Concorsi anomali, il paradosso della scuola. Lettera

E puntuale il MIUR non si smentisce: 5000 docenti in meno in fase assuntoria per causa decremento ragazzi (siamo entrati nel risentimento del calo demografico che caratterizza la nostra società da anni), ed un Concorso straordinario bis, chi partecipa se verrà approvato [Nuovo testo, terza versione] : un concorso straordinario ove i docenti per parteciparvi devono essere forniti” del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, oppure diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno una annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali, valutabili come tali ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124 oppure abbiano prestato servizio per almeno un anno scolastico, a qualunque titolo, nelle sezioni sperimentali previste dall’ art. 1, comma 630 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) attivate presso istituzioni scolastiche statali.

Al fine del calcolo del requisito del servizio di cui al periodo precedente, valgono, purché congiunti a servizio prestato nelle scuole statali anche i periodi di tirocinio prestato nello stesso grado di istruzione in regime di convenzione tra Università degli studi e scuole statali”.

Per quanto il secondo punto: dove è la spiacevole sorpresa? Ci si chiederebbe. Semplice: ciò è successivo alla precedente pubblicazione della notizia di un CONCORSO straordinario-bis di pubblicazione di ieri in data 1 Agosto 2019, ove a partecipare sono sempre coloro che hanno 3 anni di onorato servizio, che dovranno affrontare una prova a quiz ed una orale: questa non darebbe se non la tanto agognata abilitazione e inserimento in una graduatoria, non sicurezza di immissione in ruolo.

Ora, ok, va bene tutto, ma secondo me (e credo, senza arrogante presunzione) per tanti altri, nasce spontanea la domanda: e quelli che hanno 20/30 anni di onorato servizio nella Scuola, e che dal 2000 attendono di partecipare ad una sezione concorsuale che li consenta di abilitarLi nelle discipline alle quali e per le quali hanno tanto profuso impegno soggettivo? (è bene ricordare che dal 2000 ogni azione del Governo in merito al come entrare nel mondo Scuola ha sempre e soltanto previsto canali come SIS, FIT, TFA, PAS, e Concorsi vari, solo e soltanto per chi già una abilitazione la aveva conseguita).

Per questi docenti li attende un assegno di circa euro 2500/3000 per partecipare ai prossimi PAS. Bellissimo! Pagare, dopo aver sempre pagato allo Stato abbondantemente le tasse detratte sullo stipendio (quel lordo che non è mail il tanto sognato agnato netto…). Pagare ancora e scusate se gli anni innumerevoli di servizio come docenti vanno a farsi friggere. A me sembra una grande ingiustizia (ergo, stronzata).

Conosco già la risposta: ma tu caro scrivente e quelli come te, siete già di ruolo. Scusate se ABBIAMO SERVITO LO STATO impegnandoci nella formazione e nella informazione su discipline lontane talvolta da quegli studi il cui tempo e denaro oggi continuano ad essere considerati o frutto di raggiungimento personale o carta straccia.

E poi NOI (i docenti ingabbiati) che da 20/30 anni serviamo la Scuola non siamo FONTE ELETTORALE da impiegare e illudere con promesse ai fini di possibili vicine Votazioni Politiche. Noi non costituiamo quel SERBATOIO ai cui attingono e ambiscono sempre tutti gli illusionisti della politica, perché siamo sistemati, non portiamo dunque voti al pozzo, né tanto meno iscrizioni al Sindacato (specie quello Confederale: UIL CISL Snals, venduti da sempre alla politica): ricordo che siamo circa 5000 docenti (sempre voti cmq.)

Non è una questione di meritocrazia, perché in Italia è un vocabolo assente nel vocabolario del Legislatore, ma semplicemente un fatto di equità se non dovuto riconoscimento: ma cosa ci si deve aspettare da Chi decurta lo stipendio e mette in mora per 15 giorni se non di più coloro che nella democrazia che è libertà di pensiero (che non offende certo), ha forse, dico forse, permesso allo stesso pensiero, perché soprattutto giovane e più libero, di confondere se non associare uno stato o sistema di diritto autoritario (totalitario) a quello Stato oggi presente nella espressione del Governo vigente, in particolare di un preciso Soggetto politico… . Forse ora anche io sarò indagato.
Per il primo punto, non comunque marginale: invece di eliminare 5000 assunzioni, perché non diminuire il numero di alunni, e così anche se l’operazione forse richiederebbe maggior spesa, il guadagno sarebbe una generazione futura più realmente preparata in quelle conoscenze apprendimenti e competenze che hanno e che costituiscono il refrain della filosofia Scuola odierna.

Andiamo avanti, come sempre e come da sempre. Fedeli e orgogliosi del nostro ruolo docenti e di quel che possiamo dare con i nostri limiti offrendo il nostro credo che è fiducia speranza certezza costruzione della Società Civile di Domani (a cui talvolta non è dato di parteciparvi anche solo come spettatori per questione di anagrafe).
Noi speriamo che ce la caviamo. Andiamo avanti.

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Fonte Orizzonte Scuola

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