Concorso straordinario secondaria, docenti paritarie devono partecipare. Lettera

Lettera

PARS DESTRUENS:

Premessa 1)
L’Italia è una democrazia rappresentativa.

Chi ha rappresentato i docenti delle scuole paritarie? I sindacati seduti al tavolo delle trattative non risulta abbiano avanzato le nostre istanze e difeso i nostri diritti; né con il governo giallo-verde né, ad oggi, con il governo giallo-rosso.Lo stesso dicasi in relazione agli esponenti del Miur.
Si tratta di un decreto cosiddetto salva precari. Noi siamo precari storici, con 36 mesi e più di servizio alle spalle. Al tavolo delle trattative non era fisicamente presente nessuno di noi (dove sta la democrazia?) né alcuno che ci rappresentasse (dove sta la rappresentatività)?

Premessa 2)
La legge del 10 marzo 2000, art. 1, recita: il sistema nazionale di istruzione […] è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie […];art.3: Le scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico […]

I docenti delle paritarie (e dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, IeFP) lavorano in strutture inserite nel sistema scolastico nazionale, acquisiscono in graduatoria di istituto punteggio analogo ai colleghi della scuola statale, rilasciano i medesimi titoli di studio, insegnano ed educano come i docenti delle scuole di stato, etc.
Il decreto salva precari, nella sua forma attuale approvata in CdM, sconfessa la parità stabilita chiaramente dal legislatore.

Premessa 3)
Affidandosi ora ad un principio di banale rigore logico…

Perché, ipoteticamente, un docente che lavora da sei anni, supponiamo, nelle paritarie (con servizio totalmente prestato in queste scuole o servizio misto) dovrebbe essere “scavalcato” da un collega che lavora da tre anni (che peraltro non occorre affatto siano completi) nello stato?
Si obbietterà che vi sono scuole paritarie non “serie”, ovvero istituti che non pagano i docenti e assumono gratuitamente dietro il ricatto del punteggio in graduatoria. Bene: si verifichino regolarità dei contratti, contributi e buste paga. A seguire si chiudano quel genere di istituti che risultassero irregolari, dunque non parificati. Si escludano dallo straordinario solo quei docenti che abbiano prestato servizio in quel genere di strutture.

Premessa 4)
Principio temporale.

Perché non procedere dapprima alla stabilizzazione delle decine di migliaia di precari storici che attendono il ruolo da anni? Perché riservare a costoro solo 24.000 posti, per giunta discriminando, agendo in modo anticostituzionale e prestando il fianco a ricorsi che rallenterebbero i lavori e costituirebbero esborsi per lo Stato?

Queste sono solo alcune delle questioni.

PARS CONSTRUENS:

Proposte:
1) Straordinario per 48.000 precari storici. Nessuno escluso tra i docenti che abbiano maturato 36 o più mesi di servizio nelle scuole afferenti al sistema scolastico nazionale. Chi rientrasse nei primi 55 mila in cattedra dal 20-21. Chi non rientrasse acquisirebbe abilitazione ed ingresso nella seconda fascia di istituto. Naturalmente il docente della paritaria potrebbe decidere, una volta abilitato, di rifiutare il ruolo. Così come il docente con servizio misto, o solo statale, potrebbe valutare, perché no, di non accedere al ruolo nello stato ma, da abilitato, di inserirsi in una paritaria.
Esaurite le graduatorie (o quando si stessero ultimando) si procederebbe poi ai concorsi ordinari, banditi sulla base delle specifiche necessità che si presentassero annualmente.

In alternativa:
2) Assunzione a scorrimento dalle graduatorie di istituto di terza fascia, dopo aver esaurito quelle di seconda. A seguire percorso abilitante presso la scuola dove si sostiene il primo anno di prova.

Sono un docente. Insegno, educo. È possibile dialogare con il Miur?

In attesa di risposte, docente precario storico ad oggi escluso dall’accesso al concorso straordinario

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Fonte Orizzonte Scuola

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