Co.co.co. in funzione di assistenti amministrativi: una ulteriore sentenza sancisce natura subordinata del rapporto

La lavoratrice, assistita dagli avvocati Marco Lo Giudice e Luigi Serino, proveniva dal bacino dei lavoratori socialmente utili utilizzata nelle scuole statali a cui le erano stati affidati, ai sensi del d.lgs. n. 81/2000 e del successivo D.M. 66/2001, incarichi di collaborazione coordinata e continuativa a decorrere dal 1 luglio 2001.

Secondo l’intenzione del legislatore l’affidamento di incarichi di co.co.co. avrebbe dovuto favorire il transito di tali “collaboratori” dal bacino dei lavoratori socialmente utili alla stabilizzazione nei ruoli del Ministero dell’Istruzione.

Al contrario, tali soggetti hanno prestato sin dal 1 luglio 2001 la loro prestazione lavorativa con contratti di co.co.co. che hanno mascherato la sussistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, conclusosi soltanto il 31/08/2018, ovvero dopo aver preso parte alla procedura selettiva per titoli e colloquio, indetta ai sensi dell’art. 1 commi 619-621 della legge 27 dicembre 2017 n. 205, che ha consentito la loro immissione in ruolo con contratto part-time.

Il Tribunale di Rieti, come del resto anche rilevato dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Palermo, ha ribadito che una volta che tali rapporti di matrice assistenziale, quali quelli degli lsu, siano stati canalizzati all’interno di un modello di natura privatistica a carattere autonomo (cd. co.co.co.) essi debbano essere assoggettati alla disciplina che è loro propria, ivi inclusi i risvolti collegati alla degenerazione e/o distorsione sul piano applicativo rispetto alla causa tipica concordata.

La Cassazione, sul punto, ricorda come, in ragione della disciplina vigente, la Pubblica Amministrazione può ricorrere a rapporti di collaborazione solo per prestazioni di elevata professionalità, contraddistinte da una elevata autonomia nel loro svolgimento, tali da caratterizzarle come prestazioni di lavoro autonomo, e nell’ipotesi in cui l’amministrazione non sia in grado di far fronte ad una particolare e temporanea esigenza con le risorse professionali presenti in quel momento al suo interno.

Quando la Pubblica Amministrazione si avvale, invece, di prestazioni lavorative mediante sottoscrizioni di contratti di collaborazione coordinata e continuata al di fuori dei presupposti previsti dalla legge ed inserendo il lavoratore stesso nella struttura organizzativa dell’amministrazione, trova applicazione l’art. 2126 c.c..

Nel caso concreto il Tribunale, esaminando il materiale svolgimento della prestazione lavorativa nonché la documentazione allegata al ricorso, ha rilevato che il rapporto oggetto di giudizio, sotto l’apparente forma della collaborazione coordinata e continuativa, si sia svolto secondo le modalità proprie della subordinazione, essendo evidenti tutti gli elementi tipici del rapporto di tipo subordinato: vale a dire la collaborazione del lavoratore ai fini istituzionali dell’ente, la continuità delle prestazioni lavorative, la predeterminazione della retribuzione, la subordinazione gerarchica. La lavoratrice era infatti sottoposta alle direttive del Dirigente Scolastico e del DSGA, al controllo delle presenze, al recupero delle assenze, a controlli in caso di malattia. In altri termini non era in grado di determinare in maniera autonoma la propria prestazione lavorativa.

Alla ricorrente sono state dunque riconosciute le differenze retributive maturate tra quanto corrisposto e quanto invece avrebbe avuto diritto ove fosse stata inquadrata nel profilo di assistente amministrativo, con gli incrementi retributivi connessi all’anzianità di servizio maturata in relazione al CCNL tempo per tempo vigente in virtù di quanto affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 22558/16 ai sensi della quale la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva 99/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere l’anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai CCNL succedutisi nel tempo. Tale principio è sicuramente mutuabile anche alla fattispecie in esame, in ragione del fatto che la mancata attribuzione delle progressioni economiche configura pregiudizio immediato e diretto dell’illegittima applicazione dei contratti di co.co.co..

In conclusione il Tribunale di Rieti ha riconosciuto anche il diritto della lavoratrice al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 36 del Testo unico sul pubblico impiego nella misura pari a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto in ragione degli esiti pregiudizievoli della “precarizzazione” del rapporto oggetto di causa protrattosi per oltre dieci anni, in applicazione del principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 5072/2016 ai sensi del quale: Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una p.a. il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dal d.lg. n. 165 del 2001, art. 36, comma 5, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall’onere probatorio nella misura e nei limiti di cui alla l. n. 183 del 2010, art. 32, comma 5, e quindi nella misura pari ad un’indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nella l. n. 604 del 1966, art. 8.

L’articolo Co.co.co. in funzione di assistenti amministrativi: una ulteriore sentenza sancisce natura subordinata del rapporto sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Leggi Tutto

Fonte Orizzonte Scuola

Powered by WPeMatico

Facebook Comments

os_admin

Related Posts

Rientro a settembre, Gualtieri: già messo un miliardo, alla scuola tutto ciò che serve

Commenti disabilitati su Rientro a settembre, Gualtieri: già messo un miliardo, alla scuola tutto ciò che serve

Didattica a distanza sì, ma serve buon senso! Lettera

Commenti disabilitati su Didattica a distanza sì, ma serve buon senso! Lettera

Docenti con servizio misto statale – paritaria esclusi dal concorso straordinario. Lettera

Commenti disabilitati su Docenti con servizio misto statale – paritaria esclusi dal concorso straordinario. Lettera

Concorso a cattedra straordinario, cosa studiare

Commenti disabilitati su Concorso a cattedra straordinario, cosa studiare

Stop appalti pulizia, sindacati al Miur il 10 ottobre. Sciopero il 15

Commenti disabilitati su Stop appalti pulizia, sindacati al Miur il 10 ottobre. Sciopero il 15

Decreto scuola: il Governo pone fiducia

Commenti disabilitati su Decreto scuola: il Governo pone fiducia

Didattica a distanza, possibili interrogazioni e verifiche scritte. Lettera

Commenti disabilitati su Didattica a distanza, possibili interrogazioni e verifiche scritte. Lettera

Avvio anno scolastico 2019/20, sarà tutt’altro che regolare! Lettera

Commenti disabilitati su Avvio anno scolastico 2019/20, sarà tutt’altro che regolare! Lettera

Psi scuola: Fallito accordo fra Miur e sindacati; ecco perché scioperare

Commenti disabilitati su Psi scuola: Fallito accordo fra Miur e sindacati; ecco perché scioperare

Docenti di ruolo, supplenze con messa a disposizione. Le condizioni

Commenti disabilitati su Docenti di ruolo, supplenze con messa a disposizione. Le condizioni

Coronavirus, “diciamo sempre ai ragazzi di non usare i social. Ecco, questo è il momento di usarli”. Intervista ad Elena Vecchi

Commenti disabilitati su Coronavirus, “diciamo sempre ai ragazzi di non usare i social. Ecco, questo è il momento di usarli”. Intervista ad Elena Vecchi

730 con scadenza 30 settembre: ecco come avere il rimborso a luglio

Commenti disabilitati su 730 con scadenza 30 settembre: ecco come avere il rimborso a luglio

Create Account



Log In Your Account



Vai alla barra degli strumenti