Concorso dirigenti scolastici, del bando nessuna notizia. Anief: il prossimo anno 2500 scuole senza preside

“Sono molteplici le procedure per condurre in porto questo atteso corso-concorso DS, come, ad esempio, quella del tutto nuova, relativa alle commissioni e alle sottocommissioni, diverse nelle fasi del concorso”, scrive ancora la rivista specializzata. “Questo corso-concorso DS è diviso in due parti. La prima è una fase ordinaria, consueta: preselezione, prova scritta e prova orale con graduatoria di merito conclusiva. Per questa prima fase è prevista una commissione e sottocommissioni ogni 250 candidati presenti allo scritto (stimate in 31-32). Conclusa questa prima fase, approvata la graduatoria di merito (voto dello scritto, voto dell’orale e punteggio dei titoli) la commissione e le sottocommissioni tornano a casa, perché hanno esaurito il loro compito”.

“La seconda fase del concorso riguarda il corso di formazione e il tirocinio, con prova scritta finale di carattere teorico-pratico prima di concludersi con il colloquio finale. E in questa fase conclusiva è prevista una nuova commissione composta da soggetti diversi da quelli della commissione della prima fase. Nuovi membri anche per le sottocommissioni previste una ogni 250 candidati (stimate in circa dieci). Due commissioni madri e oltre 40 sottocommissioni con logiche valutative forse diverse. Potrebbe ripresentarsi anche il problema dei compensi per i commissari e del mancato esonero dal servizio che aveva rallentato notevolmente l’avvio dei lavori del concorso docenti 2016”. Dinanzi a tutto questo, dunque, “il traguardo del 1° settembre 2018 rimarrebbe un sogno”.

Se la corsa contro il tempo sembrava si potesse vincere quando due settimane fa è stato pubblicato il Regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, oggi si teme di nuovo di non farcela: questo significa che tra meno di 11 mesi, quando partirà il prossimo anno scolastico, gli istituti scolastici senza il proprio capo d’istituto si aggireranno sulle 2.500 (oggi sono quasi 2mila), per effetto dei pensionamenti e dell’ennesimo mancato turn over.

“Ma il danno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – non si limita ai tempi lunghissimi di realizzazione del concorso: si allarga anche ai contenuti del bando in via di pubblicazione. Dal Regolamento, infatti, si evince l’ingiustificata esclusione di tutti i laureati con cinque anni di servizio e anche dei tanti immessi in ruolo, come docente, che per qualsiasi motivo non hanno ancora superato l’anno di prova. Per il sindacato, queste esclusioni in partenza sono illegittime: lo diciamo con cognizione di causa, perché già nell’edizione del concorso a preside del 2011, l’Anief ha vinto ricorso al Tar”.

“Ed è per questo motivo che abbiamo predisposto anche stavolta dei ricorsi specifici, sia per i neo immessi in ruolo nell’anno scolastico 2017/18 come in quelli passati che per qualsiasi ragione non hanno ancora superato l’anno di prova, sia per i docenti precari con cinque anni di servizio svolto, considerando almeno 180 giorni di supplenza per anno scolastico. Ai fini del raggiungimento del quinquennio, per il sindacato valgono anche i periodi svolti nelle scuole paritarie e di dottorato. Tutti gli interessati – conclude Pacifico – possono aderire al ricorso sin da adesso, in modo da permettere loro, come primo obiettivo, la partecipazione alle prove pre-selettive”.

Pertanto, Anief ha impugnato il regolamento dello stesso concorso per dirigenti scolastici, perché il Mur riconosce come utili gli anni di precariato solo se il candidato risulta già in ruolo. Il sindacato ricorre quindi in tribunale contro il D.M. n. 138/17. Viene contestato, in particolare, l’articolo 6 perché non tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato n. 4724 del settembre 2014, attraverso la quale è stato rigettato l’appello del Miur contro alcuni docenti, neo-immessi in ruolo con anni di precariato alle spalle. In precedenza, il Tar Lazio, con la sentenza n. 8086/2013 e la n. 9729 del 16 settembre 2014 ottenuta dai legali dell’Anief, aveva infatti permesso a cento precari di partecipare alla precedente procedura concorsuale: tre di loro oggi sono diventati a tutti gli effetti Dirigenti Scolastici della scuola pubblica.

Per aderire al ricorso c’è tempo sino al prossimo 13 ottobre. Anief ricorda anche ai candidati del concorso del 2011 che è ancora possibile aderire al ricorso ad adiuvandum in Corte costituzionale prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale, sempre tenendo conto del fatto che le possibilità di accedere alle quote di concorso rimangono riservate ai docenti candidati ricorrenti.

Impugnando con Anief l’esclusione dal concorso DS, il docente ricorrente potrà anche avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia – leader educativa affermatasi negli ultimi anni nel settore dei corsi di preparazione ai concorsi, ente riconosciuto dal Miur per la formazione del personale – e partecipare al “Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per Dirigente Scolastico” usufruendo dello sconto Eurosofia dedicato ai ricorrenti Anief. I corsi sono strutturati in presenza e a distanza tramite la piattaforma dedicata on line.

04 ottobre 2017

Ufficio Stampa Anief

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