei francesi e le ISIE sono totalmente diversi in termini di storia e in termini di gestione del personale inviato dalla Francia, del personale con contratto locale, della selezione dell’utenza, delle rette che l’utenza paga, in termini di gradi scolastici presenti, e di soldi investiti.
La Francia infatti investe molto di più nella promozione della lingua e della cultura francese all’estero, rispetto agli investimenti italiani per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero. La Francia investe di più sia nei licei che nel corrispondente francese degli Istituti di Cultura Italiani (IIC) che è l’Alliance Francaise.

Per tornare alle ISIE, oltre a quanto detto fin qui, abbiamo anche scritto come sono state assegnate le cattedre del cosiddetto potenziamento, anche in questo caso il MAECI ha fatto spregio delle leggi, trasformando il 90% circa dei posti di potenziamento in posti assegnati ai corsi, alle scuole private o ai lettorati, anche qui la sola voce critica e costruttiva è stata la nostra. Dov’è la trasparenza e il rispetto delle leggi?

Quei posti vanno assegnati alle scuole italiane statali. Dove sono le OO.SS?
La smettano con i loro patetici comunicati, la realtà è sempre più forte delle chiacchiere.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Per quel che riguarda la destinazione all’estero potremmo fare qualche previsione ma ci pare superfluo, il danno d’immagine non si recupera la mancanza di certeze e trasparenza nemmeno.

Il MIUR dovrebbe bandire le prove per le graduatorie esaurite e noi ci batteremo per questo.

Attendiamo il bilancio del MAECI, vediamo quanto allocheranno nei capitoli relativi al funzionamento delle ISIE e poi facciamo qualche previsione anche in termini di resistenza dei numeri, cioè del contingente di 674 nei prossimi 3 anni.

Ci risulta che i fondi per sostenere i 674 posti ci siano, ma aspettiamo di vedere i numeri nero su bianco.

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