Condannato per ciò che è, non tanto per ciò che ha fatto

«Le critiche e le disapprovazioni – scrive Maurizio Trezzi, a proposito della triste vicenda della Ferrari posteggiata a Milano sul parcheggio per disabili, con successiva aggressione verbale nei confronti del padre di un ragazzo con disabilità – sono particolarmente dure, soprattutto perché il protagonista in negativo è ricco, residente in Svizzera e ostentatore sfacciato della sua bella vita. Viene quindi criticato per quello che è, e non tanto per quello che ha fatto. Assai scarsa, invece, appare la considerazione con cui viene commentata la vicenda, guardata nell’ottica della vittima»

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