Concorso straordinario, ingiusta esclusione docenti paritarie per i 24000 posti. Lettera

Lettera

Infatti, secondo l’emendamento approvato, i suddetti docenti potranno partecipare al concorso straordinario “ai soli fini dell’abilitazione” previo superamento della prova con 7/10. Questo risultato per i sindacati è stato un successone ed effettivamente lo è se pensassimo al fatto che inizialmente i docenti con almeno 3 anni di servizio nella paritaria non potevano partecipare neppure ai soli fini abilitativi.

Eppure, valutando attentamente la situazione, l’emendamento proposto dal governo giallo- rosso non è una soluzione efficace, bensì un contentino finalizzato solo a illudere i docenti con almeno 3 anni di servizio nella scuola paritaria discriminati e considerati di fascia B rispetto ai colleghi che per fortuna e per opportunità di scelta hanno avuto l’occasione di lavorare nella scuola statale, anche in maniera discontinua.

Pertanto, la presente è una petizione rivolta al Ministro dell’Istruzione Fioramonti e al sottosegretario Azzolina affinché siano rivalutati gli emendamenti finora approvati con il fine di far partecipare i docenti
con almeno 3 anni di servizio nella scuola paritaria al concorso straordinario per le stesse finalità previste per tutti i docenti della scuola statale. I docenti delle paritarie sono come tutti gli altri.

Prima di passare in rassegna le ragioni che dimostrano perché i docenti con servizio nelle scuole paritarie hanno diritto a partecipare al concorso straordinario docenti per le stesse finalità previste per gli altri
colleghi, è opportuno ricordare da chi è composta questa categoria di insegnanti tanto discriminata.

I docenti con almeno 3 anni di servizio nella scuola paritaria sono coloro che dopo essersi laureati, non hanno avuto l’opportunità di inserirsi subito nelle graduatorie di istituto di terza fascia, perché queste si
aprono ogni triennio. I docenti con almeno 3 anni di servizio nelle scuole paritarie, così come molti colleghi con servizio statale, sono coloro che non hanno avuto l’opportunità di abilitarsi né con il TFA né con il PAS in quanto nel nostro Paese, come è ben noto, non esiste un sistema di formazione e reclutamento del corpo docente regolare così come, invece, accade in molti altri Paesi dell’UE dove esiste un sistema di abilitazione regolare. I
percorsi abilitanti all’estero vengono aperti ogni anno e il requisito di accesso è la laurea.

I docenti con servizio nelle paritarie sono anche coloro che, pur essendosi inseriti nelle graduatorie di istituto di terza fascia, hanno ricevuto poche proposte di lavoro dalla scuola statale e quando le hanno ricevute, pur avendo dato la disponibilità per “l’eventuale stipula di un contratto a tempo determinato”, non hanno ottenuto la supplenza proposta perché assegnata a chi nella graduatoria aveva una posizione migliore e un punteggio maggiore.

Tuttavia, bisogna sottolineare che i docenti delle scuole paritarie sono da ammirare perché piuttosto che stare a casa nell’attesa della tanto agognata supplenza statale (spesso assegnata ad altri anche per favoritismi di cui chi non ha le “mani in pasta” non viene a conoscenza in tempo utile per fare ricorso, come è successo a me per ben 4 volte), piuttosto che stare a casa dedicandosi a lavoretti a nero (che sono il cancro dell’ economia statale), o piuttosto che stare a casa ad aspettare un qualche reddito di cittadinanza
per farsi mantenere dai lavoratori onesti, hanno presentato curricula e fatto colloqui per trovare lavoro in quanto per essi l’acquisizione di esperienza in classe è una priorità e un valore a cui credono. Le conoscenze acquisite dalla lettura di manuali di metodologie didattiche, pedagogiche e psicologiche, infatti, non hanno efficacia senza l’esperienza diretta sul campo, cioè in classe. E ogni esperienza è preziosa e buona, pertanto va valorizzata, non penalizzata.

I docenti con servizio nelle scuole paritarie sono quegli stessi che in un triennio non sempre hanno ricevuto una convocazione e di conseguenza non sono stati assunti con contratto a tempo determinato, poi però cambiando regione, provincia, istituti hanno avuto qualche opportunità in più e adesso stanno lavorando. Tra questi c’è chi ha un anno di esperienza nella scuola statale, chi ne ha due, chi sta facendo il terzo.

Vero è che, così come stanno le cose attualmente, pare che i docenti con servizio nelle paritarie avranno la grazia di partecipare al concorso straordinario anche se con servizio misto, vale a dire, per esempio, con 2
anni nella paritaria e 1 nella statale, oppure con 2 nella statale e 1 nella paritaria, ma AI SOLI FINI DELL’ABILITAZIONE, NON PER I 24000 POSTI!!!
Alcuni docenti potrebbero anche avere 4, 5 anni di servizio nella scuola paritaria e 1 o 2 nella scuola statale, il che comporta che questi docenti della paritaria hanno più esperienza dei colleghi che hanno prestato 3 anni di servizio nella scuola statale, per cui a maggior ragione ai docenti delle paritarie dovrebbero essere date le stesse opportunità degli altri colleghi: farli partecipare al concorso per i 24000 posti che saranno banditi, oltre che per l’abilitazione.

Tra l’una e l’altra categoria di docenti non c’è differenza. Anzi, è proprio sbagliato parlare di categorie. Eppure l’emendamento approvato dal governo giallo- rosso non permette di fare in maniera differente,
giacché esso autorizza nel nostro Paese una grave discriminazione dei docenti con servizio nelle paritarie e alimenta nel contempo una guerra tra poveri affamati di lavoro.

Come i docenti con almeno 3 anni di servizio nella scuola statale, quelli con almeno 3 anni nelle paritarie:

1. hanno svolto ore ed ore di servizio nelle scuole, che del resto sono riconosciute dallo Stato;

2. hanno partecipato a consigli di istituto, collegi dei docenti, consigli di classe e scrutini;

3. hanno elaborato piani didattici annuali, PDP, relazioni;

4. hanno assunto incarichi di coordinatori e segretari di classe, senonché hanno svolto la funzione di tutor dell’alternanza scuola lavoro (oggi PCTO);

5. hanno accompagnato agli esami di Stato studenti il cui diploma, come stabilisce la Costituzione italiana, è riconosciuto dallo Stato ed è pari a quello delle scuole statali anche ai fini di partecipazione ai concorsi pubblici;

6. hanno prestato servizio in maniera continuativa nel corso dello stesso anno;

7. hanno prestato servizio per almeno 3 anni nelle classi di concorso specifiche;

Detto ciò, è giusto ritornare su alcuni punti. Partiamo dal numero 5. La Costituzione della Repubblica italiana ribadisce che le scuole paritarie sono alla pari di quelle statali, per cui chi consegue il diploma nella
scuola paritaria può regolarmente partecipare ai concorsi pubblici come gli alunni che hanno conseguito il diploma nella scuola statale. Dunque, se ad accompagnare gli studenti delle paritarie agli esami di Stato sono i docenti, perché il loro servizio viene considerato inferiore a quello dei colleghi della scuola statale? I docenti delle paritarie, dopo avere valutato la classe, non hanno forse adoperato le stesse metodologie, gli stessi mezzi e strumenti scelti dai colleghi della statale affinché gli alunni superassero con successo l’esame di Stato? Perché il servizio dei docenti delle paritarie dall’attuale governo viene considerato insufficiente per partecipare al concorso per i 24000 posti? Qual è la colpa di questi docenti? Il fatto di avere prestato
servizio nelle scuole paritarie non può essere una lettera scarlatta sul percorso lavorativo di questa categoria. Ciò che conta davvero, infatti, non è dove sia stato prestato il servizio, ma il risultato del concorso.

Ritornando al punto 7, invece, va segnalato il fatto che al concorso straordinario potranno partecipare per i 24000 posti anche i docenti con almeno 3 anni di servizio misto nella scuola statale. Si tratta dei docenti
con servizio su sostegno e sulla classe specifica di concorso. Se ad esempio un insegnante ha 2 anni di servizio statale sul sostegno e almeno 1 sulla classe di concorso specifica, allora questi potrà partecipare al concorso per la classe di concorso specifica, e per i 24000 posti. Eppure tale servizio è esiguo. Infatti, vale di più 1 anno di servizio statale su classe specifica? Oppure il servizio di almeno 3 anni nelle paritarie? E visto che ci sono docenti con servizio misto nelle paritarie e nello statale per un totale di 3 anni, perché questi come gli insegnanti di sostegno non possono partecipare per i 24000 posti? Il servizio su sostegno non è paragonabile a quello specifico su classe di concorso. Per il sostegno si devono adottare metodologie ben diverse da quelle applicate per alunni che non hanno particolari esigenze. Un anno di servizio su classe specifica allora è non è sufficiente per partecipare al concorso per i 24000 posti? Allora, se lo è per i docenti con 2 o 1 anno di servizio su sostegno e 1 o 2 su classe di concorso specifica, lo deve essere anche per gli insegnanti con almeno 3 anni di servizio misto tra paritario e statale!!!

Infine, si precisa che tra i docenti che hanno prestato servizio nello statale, ci sono quelli che per un anno hanno lavorato, ad esempio, 2 mesi per 6 ore a settimana in una scuola, 21 giorni in un’altra scuola, durante l’anno successivo magari 5 mesi in una scuola ecc…insomma si tratta di docenti che hanno lavorato in maniera discontinua. Eppure, uno dei capisaldi della didattica è la continuità. Essa è costruttiva tanto per l’alunno quanto per il docente che giorno dopo giorno conosce meglio la propria classe e riesce a
progettare un lavoro sistematico e significativo. Vero è che l’esperienza merita di essere valorizzata, anche la più piccola e breve. Però, visto che il governo giallo- rosso è disposto ad ammettere al concorso straordinario per i 24000 posti i docenti che hanno il servizio discontinuo, purché sia statale, perché l’esperienza di chi ha lavorato nelle paritarie, magari in maniera continuativa, non deve essere valorizzato?

Noi docenti delle paritarie con almeno 3 anni di servizio chiediamo il perché di quest’ingiustizia. Il sottosegretario all’istruzione Azzolina ha più volte detto che questo governo vuole evitare i ricorsi scolastici, eppure questa scelta di escludere i docenti con 3 anni di servizio nelle paritarie dal concorso straordinario per i 24000 posti lascia pensare il contrario.

Non è vero che i docenti delle paritarie potranno partecipare al concorso straordinario. Quella dell’abilitazione è solo un contentino illusorio.
I docenti delle paritarie che ancora non hanno 180 giorni di servizio x 3 nello statale non sono figli di un dio minore. Hanno pure esperienza di almeno 3 anni, seppure nella scuola paritaria, e sono figli dello stesso Stato, uno Stato che per i cittadini ha l’obbligo di essere come un padre. Può un padre dar di più ad alcuni figli e meno ad altri? Sarebbe un patrigno!

Il precedente governo, con la Lega all’istruzione, aveva proposto i PAS per tutti i docenti con 3 anni di servizio, sia statale che paritario, cosa giusta, perché avrebbe snellito le graduatorie di terza fascia e avrebbe dato maggiori opportunità a tutti quelli che lavorano da anni.

Voi che avete succeduto quel governo non deludeteci. Consentite ai docenti con 3 anni di servizio nella paritaria di partecipare al prossimo concorso straordinario come chi ha il servizio nello statale, per ambire a uno dei 24000 posti. Dateci le stesse opportunità!

L’articolo Concorso straordinario, ingiusta esclusione docenti paritarie per i 24000 posti. Lettera sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Leggi Tutto

Fonte Orizzonte Scuola

Powered by WPeMatico

Facebook Comments

os_admin

Related Posts

Sgambato (PD): i genitori iscrivano i figli in base alle loro attitudini

Commenti disabilitati su Sgambato (PD): i genitori iscrivano i figli in base alle loro attitudini

Didattica a distanza, Proteo: per 36% studenti positiva, ma 43% ha nostalgia scuola

Commenti disabilitati su Didattica a distanza, Proteo: per 36% studenti positiva, ma 43% ha nostalgia scuola

Sindacati: sui precari accordo inadeguato. Proclamato stato di agitazione

Commenti disabilitati su Sindacati: sui precari accordo inadeguato. Proclamato stato di agitazione

Dad, psicologo: ragazzi hanno scoperto creatività, a settembre non possono trovare la stessa scuola

Commenti disabilitati su Dad, psicologo: ragazzi hanno scoperto creatività, a settembre non possono trovare la stessa scuola

Coronavirus, ultime novità: a Napoli scuole riaperte il 2 marzo, su riapertura in Veneto e Lombardia si decide nel weekend. AGGIORNAMENTO

Commenti disabilitati su Coronavirus, ultime novità: a Napoli scuole riaperte il 2 marzo, su riapertura in Veneto e Lombardia si decide nel weekend. AGGIORNAMENTO

Supplenze: da settembre 2020 prima ai docenti di ruolo e poi ai precari [AGGIORNATO]

Commenti disabilitati su Supplenze: da settembre 2020 prima ai docenti di ruolo e poi ai precari [AGGIORNATO]

Aumenti stipendiali. Alla fine i sindacati diranno “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”. Lettera

Commenti disabilitati su Aumenti stipendiali. Alla fine i sindacati diranno “meglio l’uovo oggi che la gallina domani”. Lettera

Verducci (PD): Italia non vive con scuole chiuse. Per riaprire in sicurezza servono risorse importanti

Commenti disabilitati su Verducci (PD): Italia non vive con scuole chiuse. Per riaprire in sicurezza servono risorse importanti

Sciopero clima, USB: no assenze giustificate, tolgono possibilità di protesta

Commenti disabilitati su Sciopero clima, USB: no assenze giustificate, tolgono possibilità di protesta

TFA sostegno, nessuno sconto alle selezioni per laureati con 24 CFU. Sentenza TAR

Commenti disabilitati su TFA sostegno, nessuno sconto alle selezioni per laureati con 24 CFU. Sentenza TAR

Boom di cattedre vacanti dopo le festività: ecco i motivi. Voglioinsegnare.it

Commenti disabilitati su Boom di cattedre vacanti dopo le festività: ecco i motivi. Voglioinsegnare.it

TFA sostegno, partecipano anche docenti di ruolo fuori sede ma devono competere con laureati

Commenti disabilitati su TFA sostegno, partecipano anche docenti di ruolo fuori sede ma devono competere con laureati

Create Account



Log In Your Account



Vai alla barra degli strumenti