Comunicazione politica: significati e nuovi linguaggi

Le giornate di formazione del 25 e del 26 gennaio 2019 saranno dedicate al tema della “nuova comunicazione politica”, che sarà affrontato durante il Corso “Nuovi linguaggi della Comunicazione politica”, a cura di Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo Reti e Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing Comunicazione e Media, Direttore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media. Interverranno ospiti e professionisti del mondo della politica italiana ed estera, del marketing politico-istituzionale e della comunicazione.

Non è possibile, oggi, dare una definizione univoca di “comunicazione politica”; essa infatti trova origine dall’incontro di varie discipline: la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia, la semiotica, la massmediologia, che insieme alla comunicazione e al sapere tradizionalmente collegato alle scienze della politica, configurano un’area tematica – e conseguenti professionalità – eclettica e dalle molte interpretazioni possibili.

Considerando la comunicazione da un punto di vista pratico, non si possono trascurare i suoi aspetti non verbali e para-verbali: il modo di porsi dinanzi ai cittadini, le strette di mano dopo un comizio, l’impostazione dei manifesti elettorali; questo ha spiegato anche Gianpietro Mazzoleni, docente di Scienze Sociali e Politiche, parlando di “nodo decisivo dell’impatto che la comunicazione ha sulla partecipazione politica, sul voto e sull’opinione pubblica”. L’ulteriore salto verso la comunicazione digitale fa il resto.

La comunicazione politica è dunque “Lo spazio dove tre attori, che hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori” ha affermato il sociologo Dominique Wolton. I tre attori citati sono gli uomini politici, i giornalisti e l’opinione pubblica (anche attraverso i sondaggi). Oggi possiamo senza dubbio aggiungere anche le imprese mediatiche che necessariamente devono “parlare” con la politica, e i new media mobile e social, che ne divengono strumento innovativo.

In Italia, a partire dalla fine del XX secolo, la materia della comunicazione politica è stata interessata dalla cosiddetta par condicio, ovvero una parità per i diversi soggetti politici di accedere ai mezzi di comunicazione di massa. Quali sono oggi gli attori principali? Quali dialogano con quelli tradizionali? Quali i nuovi strumenti? Quanto l’impresa può prestare alla politica del suo marketing e comunicazione? Secondo il modello pubblicistico-dialogico, la comunicazione politica che emerge è fortemente mediatizzata: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi ai flussi già esistenti tra gli altri due attori. I giornalisti e i sempre più numerosi content creator contribuiscono a co-crearla; i cittadini e gli utenti hanno pertanto un ruolo sempre maggiore. Secondo il modello mediatico, invece, i media costituiscono l’attore principale: rappresentano lo spazio in cui pubblici ed elettori si confrontano, pertanto il più importante nella comunicazione. Esso consente l’incontro tra politici e cittadini, anche se questi ultimi possono far sentire la propria voce attraverso vari strumenti: lettere, manifestazioni di protesta, social network, leggi di iniziativa popolare, sondaggi e soprattutto attraverso la scelta del voto. E secondo un nuovo modello “imprenditoriale”, quali ne sono i nuovi protagonisti? Quali i nuovi paradigmi? Quali gli impatti sul rapporto fra politica e società?

Nella serata del 25 novembre si terrà un P.R. dinner in cui relatori, partecipanti e ospiti troveranno spazio per attività di networking.

Destinatari del Corso sono consulenti, professionisti e manager della comunicazione e delle relazioni pubbliche, in organizzazioni profit e non-profit, del settore privato e pubblico, studenti e laureandi nei settori di interesse.

 

Per info: [email protected],it

 

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Fonte Ferpi

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