Della didattica a distanza, dell’insegnamento di sostegno e altro ancora

«Tenuto conto che la frequenza delle scuole non è possibile per la pandemia – scrive Giovanni Maffullo – di fatto, a fronte della voragine creatasi, come insegnante specializzato non posso fare altro che cercare di costruire un ponte con l’alunno disabile, consapevole che si tratta, pur sempre, di un surrogato. Al di là e oltre la pandemia, però, se si vuole veramente e in termini socio-politici un concreto rilancio della qualità del servizio scolastico, occorre investire denari sia nella formazione delle persone che operano nella scuola, sia facendo precise scelte di campo»

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Fonte Superando.it

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