Come avviene un blitz anti droga nelle scuole

Quotidiano.net ha intervistato in merito il dirigente del Servizio centrale operativo della polizia, il dottor Luigi Bovio.

Spaccio a scuola e attività di prevenzione

Il dottor Bovio ha delineato dapprima un quadro del consumo e dello spaccio nelle scuole secondarie di secondo grado, affermando che il fenomeno riguarda sia il rampollo della famiglia di professionisti sia il 13enne dell’estremo Sud. 

Lo spacciatore, afferma Bovio, è un ragazzo che va in classe procurandosi la droga all’esterno. Poi, può venderla direttamente nei corridoi dell’istituto o fare da intermediario e mettere in contatto lo spacciatore con il baby compratore fuori dalla scuola.

Il dirigente del Servizio centrale operativo della polizia ha poi evidenziato che, negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno incrementato le attività di prevenzione, insieme ad esperti quali psicologi e pedagogisti.

Blitz anti droga nelle scuole

Il dottor Bovio ha poi illustrato come avvengo i blitz antidroga a scuola, che sono oggetto di specifici protocolli.

I blitz scattano nel momento in cui vi sono notizie confidenziali o segnalazioni di spaccio tra minori e sono sempre concordati con il dirigente scolastico e il provveditorato (ufficio scolastico provinciale).

Gli agenti operano in modo soft, in quanto si ha a che fare con minori e si utilizzano i cani.

Non si tratta, però, evidenzia Bovio della classica retata anni ‘80: non irrompiamo tra i banchi. Si fanno uscire i ragazzi dall’aula, sono minorenni tutelati dalla legge.

Blitz già alle elementari e medie? Se la situazione lo richiede si fanno, ma dev’essere un’estrema ratio.

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Fonte Orizzonte Scuola

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