Cobas: oggi manifestazione a Cagliari a difesa del maestro che rifiuta uso registro elettronico

Il SIT IN vuole essere una manifestazione concreta di solidarietà per il maestro elementare cagliaritano ingiustamente sanzionato solo per aver chiesto di svolgere il proprio dovere nel rispetto delle leggi e della privacy degli alunni.

Il maestro ha dovuto subire, oltre che numerose “pressioni”, un rimprovero scritto e in seguito TRE giorni di sospensione dall’insegnamento da parte della dirigente scolastica.
Non contento di ciò, l’Ufficio Provvedimenti Disciplinari dell’USR Sardegna (UPD di Cagliari) ha deciso recentemente di rincarare la dose, attribuendogli ulteriori 11 (UNDICI) giorni di sospensione (con relativa trattenuta sullo stipendio).

Il nostro collega, maestro elementare, da un anno chiede legittimamente di poter utilizzare il registro cartaceo per le normali operazioni scolastiche: firme di presenza, registrazione voti, attività e quant’altro.
Non si tratta di un capriccio né di un rifiuto a priori delle innovazioni.
Più semplicemente, maestro Andrea si è reso conto che NON ESISTE UNA LEGGE CHE IMPONGA L’USO DEL REGISTRO ELETTRONICO mentre, al contrario, esistono fortissime criticità rispetto al suo utilizzo. Infatti, già da diversi anni il Garante per la privacy si è così espresso: “Iscrizione e registri on line, pagella elettronica: In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati”.

Appare di solare evidenza che se il Garante “auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati” egli vuole significare che ad oggi quelle misure di sicurezza non esistono.

E allora, perché mettere a rischio i dati relativi a minori, certamente meritevoli di particolare protezione?

Perché non tener conto delle misure e delle cautele indicate da una legge (questa sì, assolutamente in vigore) come il noto “Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali n. 679/2016”?

Tutto questo senza contare le numerosissime altre criticità relative all’uso del registro elettronico, criticità ben documentate nelle oltre venti pagine della difesa nel procedimento disciplinare prodotta dal sindacato COBAS Scuola Sardegna che tutela il collega.
Forti criticità che esistono ma che non stiamo qui ad esporre solo per necessità di sintesi.

I genitori degli alunni hanno espresso piena solidarietà al maestro, chiedendo di prendere in considerazione le istanze da lui presentate e manifestando stima e riconoscimento per il suo lavoro e per il suo atto.

La risposta alle richieste legittime di maestro Andrea è stata inizialmente il silenzio (per più di cinque mesi assenza di risposte scritte alle lettere inviate dal maestro all’amministrazione scolastica).
Successivamente abbiamo assistito alla “irrogazione” di una serie di sanzioni via via crescenti, tutte contraddistinte da assenza totale di motivazioni.

Non si comprende con che criterio siano state assunte tali decisioni, contraddistinte da assoluta mancanza di risposte rispetto ai numerosi quesiti posti dall’insegnante.

A breve il collega, con il patrocinio dei COBAS Scuola Sardegna, si rivolgerà alla magistratura per ottenere giustizia (e chedere l’annullamento di tutte le sanzioni disciplinari) su un tema che riguarda da un lato la tutela dei dati dei minori, dall’altro la dignità professionale degli insegnanti.

Saranno necessari tempi lunghi ma siamo fiduciosi in un risultato che possa ristabilire la verità.

Intanto riteniamo che tutto il mondo della SCUOLA debba far sentire la vicinanza al maestro Andrea partecipando numerosi al SIT IN di solidarietà previsto per lunedì 16 settembre 2019, dalle ore 17.30.

Manifestiamo anche in difesa della dignità professionale dei docenti e a favore del sacrosanto principio della LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO, principio sempre più messo in discussione dagli atteggiamenti autoritari di alcuni dirigenti scolastici e di taluni burocrati che negli ultimi anni hanno utilizzato con troppa disinvoltura i procedimenti disciplinari verso le/gli insegnanti che hanno l’unica colpa di dissentire rispetto alle loro opinioni.

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

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