Cobas scuola: tragedie avvengono per carenza personale e disfunzioni negli edifici

E’ quanto fa sapere il sindacato Cobas scuola di Torino all’indomani della morte del bimbo caduto nella tromba delle scale della scuola. con un comunicato scritto lo stile di una lettera ai Sindaci e al ministro dell’Istruzione.

Il sindacato ha elencato gli incidenti già avvenuti in passato, lanciando l’allarme sul fatto che – senza adeguati provvedimenti – le situazioni potrebbe ripetersi.

In particolare, ricorda che nella provincia di Torino molte scuole stanno cadendo a pezzi, mancano servizi igienici, piove in classe. E cita questi episodi:

  • IC Orbassano I, cade il soffitto di una classe della scuola dell’Infanzia del Plesso “Anita Gamba”, i bambini spesso sono punti da vespe mentre fanno la loro normale attività didattica.
  • IC Pacchiotti – Revel di Torino: in uno dei bagni del secondo piano, il sifone a pavimento non permette all’acqua di scorrere sufficientemente, spesso fuoriuscendo dalla griglia insieme alla schiuma del sapone; uno dei bagni del secondo piano, nonostante le segnalazioni, è inagibile da due anni; ciò costringe gli alunni a servirsi dei bagni situati al lato destro della scuola, percorrendo tutto il corridoio, superando anche la porta di sicurezza, situata tra le aule e le scale. Anche il bagno del piano terra, presso l’uscita sul cortile è inagibile da diversi anni. Altro problema sono le condizioni in cui, da circa cinque anni, si trova il terzo piano dove sono ubicate la biblioteca, l’archivio, il laboratorio di L2 e quello di musica. Qui, quando piove, spesso l’acqua gocciola dal soffitto bagnando il corridoio. In questo piano, più che negli altri, le condizioni igieniche sono manchevoli.
  • IC Gabelli (plesso Pestalozzi): Infiltrazioni di acqua piovana dovute ai pluviali ostruiti. Nel locale mensa si segnala la presenza di umidità di risalita che interessa parti estese delle pareti con presenza di: fioriture, muffe, relativa umidità e sfogliature dell’intonaco. I servizi igienici sono spesso inagibili (bagni vecchi); i servizi al primo piano sono chiusi perché è presente una vistosa perdita nella parete adiacente le scale che dal piano terreno conducono al primo piano. Le porte REI  non sono fornite del sistema di elettromagneti collegati alla centralina, perciò per questioni di sicurezza sono sempre chiuse. Il problema maggiore si presenta quando gli alunni si recano in bagno in quanto i locali dei servizi igienici e i locali dove sono ospitate le aule sono separate da due porte Tagliafuoco REI, ciò comporta la mancata sorveglianza e, le insegnanti, pur cercando di vigilare dall’uscio dell’aula, non riescono a vedere gli alunni causa porte REI chiuse.

Poi, ricorda che il ruolo del collaboratore scolastico non è solo pulire le aule ma, soprattutto nelle scuole del primo ciclo, è una figura fondamentale per la sicurezza e sorveglianza. E stila un altro elenco di segnalazioni da parte di scuole primarie che non possono garantire la sorveglianza ai piani perchè manca il personale:

  • Tutti i plessi dell’Istituto Gabelli di Torino evidenziano situazioni al limite; nelle diverse fasce orarie non ci sono abbastanza collaboratori per garantire le attività di sorveglianza in tutte le aree degli istituti scolastici, ( un solo collaboratore per fascia oraria per plesso) e non sono garantiti quindi i livelli minimi di sorveglianza finalizzati alla sicurezza e all’incolumità degli studenti e dei docenti che non possono assentarsi neppure per andare in bagno in quanto lascerebbero le classi senza sorveglianza. Un grave problema è quello legato al ripristino delle aule e all’igienizzazione dei servizi igienici che inevitabilmente nonostante l’importante afflusso di alunni non vengono mai pulite durante la giornata scolastica e l’odore che emanano risulta insopportabile e sicuramente malsano.
  • IC Pacchiotti – Revel di Torino costretti a far uscire gli alunni per andare al bagno, senza che nessuno possa vigilare adeguatamente.

Il sindacato invita gli enti preposti ad una assunzione di responsabilità per porre rimedio alle carenze, per evitare – in assenza del personale necessario per sorvegliare i piani – di far ricadere la responsabilità agli insegnanti, ai Dirigenti, ai collaboratori scolastici.

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Fonte Orizzonte Scuola

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