Come faccio a gestire la classe creando esperienze efficaci di apprendimento? Alcuni consigli

Questo è certamente più facile quando gli alunni possiedono un forte grado di motivazione intrinseca: quando viene chiesto loro di ascoltare o di interagire e lo fanno con volontà ed entusiasmo… oppure sono preparati a cooperare con le strategie didattiche dell’insegnante.

Stanno seduti al loro posto, non arrivano in ritardo, si impegnano a lavorare in gruppo, e altre modalità…

Purtroppo è ovvio che nelle nostre realtà scolastiche niente di tutto questo può essere dato per scontato, nonostante la grande esperienza che l’insegnante possa mettere in campo ci sono numerose criticità da affrontare. Lo stimolo all’apprendimento, in una classe ben motivata spesso si genera da solo e, addirittura, gli alunni danno degli input utili all’insegnante che può costruire l’impalcatura didattica con una relativa semplicità.

In realtà in una classe “con maggiori criticità” è l’insegnante che deve fornire la maggior parte degli stimoli. Le lezioni devono essere programmate con estrema accuratezza mentre l’atteggiamento dei ragazzi deve essere gestito in modo efficace. Stiamo parlando dei cosiddetti “comportamenti problema” che  non sono semplicemente un sottoprodotto di una «cattiva» strategia di insegnamento. I comportamenti problema sono molte volte legati alla scarsa motivazione degli alunni rispetto ai processi di apprendimento scolastico. Persino le migliori strategie e le lezioni più accuratamente preparate possono essere sovrastate da alunni scarsamente motivati. Certo, come spesso oggi accade non è facile pensare in termini positivi quando tutto quel che ci circonda appare frustrante. Spesso come docenti vediamo solo un gruppo di ragazzi che urlano distratti…

Gratificare in Positivo Uno dei comportamenti che dobbiamo imparare a gestire è la “gratificazione positiva”; più la situazione è “critica”, più è importante la necessità di gratificare positivamente le risorse che fanno-compiono azioni “attese o desiderate” nel contesto positivo di classe. E’ fondamentale «osservare» il gruppo-classe alla ricerca di segnali positivi da parte degli studenti, più avremo consapevolezza degli atteggiamenti positivi e di quelli negativi. È importante gratificare i comportamenti positivi all’inizio di una lezione che si prospetta difficile altrimenti sarà sempre più complicato  ripristinare l’equilibrio. E’ fondamentale anche far percepire alla classe un clima “verticale” di progresso e lavoro verso obiettivi condivisi e risultati… seppur minimi. Non c’è una sola strategia per educatori efficaci e convincenti. Possiamo essere riservati o estroversi, ma l’importante è la coerenza… ovvero la congruenza fra ciò che si fa e quello che si dovrebbe fare, ossia fra ciò che produce un facile consenso e ciò che il ruolo di educatore impone.

L’insegnante sa benissimo che il “significato” del tempo nella gestione di una classe non è sempre uguale. La fase più importante è proprio lo start della lezione. E’ necessario dimostrare di non avere fretta, gestirlo con calma, perché è qui che si dà il ritmo a tutta le lezione. Le conseguenze potrebbero essere nevrosi, agitazione, ansia e irrequietezza nei ragazzi. Questo è tanto più vero quanto più la classe è stanca o nervosa. Questo momento decisivo deve essere giocato senza errori comunicativi e l’obiettivo deve essere chiaro: partire con una base di ordine minimo reciproco rispetto. E’ ovvio che successivamente si possono negoziare le attività e gli obiettivi.

La Comunicazione in classe è un’arma “strategica” in quanto attiva ben due codici: quello della lingua e quello del linguaggio non verbale. Infatti la gestualità e tutto il linguaggio del corpo acquistano un senso solo in interazione con gli altri due canali, verbale e para-verbale. Tra gesti e parole, perché la comunicazione funzioni, ci deve essere congruenza: ad esempio gesti brevi e rapidi accelerano il discorso e stimolano le emozioni, mentre gesti lenti e posati lo rallentano e armonizzano. Insomma, la comunicazione deve essere congruente, ci deve essere cioè corrispondenza fra quello che diciamo e come lo diciamo e, chiaramente, con il nostro comportamento…

Nella gestione di una classe ricordiamo sempre che:

  • La relazione educativa è mediata dalla rappresentazione che gli alunni si auto-creano dell’insegnante. Questa immagine si crea in tempi molto brevi e quindi sono cruciali le fasi di start del rapporto.
  • Non c’è una sola strategia per essere autorevoli. L’autorevolezza nasce da una miscela positiva che si compone di molti fattori: temperamento, autostima, fattori ambientali, coerenza, preparazione, intelligenza emotiva.
  • Gli errori comunicativi insiti al nostro modello relazionale possono ostacolare la relazione educativa. E qui serve una attenta auto-osservazione … questo potrebbe consentirci di migliorare
  • L’ascolto, sia attivo sia passivo, è determinante non solo per mettere a fuoco e risolvere problemi di comunicazione con i ragazzi e anche per fornire un modello nell’affrontare i problemi di comunicazione
  • È fondamentale cercare di comprendere come siamo “visti” dai nostri alunni

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