Coordinamento Abilitati TFA: dove sono i sindacati per noi?

E i sindacati non dissero nulla in nostra difesa.

Poi cadde il governo e il nuovo ministro pensò bene di eliminare la dicitura “su fabbisogno” dal decreto per poterne emanare un altro che bandiva un Percorso Abilitante Speciale, senza prove di accesso e senza tirocinio in classe, per i docenti con 36 mesi di servizio che non avevano voluto affrontare o non avevano superato quelle per il TFA. Questo ha comportato un aumento considerevole dei docenti abilitati, rendendo più complessa la possibilità di accedere al ruolo.

E i sindacati tacquero.

Nel frattempo, poi, è stato bandito un secondo ciclo di TFA senza tener conto delle previsioni di fabbisogno fatte quando fu bandito il primo, andando ulteriormente a ingrossare le fila dei docenti abilitati… il tutto senza che ci fosse un corrispondente aumento di cattedre.

E i sindacati non si espressero.

Inoltre, beffa nella beffa, con il piano assunzioni straordinario della “Buona Scuola”, non solo vennero assunti molti colleghi che non avevano mai neanche visto una classe dopo il diploma, ma anche diversi colleghi che avevano congelato la SSIS e avevano frequentato il TFA con noi, quindi seguendo lo stesso identico percorso formativo e affrontando la stessa prova finale (e cioè la presentazione di una tesi di tirocinio e di una lezione in presenza di un funzionario USR) sono stati immessi in ruolo.
A quel punto, noi abilitati TFA abbiamo giustamente chiesto perché loro sì e noi no, visto che quella con valore concorsuale era la prova finale, esattamente identica, ma ci venne risposto che per noi l’abilitazione non bastava, le selezioni superate non erano sufficienti, dovevamo superare anche un concorso!

E i sindacati? Non pervenuti…

Il concorsone 2016, riservato solo sulla carta a noi abilitati, viste le numerose immissioni con riserva, si è rivelato sin da subito un disastro tra commissioni fantasma, griglie di valutazione inesistenti, latitanza da parte sia degli USR che dello stesso MIUR e altre problematiche di varia gravità, in diversi hanno avuto difficoltà ad affrontare serenamente e a superare le prove, con l’ulteriore presa in giro che i ricorsisti non abilitati hanno potuto affrontarle anche un anno dopo ritrovando allo scritto le stesse identiche domande.

E i sindacati non solo non hanno mosso un dito, ma sono stati addirittura loro a promuovere i ricorsi che hanno consentito l’accesso dei non abilitati.

Per cercare di porre rimedio alle infinite ingiustizie del concorsone, si sono inventati il transitorio, un concorso non selettivo con sola prova orale, che però sta mostrando problematiche e difficoltà anche maggiori di quelle del concorsone 2016, tanto che in diverse regioni è ancora in corso.

E i sindacati si dicono tranquilli e sicuri che sia tutto a posto, che siamo sistemati, che non ci sia bisogno di intervenire… anzi, promuovono ricorsi su ricorsi per far accedere i non abilitati anche al transitorio e che sollevano dubbi sulla sua costituzionalità.

Il nuovo governo, per ovviare a tutte le problematiche legate al precariato nella scuola, pensa bene di indire un concorso per i docenti non abilitati con servizio, i cosiddetti docenti di terza fascia, e i neolaureati. Apriti cielo! I colleghi non accettano di affrontare una selezione, figuriamoci con dei neolaureati, nonostante l’ipotesi di prevedere quote d’assunzione riservate.

E i sindacati si sollevano, indicono uno sciopero generale e aprono trattative con il MIUR in cui viene proposto un doppio canale di assunzione: da una parte un concorso senza preselettiva e dall’altra un PAS non selettivo che consenta l’ingresso in una graduatoria per l’accesso diretto al ruolo…

COSA?!?

I sindacati hanno tradito quella che dovrebbe essere la loro vocazione, cioè la difesa e la tutela di TUTTI i lavoratori, ci hanno ignorato e mentito, ci hanno dimenticato, ci hanno scavalcato e umiliato: questo unicamente perché hanno preferito tutelare solo una categoria di docenti in virtù del mero numero e non in base ai meriti, o c’è dell’altro? E il governo perché è disposto a scendere a patti e a concedere qualcosa che ha sempre detto essere impossibile? Stanno barattando il nostro futuro e le nostre vite solo per impedire uno sciopero in prossimità delle elezioni, o vogliono indorare la pillola per far passare norme altrimenti impopolari? Cosa ci stanno nascondendo? Perché rifiutano di ascoltare le associazioni di categoria come il Coordinamento Nazionale TFA? E perché giornali e giornalisti tacciono e non approfondiscono queste irregolarità?
A questo punto noi del Coordinamento Nazionale TFA, in rappresentanza e in difesa degli abilitati TFA e a tutela del titolo così duramente acquisito, non sentendoci più rappresentati da alcun sindacato o da alcun politico, diciamo

BASTA!

Se una simile proposta dovesse passare, se a docenti che hanno rifiutato qualunque forma di valutazione, sia sulle conoscenze che sulle capacità didattiche, dovesse venire concesso l’accesso al ruolo che a noi è stato sempre negato con forza da tutti i governi che si sono succeduti, nonostante tutte le selezioni superate e gli anni di servizio accumulati, non avremo altra scelta che adire alle vie legali per chiedere:

1- Il rimborso di tutte le spese sostenute per i corsi abilitanti;
2- Il riconoscimento di tutti i danni morali e materiali causati dai continui cambi di rotta;
3- L’accesso diretto al ruolo che ci sarebbe spettato dall’inizio.

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Fonte Orizzonte Scuola

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