Concorso Dirigenti Scolastici, come finirà? A tarallucci e vino. Lettera

L’ho letto e mi sento di condividerlo nel suo complesso anche se sento la necessità di fare un’integrazione laddove si dice che…” nessuna azione è stata intrapresa o, per meglio dire, nessuna azione è stata intrapresa nella direzione dei “non ammessi” alla prova orale.”
Dal mio punto di vista c’è molto di più e siccome dallo scorso mese di febbraio ho inutilmente cercato di investire tutte le istituzioni a livello politico, istituzionale, sindacale (ed altro) senza avere risposta, lo faccio in questa sede per l’ultima volta.
I posti messi a concorso inizialmente erano 2416 ed erano stati determinati a norma di legge tenendo conto sia dei posti disponibili al momento dell’indizione del concorso sia dei posti che prevedibilmente si sarebbero resi disponibili nei tre anni successivi (art 2 comma 2 del bando di novembre 2017) e come afferma sia l’art 20 del decreto del 3 agosto 2017 sia l’art. 15 del bando del 23 novembre 2017.
La procedura concorsuale prevedeva il seguente iter:
  • Eventuale prova preselettiva
  • Prova scritta
  • Prova orale
  • Corso di formazione
La prova preselettiva era prevista nel caso in cui le domande di partecipazione avessero superato il triplo dei posti messi a concorso (2416) dopo averlo aumentato del 20%. Quindi (2416+il suo 20%)x3=8700
A fronte di circa 35.000 domande si è fatto ricorso alla prova preselettiva dalla quale i primi 8700 candidati avrebbero dovuto partecipare alla prova scritta.
Dopo lo svolgimento della prova scritta e quella orale, i primi 2900 candidati (cioè 2416 futuri vincitori più il 20%) avrebbero partecipato al corso di formazione al termine del quale sarebbe stata stilata la graduatoria definitiva della quale solo i primi 2416 candidati sarebbero stati dichiarati vincitori di concorso.
Nello scorso gennaio, il Ministero si è reso conto che questa procedura avrebbe portato a tempi troppo lunghi per l’immissione in ruolo dei nuovi Dirigenti e decide di modificare il Bando del novembre 2017 togliendo il corso di formazione accorciando di un anno l’iter concorsuale per poter immettere in ruolo i futuri Dirigenti sin dal prossimo settembre.
In conseguenza di ciò, al fine di evitare ricorsi, ha deciso, con l’articolo 10 del decreto semplificazioni di dichiarare vincitori tutti i 2900 candidati ammessi al corso dirigenziale.
Quindi i posti messi a concorso non sono più 2416 bensì 2900.
(…D.L. 135/2018 – A.S. n. 989
Articolo 10 (Semplificazioni amministrative in materia di dirigenza scolastica)
Al comma 1 si prevede che, in deroga alla procedura ordinaria fissata all’articolo 29 del d.lgs. n. 165 del 2011 ed al successivo D.M. n. 138 del 2017, siano dichiarati vincitori i candidati ammessi al corso di formazione dirigenziale e tirocinio del corso-concorso bandito nel 2017 per il reclutamento di dirigenti scolastici ed assunti secondo l’ordine di graduatoria di ammissione al corso medesimo.)
Alla luce di tutto ciò il calcolo da fare per stabilire il numero di candidati che avrebbero dovuto essere ammessi a partecipare alla prova scritta è il seguente: (2900+ il suo 20%)x3=10440.
  Questo calcolo è fatto in base alla normativa tuttora vigente
 Dal mio punto di vista il Ministero avrebbe quindi dovuto chiamare a partecipare alla prova scritta ulteriori 1500 candidati (circa) abbassando il punteggio di accesso della prova preliminare fino alla posizione 10440 più gli eventuali ex aequo.
 Come dicevo prima ho sollevato questo problema a tutti i livelli istituzionali, sindacali e politici ma come unica risposta ho avuto un silenzio assordante.
 Solo ora i sindacati si accorgono del concorso?
“L’annullamento del concorso per i presidi se confermato è un disastro per la scuola italiana. Duemila scuole rimarrebbero senza dirigenti scolastici”, dice la sindacalista Cgil Roberta Fanfarillo che aggiunge. “Stiamo chiedendo un incontro urgente al ministro Bussetti perché si possa salvare almeno una parte della procedura”. Interviene anche la Uil scuola che, attraverso i propri uffici legali, cercherà di intervenire al fine di tutelare tutti i propri iscritti, sia quelli esclusi dal concorso, che a favore di tutti i candidati che legittimamente hanno superato le diverse fasi concorsuali. “Un vizio di forma travolge il concorso a presidi: il Tar del Lazio rileva un mancato controllo e un difetto di vigilanza che il Miur avrebbe dovuto svolgere. Inizia un calvario giudiziario che vede, sia negli esclusi che nei vincitori di concorso, le vittime di un sistema che mostra, ancora una volta tutti i suoi limiti”, commenta il sindacato. “Chiediamo, però, l’immediato intervento del Ministro e di tutto il suo staff – continua – affinché intervenga per garantire i diritti di tutti i candidati, nessuno escluso.
Fantastica la posizione della UIL che dichiara di voler tutelare tutti i suoi iscritti (sic!) sia gli esclusi sia quelli che hanno superato il concorso: triplo salto mortale avvitato!
Se non ci fosse stata questa sentenza, secondo i sindacati, tutto si sarebbe svolto nella legalità?
 Parafrasando una famosissima canzone del grande Gaber mi verrebbe da dire “perché lo Stato, peggio che da noi, solo l’Uganda…perché non se ne può più
di quarant’anni di governi…incapaci e arroganti” (ho modificato per quieto vivere…)
Cosa accadrà ora? Assolutamente niente, tutto finirà a tarallucci e vino cioè all’italiana ed i vincitori di concorso saranno immessi in ruolo da settembre…come è normale che sia.

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