Collana 180. Archivio critico della salute mentale

libri_da_leggereÈ trascorso più di mezzo secolo dall’avvio dei primi cambiamenti nelle grandi istituzioni manicomiali. Un tempo ormai storico che oggi pretende un attento lavoro di rivisitazione, sistematizzazione, riproposizione critica di temi, materiali e documenti che raccontino di quei cambiamenti e di quanto hanno prodotto e producono nell’attualità delle pratiche e della ricerca intorno alla questione psichiatrica e della salute mentale.

Dopo anni di disattenzione, luoghi comuni e polemiche, tanto aspre quanto superficiali, sembra si possa riaccendere un interesse reale e autentico. Il trentennale della legge 180 ha ridato voce alla questione e alcuni eventi culturali di grande impatto comunicativo hanno incuriosito un numero impensabile di persone, fra cui tantissimi giovani*. Oggi il lavoro di Basaglia, e più in generale della deistituzionalizzazione, viene inserito nei programmi di insegnamento delle facoltà di psicologia, scienze dell’educazione, filosofia, sociologia, scienze sociali, antropologia e infermieristica, diventando oggetto di tesi e approfondimenti. Cresce inoltre il numero di studenti, giornalisti e ricercatori interessati a informazioni, libri e documenti intorno a quella che forse è stata la più decisa e perdurante riforma avvenuta in Italia nel secondo dopoguerra. Tuttavia, la mancanza di testi e ricerche sistematiche che diano conto di quegli anni è quanto mai evidente e a rimanere delusi sono soprattutto i giovani.

A Trieste, come in altri luoghi di buone pratiche, siamo ancora impreparati. Più o meno di proposito, continuiamo a rispondere con l’adagio basagliano: «vieni e vedi».

Eppure molto in questi anni è stato scritto e pubblicato. In più territori abbiamo provato ad affrontare la questione. Con tagli diversi (scientifico, divulgativo, filosofico, giornalistico, letterario) e obiettivi talvolta discordanti, sono state avviate iniziative editoriali e pubblicazioni puntiformi dovendo alla fine ammettere di aver spesso fallito.

Le ragioni sono diverse: da un lato la vastità dei processi di cambiamento e i numerosi ordini di discorso che attraversa; dall’altro il fatto che il carico e l’impegno quotidiano richiesto da tali processi ha distolto molti operatori dal lavoro di ricerca e dalla produzione letteraria. Il clima di tensione e di conflitto che ha accompagnato la legge 180 ha fornito un alibi alle consapevoli disattenzioni delle riviste scientifiche e della psichiatria accademica di fronte a quei fenomeni che si presentano come antagonisti e critici dei saperi e degli interessi sostenuti proprio da quelle stesse psichiatrie. Continuano a essere imperdonabili le lentezze del Ministero della Salute e di tutti i governi che si sono succeduti, i quali hanno investito poco o nulla nella ricerca e nella valutazione dei tumultuosi cambiamenti di quegli anni e ancor meno nella diffusione delle esperienze innovative, delle buone pratiche, delle sensate organizzazioni.

Da quegli inizi, la mancanza di continuità volta allo studio, all’analisi, alla definizione e alla ricerca intorno a questo cambiamento che anche altri definiscono epocale, appare sempre più profonda. Non solo per chi vuole sapere, ma prima ancora per quanti, impegnati oggi in questo lavoro, vedono disperdersi il valore di quanto producono e crescere il rischio di stallo, autoreferenzialità e isolamento. Per chi lavora nell’ambito della salute mentale è diventato molto difficile rispondere alle domande sempre più precise che giungono dalle famiglie, dalle associazioni, dagli stessi cittadini che vogliono rendersi più partecipi ed esperti, e dal mondo della formazione e della cooperazione sociale.

Raccogliere queste domande vuol dire accettare una scommessa. Non facile. Vuol dire mettere in campo le sinergie, le risorse e le intelligenze di amministratori, operatori, associazioni, intellettuali, cooperatori sociali, familiari e tanti cittadini. La collana editoriale 180 vuole riconoscere le tante cose che in questi anni sono avvenute. Muove i suoi primi passi da Trieste per percorrere la vasta rete delle buone pratiche, incontrare la storia del cambiamento delle singole persone e raccontare le straordinarie imprese sociali che si sono sviluppate intorno alla questione psichiatrica.

La collana si articola intorno a 4 grandi aree tematiche: NarrazioniRiproposteAttualitàTraduzioni.

La sezione Narrazioni presenta storie di persone, di esperienze collettive, di guarigione, ma anche racconti e romanzi che si costruiscono intorno al disagio e alla malattia.

Le Riproposte mettono a disposizione dei lettori i testi che hanno avuto un ruolo importante nei processi di cambiamento e che oggi riteniamo debbano essere conosciuti e studiati. Testi introvabili e ricercati proprio dai più giovani che di quegli anni (Sessanta–Settanta) rischiano di vedere cancellata ogni memoria.

In Attualità si intende rispondere al bisogno di conoscenza intorno a quanto è veramente possibile fare oggi; una domanda che attraversa trasversalmente tutto il campo e gli attori presenti sulla scena della salute mentale.

Infine, Traduzioni è la parte della collana che intende far conoscere a un pubblico più vasto quelle ricerche e quei saggi di attualità noti solo a pochissimi addetti ai lavori, rendendoli così un utile strumento per arricchire le conoscenze e il dibattito disciplinare, sociale e politico nella più vasta area di quanti, a titoli diversissimi, sono coinvolti e attivi intorno alla questione della psichiatria e della salute mentale.

Marzo 2011

Peppe Dell’Acqua, Nico Pitrelli, Pier Aldo Rovatti


*Basterebbe pensare al film di Giulio Manfredonia Si può fare con Claudio Bisio (8 milioni di spettatori nelle sale) e allo sceneggiato televisivo di Marco Turco C’era una volta la città dei matti con Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini (7 milioni di telespettatori in ognuna delle due serate di programmazione). Senza parlare del successo teatrale e cinematograficode La pecora nera di Ascanio Celestini e della popolarità del lavoro poetico e di testimonianza di Alda Merini.

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Fonte forumsalutementale.it

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