Cangemi (PCI): decreto scuola non risolve problema precariato

È innanzitutto la dimensione degli interventi previsti che è del tutto inadeguata rispetto alle voragini scavate negli organici da una miopia politica decennale, alle tante ingiustizie, alle infinite incongruenze, alla precarizzazione sempre più accentuata del lavoro docente e tecnico amministrativo.

Sul piano politico manca, inoltre, ancora una volta il coraggio di offrire segnali forti in direzione ad esempio, di una trasformazione da organico di fatto ad organico di diritto che potrebbe riguardare decine di migliaia di cattedre.

Anche gravissimi problemi, da tempo aperti, come quello dei diplomati magistrali non vengono affrontati, lasciando tante lavoratrici e tanti lavoratori in una condizione drammatica.

Infine non può che esprimere sconcerto sulla vicenda del bonus merito. Il decreto lo estende ai precari, che ne erano stati (ingiustamente, certo) esclusi. Il problema è che il bonus è un istituto illogico e pericoloso, foriero di piccoli clientelismi e di ingiustizie, che andrebbe abolito immediatamente (e le risorse ad esso destinate devono essere utilizzate per tutti i docenti), non esteso. All’atto del suo insediamento il ministro Fioramonti si era espresso, appunto, per la sua abolizione, oggi ha evidentemente cambiato opinione. – Ha concluso Cangemi.

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Fonte Orizzonte Scuola

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