Decreto scuola salvaprecari, previsto per oggi ma poche le speranze. Cosa prevede

Solo in quel momento si saprà se il documento ufficiale conterrà anche il decreto approvato con la formula “salvo intese” nel Consiglio dei ministri del 6 agosto. Sono in pochi a credere nella pubblicazione del testo con forza di legge.

Il decreto è considerato una delle pietre miliari del lavoro svolto dai sindacati durante il Governo  gialloverde ormai in uscita conclamata. E proprio sul decreto salva precari si è consumato l’ultimo scontro (in fatto di scuola) delle schermaglie fra leghisti e cinque stelle iniziate dopo le elezioni europee che avevano visto per l’Italia un ribaltamento delle forze politiche nel paese in contrapposizione con quelle in Parlamento.

Cosa contiene il decreto

Il decreto contiene l’avvio di un PAS cui potranno accedere i docenti con tre annualità di servizio svolti negli ultimi otto anni e un concorso a cattedra straordinario, cui potranno accedere i docenti con tre annualità di servizio negli ultimi otto anni svolti nella statale, di cui uno nella classe di concorso specifica. Se queste erano le misure più note, di fatto nel testo c’erano anche altri provvedimenti attesi dal personale scolastico, come la trasformazione dei contratti al 30/06 per i diplomati magistrale con riserva che possono essere licenziati durante l’anno in seguito alle sentenze di merito; adeguamento normativa antincendio; trasporto scolastico; dirigenti scolastici e tecnici del Miur; proroga graduatorie concorso 2016; acquisti funzionali alle attività di ricerca; risorse destinate agli interventi di sostegno della ricerca.

Le posizioni politiche

I cinque stelle si opponevano al decreto (da qui la formula del salvo intese per la sua approvazione), ritenendolo una sorta di condono e chiedevano un irrigidimento delle prove sia per  il PAS che per il concorso straordinario.

In particolare, il Movimento 5 stelle richiedeva che la maggiore selezione per il PAS potesse riguardare uno sbarramento iniziale, con prova d’esame e selezione simile ai TFA o alle vecchie SSIS. Sul concorso, invece, la richiesta era di prove che non fossero semplificate trasformandole in una formalità, ma che fosse semplificato semplicemente il percorso.

Il ministro Bussetti, invece, lo riteneva un provvedimento “che guarda al bene del sistema di istruzione del Paese. Un atto necessario per garantire la stabilità dell’insegnamento nelle nostre scuole, ridurre il precariato e fornire servizi efficienti agli studenti e alle famiglie”. Anche il senatore leghista Pittoni, presidente della Commissione Cultura di palazzo Madama, puntava sulla pubblicazione del decreto, tanto da inviare un appello esplicito al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Le posizioni sindacali

I sindacati che avevano applaudito avevano applaudito all’approvazione del decreto scuola nel consiglio dei ministri del 6 agosto erano tornati sul piede di guerra, non nascondono i timori che il lavoro svolto possa venire annullato. Infatti non più di cinque giorni fa, i cinque sindacati firmatari dell’accordo che è era alla base del decreto hanno inviato un appello al presidente Conte invitandolo ad avere senso di responsabilità e dare seguito al testo. Non di minor tono è stata la posizione del sindacato Anief, secondo il quale la scuola ha bisogno di certezze e non può essere terreno di scontro o momento di propaganda elettorale.

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Fonte Orizzonte Scuola

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