Comunicazione e informazione al centro di un incontro con Ferruccio De Bortoli

Continua il programma di reading promosso da Ferpi Lombardia dedicato ai temi più critici della professione del comunicatore. Dopo aver analizzato le relazioni speciali tra comunicazione e potere mutuando il libro di Manuel Castells insieme a Stefano Rolando e, con Salvatore Carrubba, aver indagato i meandri più critici della nuova teoria della comunicazione digitale proposta dal filosofo coreano Chul-Han, Ferpi Lombardia si confronta con un grande giornalista sul tema del rapporto tra comunicazione e informazione, partendo dal recente lavoro di De Bortoli “Poteri forti (o quasi)” edito da La Nave di Teseo.

La relazione tra comunicazione e informazione al tempo della post-verità e dei nuovi media saranno al centro del confronto in programma martedì 12 dicembre al Grand Hotel et de Milan, alle ore 18.30, con Ferruccio De Bortoli, oggi presidente di Longanesi e Vidas, per 12 anni direttore del Corriere della Sera, per 4 del Sole 24 ore, per 2 amministratore delegato di RCS Libri. Con l’autore interverranno Alessandro Papini, Università IULM e Delegazione Ferpi Lombardia e Rita Palumbo, Segretario Generale Ferpi. La serata sarà moderata da Elena Salem, giornalista e scrittrice.

“Il libro di De Bortoli è denso di spunti di grande interesse per chi come noi si occupa di comunicazione e relazioni pubbliche – ha chiarito Alessandro Papini, Delegato Ferpi Lombardia presentando l’iniziativa ai soci – essenzialmente perché al centro del testo c’è proprio la comunicazione nella sua declinazione più alta, di servizio e di pubblica utilità. La distanza tra comunicazione e informazione grazie ai nuovi media tende inevitabilmente ad accorciarsi, rendendo sempre più fragili i confini le due professioni. Dal grande tema della post-verità, all’ingresso sempre più massiccio dei nuovi media e degli utenti-comunicatori, ai nuovi modelli di fruizione real-time dell’informazione, fino ai grandi temi dell’etica e della responsabilità nella professione, il testo di de Bortoli offre link che anche in Ferpi siamo abituati a toccare, come dimostra la campagna di valorizzazione della professione #comunicobene, per cui “comunicare bene non è un ordine, ma un dovere professionale che deriva da una scelta consapevole”.

“Anche nell’era degli user generated contents – scrive De Bortoli nel capitolo dedicato alle fake news – il cronista che vede, spiega e interpreta è essenziale a una comunità che voglia vivere solo di verità ufficiali, che voglia preservare il pluralismo anche e soprattutto politico. I limiti possono e devono venire soprattutto dall’autodisciplina dei giornalisti. Le regole sono necessarie, come avviene nella carta stampata, dove le responsabilità di chi scrive è sempre rintracciabile.  Il rispetto degli altri diritti soggettivi sacrosanto. Il diritto all’oblio va, per esempio, in quella direzione. La lotta alle false verità potrebbe essere utilmente condotta – non da impraticabili enti di sorveglianza – ma con un diverso senso di responsabilità dei cosiddettiover the top. È intollerabile che Facebook e gli altri sfuggano ancora a una responsabilità editoriale che si pretende, giustamente, per giornali e televisioni, il cui potenziale informativo è abissalmente inferiore”.

“Il libro di De Bortoli – ha concluso Papini – è un affresco corale sul Paese degli ultimi 40 anni e sugli uomini che ne hanno fatto la storia. Un grande racconto ricco di aneddoti, caratterizzato da una cifra calda e a tratti malinconica rispetto a un passato che pur negli errori del tempo appariva portatore di una comune visione, accompagnato da una quanto mai inaspettata punta di ironica leggerezza che ne rende la lettura agile e in alcuni passaggi addirittura divertente”.

 

 

 

 

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Fonte Ferpi

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