Caro Ministro, ecco perché serve un concorso riservato per i Dsgaff. Lettera

Lettera

Dalle varie interviste pubblicate sulle testate giornalistiche, social, trasmissioni televisive è emerso l’interessamento sulla ns questione ma si evince anche che, purtroppo, nessuno conosce effettivamente il lavoro della segreteria amministrativa della scuola e in particolar modo le mansioni del DSGA.

Vorremmo, per questo, sottolineare che non basta un titolo di studio o un concorso ordinario attualmente in esecuzione, seppur con procedura anomala e senza rispetto della normativa di comparto, a convalidare la posizione lavorativa di un DSGA.

Il lavoro di questa figura apicale che supporta il D.S. nella conduzione dell’amministrazione scolastica è ben altro che il semplice possesso del titolo di studio. Con questo non si vuole offendere chi ha conseguito una
laurea ma al contrario avvalorare chi per anni ha acquisito le giuste competenze maturando esperienze sul campo.

Nonostante tutto non ci ergiamo ad eroi della scuola ma non vogliamo neppure essere sottovalutati professionalmente perché è un’ingiustizia epocale non essere riconosciuti professionalmente dopo che per anni siamo stati chiamati a servire l’amministrazione rispondendo con onestà e responsabilità.

D’altra parte è giusto evidenziare che il Ministero ha per anni disatteso i propri adempimenti nei confronti dei lavoratori a cui ha chiesto collaborazione lavorativa che sono ancora in servizio e che hanno permesso di condurre l’iter burocratico e lavorativo.

Ciò nonostante non si vuole processare nessuno di inadempimento ma si chiede, invece, di fare giustizia attraverso il riconoscimento del lavoro meritevolmente svolto. Si legge spesso che la FL-CGIL e ci auguriamo che le altre O.O.S.S. la supportino, stia attualmente sostenendo la ns categoria con la richiesta di un concorso riservato e per questo vorremmo che al tavolo si specificasse l’operazione che una mancata autorizzazione ad un ns riservato porterebbe alla conseguente perdita delle esperienze professionali maturate e si configurerebbe come un’operazione amministrativa inadeguata dal punto di vista del principio dell’economicità e dell’efficacia.

Infatti l’efficienza di una P.A. si misura con il conseguimento degli obiettivi e i DSGAff attualmente in servizio hanno permesso questo risultato.. Con ns amarezza abbiamo, però acquisito che né il Ministero né l’opinione pubblica riconosce il ns lavoro eppure siamo già dipendenti dello Stato e la ns stabilizzazione non costituirebbe nè maggiore spesa né danno all’Erario ma al contrario un risparmio considerevole.

Al di là di quanto affermato e richiamando l’operazione del concorso ordinario vorremmo si facesse attenzione sul fatto che l’ingresso dei vincitori eliminerebbe le esperienze professionali acquisite che i nuovi titolati acquisiranno solo con il corso degli anni. Come sottoposti non potremo sostituirci e l’amministrazione subirà un danno di efficacia ed efficienza. Quindi voler considerare la ns stabilizzazione si configura oltre che come un atto di giustizia e riconoscenza verso i dipendenti dell’amministrazione anche come uno strumento utile ed efficace per accompagnare i nuovi ingressi in questo ruolo di grande responsabilità offrendo loro tutta al ns esperienza di colleghi anziani del servizio e permettendo, altresì, che gli obiettivi prefissati possano essere conseguiti con tempestività ed efficacia.

Certi che un Ministro, professore universitario ordinario, che ben conosce le dinamiche del lavoro scolastico riuscirà a trovare giusti equilibri atti a dirimere le questioni in atto con adeguati strumenti normativi, rimaniamo in attesa del giusto riconoscimento.

Gruppo DSGAff.

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